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Viviamo in un periodo di emergenza che ormai si sta protraendo da diversi anni. Emergenza che si intreccia con la drammaticità di un ecosistema prossimo al collasso, e con la difficolta di approvvigionamento di materiali sino a ieri disponibili. Un esempio è dato dall’approvvigionamento del vetro, materiale indispensabile per un’azienda che come Bottega produce Prosecco e non solo. E senza bottiglie occorre sospendere la produzione.

 

In due mesi si può quantificare infatti una mancata produzione di circa 300.000 bottiglie con il relativo danno economico.

Ma Bottega, grazie al percorso intrapreso imperniato alla sostenibilità, annuncia che data la mancanza di vetro, reintrodurrà il vuoto a rendere per alcune delle proprie bottiglie. Indubbiamente una scelta coerentemente ecologica.
In un primo momento, si limiterà ai Prosecco Bar che dovranno divenire loro stessi il simbolo della sostenibilità. Nello specifico l’Italia riutilizza attraverso il vuoto a rendere soltanto l’8-9% delle bottiglie di vetro messe in commercio contro l’oltre il 70% delle altre nazioni del nord Europa. Il vuoto a rendere costa meno e riduce fortemente le emissioni, rispetto al riciclo che comporta la fusione del vetro.

 

Il riutilizzo del vetro, che un tempo era di uso abituale quando la produzione industriale era insufficiente, di fatto non è mai stato completamente abbandonato da Bottega e infatti è sempre stato uno dei cardini del marketing del marchio Alexander. Per le bottiglie in vetro soffiato di grande valore intrinseco, l’azienda ha sempre suggerito un secondo uso una volta vuote: da vaso per i fiori a oggetto ornamentale. Anche le bottiglie di vino potranno essere riutilizzate per essere reimmesse nel ciclo produttivo. La cantina trevigiana sta studiando di creare dei centri di raccolta che possano permettere al vetro di essere riutilizzato in prossimità di dove è avvenuto il consumo, mettendo a disposizione di cantine locali le bottiglie da riutilizzare, con il conseguente risparmio del carburante e del trasporto. Idealmente si può ipotizzare un riutilizzo di 500.000 bottiglie l’anno, ma se l’iniziativa venisse estesa a molti altri produttori il risultato sarebbe ben maggiore.

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