Daniele Galler direttore vendite in Italia dei vini della Kellerei Bozen, e l’enologo della stessa Stephan Filippi hanno presentato in un press lunch a Milano la seconda nonché ultima annata della linea Superior, TAL, ossia TAL 1930 e TAL 1908.
Nella foto da sinistra Stephan Filippi e Daniele Galler
Il progetto TAL
Come spiega Daniele Galler “TAL è un progetto che ha visto come primo step la selezione della zona di produzione, poi a seguire , la vigna, i grappoli, infine le barrique con l’obiettivo di portare in bottiglia il la migliore espressione teritoriale.” TAL è un acronimo dove:
T come tradizione, perché Kellerei Bozen esiste nella nuova sede dal 2018, però nasce nel 1908, anno in cui 30 agricoltori decisero di fondare una cooperativa vitivinicola nel quartiere termale di Gries;
A come autenticità perché la tradizione comunque va accompagnata a quello che è la vocazione, il rispetto per la natura, il rispetto per quelli che sono i valori tramandati e che si vogliono tramandare fino, sia a livello agronomico che a livello enologico;
L come longevità, legata sicuramente alla serbevolezza della bottiglia “perché sono vini che si vogliono poter assaggiare anche tra qualche decennio, poi sarà il tempo a giudicare”.
Longevità, spiega Galler “è anche rispetto della natura, rispetto dell’ambiente che ci circonda; la cantina di Bolzano lavora in modo concentrato e massivo, non solo sulla qualità dei vini, ma anche sull’aspetto ecologico e ambientale. La Cantina di Bolzano come struttura è stata la prima cantina dell’Alto Adige a essere catalogata e certificata come CasaClima Wine di classe A, con il massimo coefficiente energetico”. La Cantina ha intrapreso questo percorso anche per raggiungere una certificazione di sostenibilità che è economica, sociale oltre che ambientale.
È stata inoltre implementata l’autonomia energetica della Cantina, installando pannelli fotovoltaici così da produrre oltre un terzo del fabbisogno energetico: “Non basta più essere biologici, biodinamici, eccetera” precisa Galler, perché un comportamento virtuoso si evince da tantissimi altri fattori.
La produzione annua media della Cantina è circa di 3 milioni di bottiglie.
Stephan Filippi oltre a essere l’enologo e anche la memoria storica della cantina essendo il collaboratore con maggiore anzianità. “Quando ho cominciato a lavorare il 99% dei vini erano rossi e l’1% di vini bianchi mentre oggi la Cantina produce il 52-53% di vini bianchi e il 47% di vini rossi; in prospettiva produrrà il 60% di bianchi e il 40% di rossi”.
La nuova cantina
La nuova cantina
Kellerei Bozen dal 2018 dispone di una sede nuova, una cantina a sei livelli dove la vinificazione si svolge sfruttando la forza di gravità.
Le uve vengono ricevute nel piano più alto dell’edificio e, per caduta, scivolano verso il basso seguendo un percorso di lavorazione dove i grappoli, diventano prima mosto, poi vino sino a raggiungere il piano inferiore dove inizia l’affinamento. Questo processo di vinificazione, oltre a garantire l’integrità dell’uva, permette di risparmiare energia meccanica, a tutto vantaggio del risparmio energetico. La Cantina Bolzano è nata nella conca di Bolzano, dispone di vigneti che vanno da 260 a 950 metri di altitudine.
Stephan Filippi spiega che TAL è un progetto nato anni fa “però abbiamo voluto aspettare la nuova struttura per produrlo anche per sfruttare al meglio alcune possibilità tecniche che dà la nuova cantina”.
E nel frattempo Kellerei Bozen si è concentrata nel lavoro nei vigneti, selezionando le aree più vocate alla produzione delle uve che per Tal 1930 sono chardonnay, quindi in misura minore sauvignon e pinot grigio, mentre per Tal 1908 alla base di lagrein si uniscono cabernet e merlot.
Sono vitigni che in questo territorio danno la massima espressione per le qualità delle uve e dei vini. Le uve sono state vinificate separatamente e separatamente fermentano e sono elevate nelle barrique e da lì sono selezionate le partite migliori produrre queste cuvée. La prima nata è stata nel 2020 e ora la 2021, due annate differenti, così che il periodo di raccolta differisce di tre settimane: nel 2020 la raccolta è avvenuta prima, mentre per la 2021, che è stata fredda, l’uva ha richiesto più tempo per maturare. La vendemmia è interamente manuale e l’uva, quando arriva in cantina, viene refrigerata per 12 ore in celle frigorifere per poi essere caricata intera per caduta nelle presse. Alla pressatura soffice seguono la decantazione di 12 – 20 ore e quindi il travaso. Una volta innescata la fermentazione, la massa è passata subito in barrique, e in barrique il vino ottenuto è elevato da 12 ai 15 mesi. Come detto le uve sono vinificate separatamente e pertanto alcune varietà possono usare le barrique, altre legni più grandi perché, per esempio, chardonny e sauvignon si vinificano in modo diverso.
I vini in degustazione
TAL 1930
Utilizza 80% chardonnay, 10% sauvignon e 10% pinot grigio, proveniente da vigneti che dimorano a un’altitudine di 400-700 metri. L’enologo non fa passare inosservato l’impiego del pinot grigio, al quale spesso si preferisce il pinot bianco, per la bontà che esprime in questo territorio. Il vino matura per 12 mesi in barrique di rovere francese e altri 14 mesi in acciaio. Il colore è giallo paglierino con riflessi dorati; al naso a ricordi di mango, di ananas di mela e di pera, si unisono sentori agrumati e floreali. In bocca è fresco, con maggiore verticalità nell’annata 2021, e sensazioni fruttate già percepite in fase olfattiva. Nella foto la controetichetta.
TAL 1908
Prodotto da vigne di oltre 50 anni situate nei terreni alluvionali il TAL 1908 è una cuvée di 83% lagrein, 12% cabernet e 5% merlot con fermentazione macerazione di circa 2 settimane. È elevato per 12 mesi in piccole botti di rovere francese, quindi per 15 mesi in botti di cemento, prima di affinare in bottiglia. Alla degustazione, nel calice riflette colore rosso granato che sfuma nel purpureo; al naso piccoli frutti rossi e neri, quindi di liquirizia, di cacao e note speziate. In bocca è pieno, rotondo, con vena fresca e toni minerali, dotato di bella persistenza. E’ un vino destinato a un più che decennale invecchiamento.
Nel corso dell’evento sono state degustate anche altre etichette della Cantina.



