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Il festival fa cultura dove il cibo è protagonista,  a Parma le 4 P del “Food&People”

 

P come : Parmigiano, Pasta, Pomodoro, Prosciutto. E come Parma, naturalmente.

È stata presentata la seconda edizione di Gola Gola! Food&People Festival (2 – 4 giugno 2017), l’evento che stabilisce con il cibo una relazione : quella di quel “Food&Peple” che già dal nome lega il buon cibo al buon vivere, passando per una buona cultura alimentare, ma anche per il piacere della tavola.

Un filo conduttore che parte dal campo e arriva ai commensali, facendo da sempre cultura nei suoi diversi percorsi.

“La cultura del cibo, dalle nostre parti, non è una moda, nata dopo il successo di alcuni programmi televisivi o manifestazioni, è un modo di essere:  un aspetto portante dell’identità della nostra Terra.” Emanuela Dallatana Ideatrice e Direttore del Gola Gola! Food&People Festival

Il valore che il  GOLA GOLA! Food and People Festival, fin dalle sue origini, ha voluto portare avanti, è stato questo : fare cultura su un tema che accoglie e raccoglie il cibo come filo conduttore, ma che lo racconta in un clima festoso, stabilendo con lui, il cibo, una relazione – quella di quel “food and people” – quasi perfetta, sicuramente unica.

Noi siamo convinti che fare cultura intorno al cibo non è fare una cultura minore questo lo vogliamo affermare a grandi lettere, perché  Parma e i suoi dintorni hanno nella cultura del cibo una potenzialità incredibile che differenzia questo territorio e lo fa elevare al di sopra di quella che può essere una moda del cibo.

Ci siamo mai chiesti come mai ognuno di noi, quando  visita un paese sconosciuto, si avvicina in modo  quasi naturale e sicuramente immediato, alla sua cucina ? Non è un modo per conoscere la sua cultura quotidiana?

Per questo abbiamo voluto il Gola Gola! Food and People Festival. E non ci siamo sbagliati.

Per questo abbiamo voluto che in questa seconda edizione quella relazione “ food and people “  si rafforzasse  ancor di più.

Quante cose si possono imparare di un “people” dalle sue ricette, dal suo modo di stare a tavola,  di bere o di mangiare, dalla storia del suo “food”?”

Così la proposta culturale  si è fortemente potenziata, pur rimanendo certamente fedele a quell’idea di divertimento che vuole caratterizzare il Festival e che caratterizza anche  il nostro territorio.

Emanuela Dallatana, Direttore di Gola Gola ! Food and People Festival, e mente cretiva insieme a Arturo Balestrieri, Michele Rastelli e Angelo Giovati, è da sempre convinta di questo assioma.

 

Perchè mangiare non è semplicemente nutrirsi, ma un atto molto più vicino ad un rito che ad un semplice gesto quotidiano.

Parlando di cultura del cibo si può parlare di storia, arte, religione, musica con tutte le valenze simboliche loro attribuibili, ma è cultura anche il riguardo che dobbiamo ai mestieri del cibo, alla conoscenza delle filiere.. è cultura  anche sapere riconoscere il bouquet di un vino o scegliere un taglio di carne piuttosto che un altro per un certo piatto o saper abbinare prodotti differenti, apprendere le novità tecnologiche dell’agricoltura del futuro, imparare come non sprecare i doni che la natura ci offre.

Gola Gola! Food and People Festival è fin dal suo nascere un festival culturale del cibo, diverso da tutti i festival del cibo esistenti.

Il cibo e il suo Festival

“Ci siamo ispirati ad un modello:  il modello del Cirque du Soleil. Con la scusa del Circo questo fantastico contenitore culturale ha portato a teatro persone che non avrebbero mai pensato di farlo. Perdonatemi la presunzione, ma con Il Gola Gola! Food and People Festival, ho sempre sognato di portare ad un festival culturale persone che non avrebbero mai scelto di farlo. I partecipanti ai festival culturali come il festival della letteratura, della filosofia, della mente, di cui personalmente sono una frequentatrice fin dagli albori e che ho studiato con molta attenzione, sono coloro che hanno già fatto una scelta di cultura. Quello che sogno io di fare con il Gola Gola! Food and People Festival è di attirare con la promessa ludica e di socializzazione del cibo, i visitatori e poi di coinvolgerli in percorsi culturali a diversi livelli per loro sorprendenti, mandandoli a casa con qualche nuova conoscenza e con il desiderio e la curiosità di apprendere ancor di più”.  Emanuela Dallatana

 

 

 

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