La Fondazione Giuseppe Olmo è nata con l’obiettivo di promuovere l’impresa, la cultura e il territorio: la Fondazione Giuseppe Olmo è cultura
Nella suggestiva Tenuta di Artimino, in provincia di Prato, presso la cinquecentesca Villa La Ferdinanda, ha preso ufficialmente vita la Fondazione Giuseppe Olmo. Questo progetto, voluto dalla famiglia Olmo, nasce con l’intento di diffondere la cultura, sostenere l’innovazione e valorizzare il patrimonio storico, artistico e ambientale.
Villa La Ferdinanda
Riconosciuta come Ente del Terzo Settore, la Fondazione si propone di preservare e trasmettere l’eredità di Giuseppe Olmo, figura emblematica del Novecento italiano: campione di ciclismo, atleta olimpico, imprenditore e filantropo. Con una visione che abbraccia passato e futuro, la Fondazione vuole essere un ponte tra tradizione e innovazione, favorendo il dialogo tra cultura e impresa per generare un impatto concreto e duraturo.
Annabella Pascale
La conferenza stampa di presentazione del progetto è stata introdotta da Annabella Pascale, nipote di Giuseppe Olmo, amministratore delegato della Tenuta di Artimino (della quale abbiamo detto qui)insieme al cugino Francesco, nonché presidente della Fondazione Giuseppe Olmo. Nel suo intervento, caratterizzato da un racconto documentato e al contempo affettuoso, Annabella Pascale ha delineato la figura di suo nonno, Giuseppe Olmo, celebre campione mondiale di ciclismo, ma non solo.
Giuseppe Olmo
Nel periodo precedente alla Seconda Guerra Mondiale, in un’epoca in cui i mass media erano ancora agli albori e la comunicazione avveniva principalmente tramite radio e giornali, il ciclismo rappresentava lo sport italiano per eccellenza, e Giuseppe Olmo ne fu uno dei protagonisti. Nato a Celle Ligure in una famiglia modesta composta da sei fratelli, iniziò a pedalare all’età di undici anni, inseguendo la corriera lungo i tornanti della Riviera Ligure. Il suo talento non passò inosservato e un allenatore, intuendone il potenziale, contattò la madre per proporgli di diventare ciclista professionista, prospettandogli anche il beneficio di poter mangiare carne, cibo all’epoca riservato a pochi. La madre rispose con fermezza, sostenendo che tutti i suoi figli erano uguali, anche a tavola, dove cenavano con pane e latte. Annabella Pascale ha voluto ricordare questo episodio perché il principio dell’uguaglianza tra i figli è rimasto vivo nella famiglia, giungendo fino alla terza generazione.
Ma Giuseppe Olmo non fu solo un ciclista. Nel 1929, poco prima dello scoppio della guerra, fondò Olmo Cicli, una fabbrica di biciclette a Celle Ligure. La mancanza di gomma, materiale essenziale per la produzione, lo portò a Milano alla ricerca di una soluzione. Qui avviò la produzione di pneumatici non solo per biciclette, ma anche per automobili. Proseguendo nelle sue ricerche, scoprì una miscela chimica destinata a rivoluzionare il comparto degli imbottiti: il poliuretano espanso, utilizzato per cuscini, divani, giacche e altri prodotti. Questo spirito innovativo portò la Olmo Cicli e le aziende fondate successivamente a consolidare posizioni di leadership in vari settori, dando vita a una grande realtà industriale: l’Olmo Group.
Più precisamente, la Olmo Giuseppe S.p.A. si distingue nella produzione di poliuretani espansi, mentre la Toscana Gomma S.p.A. si specializza in poliestere e componenti per il settore automotive e bedding. Olmo Biciclette offre una gamma completa di biciclette. Negli anni ’80, il Gruppo Olmo si espanse nel settore turistico, acquisendo comprensori sciistici in Lombardia. Fondazione Giuseppe Olmo è cultura.
Vista della Tenuta di Artimino
Nel 1989, Giuseppe Olmo acquistò la Tenuta di Artimino, un vasto patrimonio storico e culturale in Toscana, restaurato in oltre dieci anni e trasformato in un luogo di vita familiare.
Annabella Pascale ha ricordato il momento in cui Giuseppe lasciò Milano per trasferirsi ad Artimino, dando inizio a una nuova avventura. La tenuta, con i suoi vigneti, il borgo medievale e la villa medicea, Patrimonio UNESCO, è oggi sede di un resort. Dopo la scomparsa di Giuseppe nel 1992, il nipote Luigi Olmo ha guidato il gruppo verso un ulteriore sviluppo.
“Di Artimino io mi occupo da 12-13 anni,” ha spiegato Annabella Pascale, “per cui posso raccontare tantissime cose. Innanzitutto è stata una tenuta privata; dal tempo dei Medici si sono succedute diverse famiglie e noi siamo arrivati negli anni ‘80.”
La Tenuta di Artimino si trova a poco più di 20 chilometri da Firenze, nella zona dell’attuale DOCG del Carmignano. Il complesso comprende edifici nobili e un borgo storico, situati in un territorio a forte vocazione enologica. Storicamente, quest’area faceva parte del vasto Barco Reale, l’antica riserva di caccia della famiglia Medici, delimitata da un muro di circa 50 chilometri.
Dopo l’acquisizione della tenuta, furono avviati i lavori di ristrutturazione dell’intero borgo e, successivamente, anche del vigneto, poiché gli impianti esistenti rispondevano ormai a esigenze superate. Grazie alla terza generazione della famiglia Olmo, rappresentata da Annabella Pascale e Francesco Spotorno Olmo, i vini di Artimino iniziarono a farsi conoscere sempre più. Un momento significativo di questa evoluzione fu il 2015, anno in cui Filippo Paoletti, enologo, entrò a far parte del team aziendale, segnando ufficialmente l’inizio di una nuova epoca.
La Fondazione Giuseppe Olmo nasce con l’obiettivo di celebrare e preservare la storia dell’azienda e del suo fondatore, promuovendo iniziative culturali, sociali e filantropiche. La presidente Annabella Pascale sottolinea che la Fondazione è un progetto destinato a unire le generazioni presenti e future della famiglia Olmo, con lo scopo di tramandare e sviluppare i valori aziendali attraverso attività di ricerca scientifica e storica, eventi culturali e iniziative sociali. “Un testimone affidato a ognuno di noi per continuare a valorizzare la storia iniziata da mio nonno Giuseppe Olmo, oggi divenuta una grande eredità valoriale, industriale e culturale italiana. Cercheremo di riproporre sul piano attuale quello che era lo spirito di questa villa, ossia luogo di arte, di cultura, di feste.”
Da sinistra Filippo Olmo, Annabella Pascale e Francesco Spotorno Olmo
La Fondazione opera attraverso un modello organizzativo dinamico di tipo hub & spoke, facilitando la sinergia tra istituzioni, aziende e centri di ricerca per il coordinamento di attività e progetti innovativi. Il Consiglio di Amministrazione, nominato dalla famiglia Olmo e composto da esponenti del mondo accademico, culturale e imprenditoriale, include tra i consiglieri Francesco Spotorno Olmo e Filippo Olmo. Gli organi direttivi comprendono il Comitato di Orientamento, guidato dal dr. Vincenzo Ercolino, incaricato di delineare strategie e supervisionare l’attuazione dei programmi biennali, suddivisi in due commissioni tematiche.
Il prof. Attilio Scienza
Particolare rilevanza assume la commissione “Cultura del territorio”, affidata alla direzione del prof. Attilio Scienza, figura di riferimento nel settore vitivinicolo e nell’innovazione agricola. Attraverso questa commissione, la Fondazione pone l’accento sulla tutela del patrimonio naturale e della biodiversità, favorendo un approccio moderno alla viticoltura e alle metodologie agricole. Il contributo del professor Scienza si rivela essenziale per promuovere la ricerca e la valorizzazione delle risorse territoriali, con un impatto significativo sullo sviluppo sostenibile e sull’evoluzione delle pratiche del settore.
Parallelamente, la commissione “Cultura d’impresa”, diretta dal dr. Franco Achilli, lavora per promuovere l’innovazione industriale, la cultura, l’arte e la ricerca tecnico-scientifica, oltre alla valorizzazione del talento nel management e nella comunicazione d’impresa. Questa struttura, con un forte focus sull’expertise del professor Scienza, garantisce un approccio integrato e multidisciplinare per affrontare le sfide del futuro.
La missione della Fondazione si concentra sulla promozione della cultura, dell’impresa e dell’innovazione, ritenendo che il progresso della società dipenda dalla valorizzazione del patrimonio culturale, tecnologico, scientifico, artistico e naturale.
Il suo impegno si articola in due aree principali:
Innovazione industriale e cultura d’impresa. La Fondazione sostiene studi, ricerche e programmi di formazione per valorizzare la cultura imprenditoriale. Promuove eventi culturali e scientifici, corsi di formazione, workshop e convegni, favorendo la produzione intellettuale attraverso la pubblicazione di saggi tecnico-scientifici, arti visive e performative, oltre a borse di studio per ricercatori e artisti;
Innovazione e cultura del territorio. La Fondazione si propone di creare un dialogo tra il mondo industriale e quello accademico, incentivando la condivisione della conoscenza e lo scambio di idee. Un obiettivo chiave è la tutela degli ambienti naturali e antropizzati, con particolare attenzione ai territori in cui il Gruppo Olmo opera nei settori turistico e agricolo. In linea con la tradizione vitivinicola della Tenuta di Artimino, la Fondazione sostiene la ricerca agroalimentare e vitivinicola, favorendo progetti di sviluppo e innovazione in questo ambito.
Attraverso queste iniziative, la Fondazione Giuseppe Olmo si propone di proseguire l’eredità lasciata dal fondatore, rafforzando il legame tra imprenditorialità, cultura e sostenibilità.
Foto di apertura Villa La Fernanda. Tutte le foto sono di proprietà di Ginevra Dondini


