Scrivere di un’azienda nuova è sempre un esercizio di scoperta, specialmente in un territorio celebrato come Bolgheri. Quando mancano le bibliografie, sono le persone a fare la storia. Per presentare LasorgivA, abbiamo chiesto direttamente alla sua creatrice di raccontarci questa “nuova vita” del vino.

Il Sogno

Dopo vent’anni passati a respirare il territorio di Bolgheri nell’azienda di famiglia, nel 2025 Laura Fabiani ha deciso di ascoltare il richiamo di un sogno personale. Si è trovata davanti a un bivio: la sicurezza del noto o l’incognita di una realtà tutta sua. Ha scelto il rischio, portando con sé un bagaglio di esperienza che oggi si riflette in ogni bottiglia di LasorgivA.

Laura Fabiani, produttrice di LasorgivA, ritratta nella sua cantina tra le vasche in acciaio e le barricche, simbolo della sua “tradizione evoluta”.

Tradizione Evoluta

Il nome non è un caso: richiama le sorgenti, le radici etrusche e un concetto di rinascita che si traduce in vini “aggiornati”. Non aspettatevi i soliti tagli bordolesi pesanti; qui l’obiettivo è l’equilibrio. “Rispettare Bolgheri ma evolverlo, modernizzarlo senza snaturarlo“, spiega la produttrice. Un’idea che si riflette anche nelle etichette, dove il Vermentino e i rossi omaggiano la storia locale, mentre il Superiore mette letteralmente la “faccia” della proprietaria, proiettata verso il futuro, con l’etichetta che riproduce la sua firma.

 

La Genesi

Curiosa la genesi agronomica: tutto nasce da un singolo ettaro vicino alla Via Bolgherese, inizialmente curato dal marito quasi per gioco. Quello che era un passatempo del weekend tra cabernet franc, cabernet sauvignon e vermentino è diventato il cuore pulsante di un progetto che oggi conta 6,5 ettari, trasformando quelle “piccole vinificazioni per gli amici” in una produzione strutturata e identitaria.

I filari allignano lungo la Via Bolgherese: nati da un ettaro curato “per gioco”, oggi sono il cuore pulsante di un progetto strutturato e identitario.

La degustazione

Abbiamo degustato tre referenze che ci permettono di mostrare più sfaccettature dell’azienda, ma con uno stile unico che le accomuna.

I vini degustati

ÒrtA Vermentino DOC

È prodotto con uve vermentino pressate sofficemente vinificate in tini in acciaio a temperatura controllata. Nasce così un vino che riflette una luminosità paglierina con riflessi dorati. Al naso si colgono sentori di frutta, in particolare di pesca, di ananas con note sfumate di mango cui seguono ricordi agrumati di lime, di pompelmo, e ricordi floreali. In bocca si rivela morbido, senza rinunciare alla verticalità propria dei vini con basso pH, che presumiamo sia tale. Acidità e alcolicità, ben integrate, danno vita a un rapporto armonico; il sorso si chiude con ritorni fruttati già percepiti in fase olfattiva.

 

PhoeniX Bolgheri DOC

Nasce da uve cabernet sauvignon e merlot; il pigiato fermenta e macera in tini d’acciaio. Il vino ottenuto è elevato in barrique prima dell’affinamento in bottiglia.
Nel calice evidenzia un bel colore rubino profondo. Al naso sentori di frutta estiva con accenno di prugna, quindi amarena, ribes nero e altri piccoli frutti neri. Si riconoscono inoltre note vegetali erbacee con nuance di vaniglia e di pepe bianco. In bocca è fresco, quasi croccante e l’acidità bene allunga il sorso parzialmente frenato da un tannino presente, ma levigato; tenui note minerali finali che virano al salino.

 

LaourY Bolgheti Superiore DOC

Da uve cabernet franc e cabernet sauvignon vinificate in tini in acciaio a temperatura controllata. Il vino è elevato in barrique per almeno 14 mesi, quindi affina in bottiglia. Alla degustazione presenta colore rosso rubino con nuance granate. Al naso è un tripudio di piccoli frutti boschivi e di rovo cui si uniscono ricordi di amarena. I sentori primari lasciano quindi spazio a tonalità balsamiche, cioccolato fondente extra, cacao e una sensazione di caffè. In bocca è pieno, strutturato, complesso, senza essere concentrato e conserva una freschezza capace di sostenere la tensione al sorso. Tannini fini, morbidi con appena accennate note saline che, insieme alla spalla acida, forniscono eleganza al sorso.

 

 

L’insieme dei tre vini restituisce l’immagine di una cantina solida e coerente capace di esprimere equilibrio e precisione stilistica. Un lavoro che si mantiene su un tono costante, senza cedimenti, dove la misura prevale sugli effetti.

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