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*Aggiornamento sulle festa del Latte del 23-35 aprile

 

L’agenda del MEC-Mercatino Enogastronomico della Certosa di Pavia è molto fitta con appuntamenti sia alla Certosa di Pavia, sia a Morimondo, alle porte di Milano, sede di una tra le più belle abbazie romaniche d’Europa.

 

Nei giorni di Pasqua e Pasquetta, il 9 e 10 Aprile domenica 16, martedì 25, domenica 30 Aprile e lunedì Primo Maggio sarà la volta della Certosa (via del Monumento, Certosa di Pavia-PV) , con decine di produttori e di espositori che proporranno una carrellata di prodotti – tutti a filiera corta – come riso del Pavese, salame di Varzi, formaggi e salumi dell’Oltrepò e dolci come le offelle di Parona, praline e pasticceria secca, grappe e birra artigianale. E ancora miele, vini, salumi di suino e d’oca, pasta fresca, confetture, distillati, olio, semi rurali, antichi e rari in agricoltura bio-rigenerativa, senza l’uso di prodotti chimici; prodotti rifermentati, kefir, fermenti probiotici. Tra i banchi del mercato anche prodotti di bellezza, creme e saponi naturali e nutrienti per la pelle.

 

Lunedì di produttori e di espositori saranno presenti anche a Morimondo, alla Corte dei Cistercensi. In aprile il MEC sarà ancora presente a Morimondo – in via XXV Aprile e Giardino del Ristorante della Commenda, in occasione della Festa del Latte che si terrà il 23 ed il 25 Aprile.

 

 

* Due giorni dedicati al latte e all’arte casearia. Dove? A Morimondo, alle porte di Milano, sede di una tra le più belle abbazie romaniche d’Europa e borgo slow che da 13 anni dedica all’oro bianco un evento molto atteso.

L’appuntamento con la Festa del Latte è per domenica 23 e martedì 25 Aprile: ricco il calendario della due giorni tra mercatini enogastronomici e degli hobbisti, camminate nel verde a Cascina Fiorentina e ai fontanili della zona, momenti di didattica per i bambini con i laboratori di produzione del formaggio e dimostrazioni di arte casearia.

Tra i protagonisti della festa anche il Mercatino Enogastronomico della Certosa con le sue eccellenze food&wine in via XXV Aprile e al giardino del Ristorante La Commenda: miele, frutta e verdura dalla Sicilia, cioccolato, offelle, salami e specialità d’oca, vini dell’Oltrepò Pavese, confetture, verdure sottoli, pane, olio e taralli dalla Puglia, distillati, pasta fresca con degustazione di ravioli, kefir, kombucha e altri prodotti fermentati, lo zafferano di Mornico Losana, il pane dell’Associazione Grani della Tradizione.

Ingresso libero, per informazioni Associazione Arca di Noé 347 7264448

 

Meteo permettendo, entrambe le location sono facilmente raggiungibili anche in bicicletta, oltre che in auto e con il treno.

 

 

La Certosa di Pavia è stata dichiarata monumento nazionale italiano nel 1866 diventando così proprietà del Regno d’Italia. Eretta a partire dal 1396 per volere di Gian Galeazzo Visconti come sacello funebre della famiglia, il monastero fu ultimato nel 1452 e la chiesa nel 1473. La facciata venne realizzata successivamente dai fratelli Mantegazza e da Giovanni Antonio Amadeo (la parte inferiore) e da Lombardo nel XVI secolo (la parte superiore). La facciata, marmorea, è stata disegnata tassello dopo tassello da scultori e architetti, con angeli, monarchi e statue di santi. Un autentico tripudio di affreschi, ori, lapislazzuli e lacche e un’arte unica: bassorilievi e dipinti famosi come il “Padre eterno benedicente” del Perugino si vanno a sommare alle figure dipinte dagli antichi Certosini, che si affacciano dall’alto da finestre trompe l’oeil.

 

La storia di Morimondo ruota intorno alla vicende della sua abbazia e dei monaci dell’ordine dei Cistercensi che la fondarono: giunti nel 1134, dodici monaci del monastero di Morimond in Borgogna diedero inizio alla costruzione del monastero, concluso solo nel 1297. La basilica, sorta in periodo successivo alla costruzione del monastero (dal 1182), è oggi il monumento di maggior importanza di Morimondo. Rispecchia il disegno delle chiese cistercensi voluto da S. Bernardo: grandiose e solenni in contrasto con l’austerità e la povertà della vita dei monaci, cui è attribuito il merito di aver intrapreso l’opera di bonifica e valorizzazione agricola del territorio. L’esterno in mattoni è in stile gotico francese con elementi romanico-lombardi; la facciata presenta un taglio a capanna, il portale è preceduto da un pronao (porticato posto davanti alla chiesa) aggiunto nel 1736. Un rosone centrale, bifore, aperture cieche e altre a cielo aperto definiscono la parte superiore, coronata da una fila di archetti che continuano sui fianchi. L’interno di forma basilicale, a 3 navate su pilastri con volte a crociera, con transetto e abside rettangolare. Opere: entrando a destra si nota una magnifica acquasantiera trecentesca con rosoni e teste fantastiche. Degno di nota il coro, commissionato dai monaci di Settimo Fiorentino, stabilitisi a Morimondo nel 1490, all’intagliatore abbiatense Francesco Giramo, che lo concluse nel 1522.

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