Esistono vini che raccontano un territorio e vini che raccontano un’idea. Nel caso di Monte del Frà, l’idea è il tempo: quello necessario per comprendere una terra, aspettare un vino e costruire una visione lunga quasi settant’anni.
Un’attitudine che attraversa la storia aziendale, le scelte agronomiche, i progetti di sviluppo e soprattutto i vini. Perché se il Custoza rappresenta da sempre il cuore produttivo e affettivo di Monte del Frà, è proprio attraverso il tempo che la famiglia Bonomo continua a esplorarne le potenzialità espressive.
Oggi l’azienda, guidata dalla seconda e terza generazione della famiglia, conta oltre 130 ettari di vigneto distribuiti tra Custoza, Lugana, Bardolino e Valpolicella, esporta in 68 Paesi e produce circa 1,2 milioni di bottiglie all’anno. Numeri importanti che non hanno modificato il legame con il territorio d’origine, considerato ancora il centro della visione aziendale.
In questo percorso si inserisce anche l’importante progetto di ristrutturazione della sede storica di Sommacampagna, pensato per valorizzare ulteriormente i cru aziendali e creare spazi dedicati all’affinamento e alla microvinificazione. Un intervento che riflette la stessa idea che guida il lavoro in vigna e in cantina: rispettare i tempi naturali delle cose.
Cà del Magro, il vino simbolo del Custoza
Cà del Magro Custoza Superiore DOC è senza dubbio il vino che meglio rappresenta la storia recente di Monte del Frà. Nato da uno storico vigneto situato sulle colline moreniche di Sommacampagna, è il vino che più di ogni altro ha contribuito a ridefinire l’immagine qualitativa del Custoza. Un bianco ottenuto principalmente da garganega, trebbiano toscano, cortese e incrocio manzoni, che negli anni ha dimostrato una sorprendente capacità evolutiva.
La sua forza risiede proprio nel vigneto: vecchie vigne radicate in terreni calcarei, argillosi e ghiaiosi, capaci di generare un vino dalla spiccata personalità territoriale. L’affinamento sulle fecce fini contribuisce a costruirne la complessità senza mai snaturarne l’equilibrio.
Nel bicchiere esprime profumi di camomilla, fiori bianchi, mela Golden e frutta gialla, accompagnati da sfumature speziate, nuance di zafferano, e minerali. Al palato si distingue per sapidità, profondità e persistenza, caratteristiche che gli hanno consentito di diventare uno dei bianchi italiani più premiati della sua categoria.
Non a caso il Cà del Magro ha ottenuto per sedici anni consecutivi i Tre Bicchieri del Gambero Rosso ed è stato inserito tra i migliori cento vini del mondo da Wine Spectator, diventando nel tempo un punto di riferimento per l’intera denominazione.
Bonomo Sexaginta: il tempo diventa Riserva
Se Cà del Magro rappresenta la consacrazione del Custoza attuale, Bonomo Sexaginta Custoza Riserva DOC ne incarna probabilmente la prospettiva futura.
Presentato a Vinitaly nella sua nuova veste di Custoza Riserva, il vino segna un passaggio importante nella storia di Monte del Frà e, più in generale, nella lettura del potenziale evolutivo della denominazione.
Nato per celebrare i sessant’anni della cantina, Sexaginta è sempre stato il progetto più ambizioso della famiglia Bonomo sul fronte dei bianchi del Custoza. Con la vendemmia 2022 compie però un ulteriore salto di qualità: l’allungamento dei tempi di affinamento ne ridefinisce il profilo, trasformandolo per la prima volta in Riserva.
La scelta non risponde a una semplice esigenza stilistica, ma rappresenta una dichiarazione di intenti. Monte del Frà afferma così la convinzione che il Custoza possa esprimere complessità, profondità e longevità ben oltre quanto tradizionalmente riconosciuto.
Prodotto da uve garganega, cortese e trebbiano toscano provenienti da vigne situate sulle colline moreniche di Sommacampagna, Sexaginta nasce da un lungo lavoro di ricerca sull’elevamento in legno. Parte della fermentazione avviene infatti in tonneau da 500 litri, seguita da una lunga permanenza sui lieviti nobili con regolari bâtonnage, per poi completare il proprio percorso con ulteriori affinamenti in bottiglia.
Il risultato è un bianco di grande struttura e complessità aromatica. Al naso emergono note di frutta gialla matura, agrumi canditi, fiori bianchi, miele d’acacia e richiami speziati. Il sorso è ampio, sapido, elegante e persistente, sostenuto da una trama minerale che richiama con precisione l’origine morenica dei terreni.
Più che un vino celebrativo, Sexaginta Riserva rappresenta dunque una visione. La dimostrazione che il tempo può essere interpretato come valore produttivo e culturale, capace di amplificare l’identità di un territorio ancora tutto da esplorare nelle sue potenzialità evolutive.
In fondo, la vera sfida che Monte del Frà sembra lanciare è proprio questa: dimostrare che il Custoza possiede ancora margini espressivi in larga parte inesplorati. E che il tempo, più che un fattore produttivo, possa diventare il suo interprete più fedele.


