Un’opportunità davvero speciale è stata quella di degustare diversi Champagne nella sede milanese di Velier, distributore che da oltre 80 anni importa liquori e distillati in tutta Italia, per poi negli ultimi anni avere ampliato la sua commercializzazione anche a vini selezionati. In questa selezione si passa dal loro marchio storico Billecart & Salmont a Vouette & Sorbée, nuovo ingresso in catalogo, da Ecume ad Augustin, piccole e ricercate realtà. Segue una breve introduzione delle varie maison e della loro etichetta sceltà
La prima degustata è stata la maison Ecume di Jean-François Gamet, produttore indipendente della Vallée de la Marne. L’etichetta riporta “écume Brut Nature Blanc de Chardonnay”, quindi è un Blanc de Blancs, diretto e dotato di bella tensione e salinità, ottenuto da uve della vendemmia 2023, provenienti da due parcelle di vigneto, di circa 40 anni, dal villaggio di Mardeuil. In vinificazione la pressatura orizzontale è stata lenta, seguita da una lunga fermentazione della durata di 3 mesi nella piccola e fredda cantina del 1850 a Fleury-la-Rivière (dove ha sede la cantina) con bâtonnage costanti. L’affinamento è durato 11 mesi sur lies, in botti da 228 e 300 litri. Quindi è stato imbottigliato ad agosto 2024, senza l’utilizzo di vini di riserva, per poi avere una sboccatura tra fine 2025 e gennaio 2026, con solo 20 mg/l di solforosa totale.
Dopo un colore dorato e bollicine fini e persistenti nel calice, ha al naso sentori di nocciola, agrumi, con una nota di caffè che precede quella di lieviti. Al palato è freso, cremoso, sapido, con una buona lunghezza, una grande piacevolezza al sorso.
A seguire presentiamo Vouette & Sorbée e uno champagne da solo Pinot nero, “Fidèle Brut Nature”. La maison è stata fondata ed è guidata da Bertrand Gautherot a Buxières-sur-Arce, nel dipartimento dell’Aube (Côte des Bar). Questa maison è tra i nomi che hanno cambiato le regole del gioco, contribuendo in modo decisivo allo sviluppo di un pensiero che, dopo l’epoca dominata dalle grandi maison, ha rimesso al centro il vigneto, il villaggio, la parcella e cosa più importante la mano del produttore. Oltre essere certificata Demeter da vent’anni, gestisce 5 ettari, dalle vigne vive, suoli curati, vendemmie manuali. La maison prende il nome dai suoi due vigneti principali: Vouette, su suoli kimmeridgiani che condivide con Chablis, e Sorbée, su suoli portlandiani, anch’essi presenti a Chablis. A questi si aggiungono Biaunes, Chatel, Fonnet su marne kimmeridgiane, a pochi passi dalla cantina. In cantina la filosofia è precisa: dalle fermentazioni con lieviti indigeni alle vinificazioni in legno, con anche scelte radicali come la sboccatura a la volée e l’assenza di liqueur de dosage. L’etichetta scelta proviene dai lieux Dits : Chatel, Biaune, Tirmy, Fonnet, dall’età intermedia di 25 ans. In cantina si passa dai lieviti indigeni a vinificazioni e maturazioni in botti di legno delle quattro basi separatamente, alla malolattica, per avere poi un riposo sui lieviti da 18 a 24 mesi. Alla sboccatura ha un contenuto di solfiti inferiore a 10 mg/L.
Nel calice ha un colore giallo paglierino, dai delicati riflessi ramati, con bollicine fini e abbastanza continue. Il naso complesso spazia da note di agrumi canditi a piccoli frutti rossi, da pan brioche a vaniglia. Al palato ha eleganza, struttura, freschezza, cremosità, con un finale lungo, armonico, frutta e spezie nel retrogusto.
Vi raccontiamo poi di Augustin, con Marc ed Emmanuelle che coltivano 9 ettari di vigneto Premier Cru nei comuni di Avenay Val D’or (dove ha sede la cantina) sulla Montagne de Reims e a Vertus in Cote des Blancs. Certificati Demeter da più di 10 anni, con un’età media di 50 anni dei loro vigneti, dalla produzione media per ettaro di 70 ettolitri. Lo champagne “Air 2016” viene realizzato da Pinot nero e Chardonnay, entrambi al 50%. In cantina dopo una pressatura diretta, i mosti hanno una fermentazione spontanea in kvevri e anfore di terracotta, seguiti da un affinamento negli stessi contenitori per 11 mesi. Dopo l’assemblaggio, l’imbottigliamento, con aggiunta di zuccheri e dei lieviti dei vini base per la seconda rifermentazione, dove dopo 56 mesi, è stato sboccato nel 2025, restando un Brut Nature, con una solforosa totale inferiore a 5 mg/L.
Dopo un colore paglierino, bollicine fini e persistenti, ha un naso tra agrumi canditi, frutta bianca e fiori di campo, seguiti da lieviti. Al palato è fresco cremoso, con una sensazione setosa data dal Pinot nero, un’armonia complessiva, una buona persistenza e piacevolezza al sorso.
Come quarta proposta vi raccontiamo della speciale cuvée “Blanc de Blancs 2010” di Billecart – Salmon, dedicata ai 50 anni di collaborazione con Velier, suo storico importatore in Italia, anniversario peraltro riportato in etichetta. Ottenuto dai grands crus di Chardonnay della Côte des Blancs da Chouilly a Cramant, da Oiry a Oger, dopo una vinificazione con la fermentazione ottenuta con lieviti selezionati, resta sui lieviti per 126 mesi, avendo alla sboccatura 5 g/L. Dopo un colore paglierino carico, bollicine fini e continue, ha un naso sfaccettato che spazia dall’agrume candito a un accenno di zafferano, da spezie dolci a frutta secca, sino a note di crema pasticcera. Al palato è intenso, ha freschezza, cremosità, ha persistenza, con nel retrogusto sensazioni di agrume candito e di crema pasticcera.
Abbiamo scelto di recensire uno solo champagne per ogni marchio, tralasciando così: Inspiration 1818, realizzato da Billecart – Salon, ma non indicato in etichetta, il Blanc d’Argile e il Saigné de Sorbée di Vouette & Sorbée. Preferendo dare spazio alle maison meno note e decisamente attente alle loro scelto sostenibili, confermate dalle loro certificazioni Demeter.
Leggi anche il nostro articolo su Champagne Experience
Photo @ Velier


