Il nuovo corso della cantina di Appiano tra eccellenza artigiana, sostenibilità e la purezza del Pinot Bianco Kalkberg.
Fondata nel 1907 da 36 viticoltori nel comune di Appiano, la Cantina Sankt Pauls conta oggi 190 soci che coltivano complessivamente 185 ettari, ossia meno di un ettaro a produttore, a testimonianza dell’artigianalità del loro lavoro in vigneto, a partire dalla raccolta delle uve rigorosamente a mano. Del resto, il compito principale della cantina è stato e resta sostenere i soci nella valorizzazione di ogni parcella; i vigneti sono a conduzione integrata certificata.
La produzione comprende 37 etichette distribuite in sette linee, per un totale che supera abbondantemente il milione di bottiglie. Il marchio forse più noto è Praeclarus, dedicato alla linea di spumanti metodo classico, nata nel 1979 con la versione Brut.
Cantina Sankt Pauls: nuovo corso e identità tra artigianalità e territorio
Philipp Zublasing (a sinistra) e direttore Tobias Leimgruber al lavoro nella barricaia della Cantina Sankt Pauls /foto ©ThiloWeimar.
Dal 2024 la cantina ha avviato un nuovo corso con una nuova brand identity, contestualizzata con la presentazione della linea Selezione avvenuta lo scorso anno. Il nuovo percorso vede come protagonisti Tobias Leimgruber e Philipp Zublasing, rispettivamente direttore marketing e vendite in carica dal 2024 ed enologo dal 2023 della Cantina Sankt Pauls. I due hanno presentato, nel corso di un press lunch al ristorante Daniel Canzian, l’annata 2024 della Linea Selezione. Entrambi cresciuti nell’area di Appiano, conoscono a fondo il territorio, i viticoltori, il potenziale dei vigneti e la filosofia enologica locale, operando dunque all’interno di una realtà profondamente familiare.
Tra gli obiettivi dichiarati vi è quello di apportare un contributo qualitativo in termini di continuità e costanza alle linee Classica e Selezione, valorizzando ulteriormente il carattere di ogni vitigno anche attraverso una maggiore parcellizzazione in vigna. Le linee guida puntano a vini contraddistinti da freschezza, verticalità, eleganza e precisione, senza che nemmeno le etichette più strutturate rinuncino alla bevibilità.
Sostenibilità e design: il nuovo volto della linea Selezione
Sul fronte dell’impatto ambientale, dal 2023 la cantina è certificata SQNPI – Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata – un percorso sostenuto anche dalla riduzione del peso e dello spessore delle bottiglie di vetro sull’intera gamma. La nuova annata della linea Selezione si presenta con un importante restyling delle etichette. Questo nuovo percorso estetico si sposa con una visione attuale, dove il design diventa un simbolo visivo capace di legare il profilo dei vini al territorio in modo essenziale e distintivo. I vigneti dei conferitori si estendono tra i 300 e i 700 metri di altitudine, con significative escursioni termiche, intensa luminosità e una spiccata ricchezza minerale dei suoli. Condizioni che danno origine a vini capaci di distinguersi nettamente anche quando nascono dalle stesse uve, provenienti da parcelle distanti solo pochi chilometri.
Dalla vigna alla bottiglia: la degustazione
La collezione di etichette Sankt Pauls proposte in degustazione.
L’eleganza del Metodo Classico Praeclarus
Praeclarus Pas Dosé 2020 Blanc de Blancs Abbiamo accennato al marchio Praeclarus, e con il Pas Dosé 2020 Blanc de Blancs di questa linea ha avuto inizio la degustazione. È prodotto con uve chardonnay di vigneti posti a 300-550 metri di altitudine, con pressatura soffice del grappolo intero; parte del vino matura in acciaio e parte in legno grande. La rifermentazione in bottiglia si svolge in 48 mesi. Bollicine fini attraversano un calice paglierino; al naso emergono ricordi di agrumi, albicocca matura e frutta secca. In bocca è vellutato, con finale lungo e armonioso.
Il cuore della produzione: la verticalità del Pinot Bianco
Alle bollicine hanno fatto seguito due Pinot Bianco. All’omonimo vitigno è riservato il 17% della superficie vitata, una percentuale rilevante per una cantina cooperativa, a sottolineare l’importanza che riveste nella viticoltura locale.
Plötzner Pinot Bianco Alto Adige DOC 2024 Etichetta storica arrivata alla sua 39ª edizione, prodotto con una selezione di uve provenienti dai vigneti più vocati, vinificate separatamente con pressatura del grappolo intero e fermentazione in parte in botte grande, in parte in vasche di acciaio; affina sui lieviti nobili. È un vino dalla croccantezza della mela verde e dalla freschezza del lime, con sorso fruttato e salino.
Kalkberg Pinot Bianco Alto Adige DOC 2023 Protagonista dell’incontro è il 2023, alla sua quinta annata e prima firmata dall’enologo Philipp Zublasing. Il vino nasce da un’attenta selezione di quattro parcelle – numero variabile in base all’andamento dell’annata – situate ai piedi del Monte Macaion, raffigurato in etichetta, nell’angolo nord-occidentale della Costiera della Mendola. Qui i vigneti affondano le radici in suoli calcareo-dolomitici, ben drenanti e ricchi di minerali, elementi che incidono significativamente sul profilo organolettico del vino.
La vinificazione prende avvio con la pressatura a grappolo intero; fermentazione e affinamento si svolgono nell’arco di 12 mesi, tra acciaio e tonneau di rovere. Il percorso si completa con almeno 10 mesi di affinamento in bottiglia. Zublasing lavora annata dopo annata per individuare l’uva più adatta a ciascuna parcella, modulando le scelte in funzione delle peculiarità della vendemmia.
Particolare attenzione è riservata all’equilibrio tra legno e acciaio: “È un lavoro delicato, che vuole rendere omaggio alla qualità delle uve senza sovrastarle: l’acciaio rimane centrale, il legno entra con misura, quanto basta per conferire profondità. Il Kalkberg è pensato per raccontare il potenziale e il carattere più raffinato del Pinot Bianco a San Paolo”. E conclude Zublasing: “Il legno deve aiutare il vino, non correggerne i difetti”.
Nel calice profuma di mela gialla, pera, pesca bianca ed erbe di montagna. Al palato, grande tensione, corpo intenso sostenuto da un’acidità spiccata che dona eleganza con finale lungo e persistente.
Kalkberg Pinot Bianco 2024 , il protagonista della degustazione: la prima annata firmata da Philipp Zublasing.
L’evoluzione del Sauvignon
Schliff Sauvignon Blanc 2023 Le uve sauvignon sono sofficemente pressate e, dopo la fermentazione, parte del vino matura in acciaio e parte è elevata in tonneau di rovere. Dopo 9 mesi avviene l’assemblaggio, quindi il vino affina in bottiglia per almeno 10 mesi. Nel calice si presenta intenso, elegante, complesso, con note di fiore di sambuco e arancia rossa. Il sorso è fresco, di corpo medio, con legno presente ma ben integrato alla mineralità.
Passion Sauvignon Alto Adige DOC 2015 Prodotto unicamente in acciaio, dimostra dopo 10 anni tutta la potenzialità del territorio. Al naso è ampio e aromatico e, nonostante il lungo affinamento, i terziari sono quasi inesistenti; la maturità convive armoniosamente con la freschezza.
I Rossi e il legame con il territorio
La pergola caratterizza il sistema di allevamento della schiava.
Missian Schiava Alto Adige DOC 2024 Missian la nuova menzione di Unità Geografica Aggiuntiva (UGA), introdotta dal Consorzio Vini Alto Adige per valorizzare i siti più vocati. Da uve Schiava, fermentate lentamente a temperatura controllata in acciaio, matura sempre in acciaio. Di fine beva è apprezzato per la bevibilità resa piacevole dal naso fruttato e floreale e dai tannini fini.
Lehmstein Pinot Nero Alto Adige DOC Riserva 2022 È prodotto utilizzando le uve delle parcelle più vocate di pinot nero. Il pigiato macera 4-5 giorni a freddo; la fermentazione avviene in acciaio. Il vino è elevato in barrique e tonneau per 15 mesi e affina in bottiglia per almeno 10 mesi. È intensamente fruttato, con ricordi di frutti di bosco rossi, amarena, arancia rossa e chiodi di garofano. In bocca è strutturato ma delicato, con tannini morbidi e sorso fresco, agile e lungo
Il percorso intrapreso dalla Cantina Sankt Pauls dimostra come la dimensione cooperativa, quando declinata con cura artigianale e precisione enologica, possa farsi interprete d’eccellenza del territorio di Appiano. Tra l’eredità dei 190 soci e la nuova spinta impressa da Leimgruber e Zublasing, emerge una visione chiara: vini capaci di sfidare il tempo, restando fedeli alla freschezza e alla verticalità di quei vigneti che guardano la Mendola. Un mosaico di parcelle che, dalla vigna alla bottiglia, continua a scrivere la storia di una delle realtà più identitarie dell’Alto Adige.
Del nuovo corso della cantina abbiamo scritto anche: Cantina Sankt Pauls tra la sua nuova brand identity e un nuovo stile per le etichette delle selezioni


