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Il Piemonte, per certi versi anche la Toscana, evoca grandi vini rossi. I bianchi però non mancano e oltre a quelli famosi come l’Asti o l’Alta Langa, ve ne sono altri noti ai wine lover, ma non ai più.

 

Timorasso
E’ il caso del Timorasso, formidabile vino che se fosse nato in Francia lo conoscerebbe tutto il mondo. Invece è ri-nato nei Colli Tortonesi, zona vinicola meno nota di Langhe e di Monferrato, dialogante con l’Oltrepò Pavese.

Pomodolce
E di questa zona enologica abbiamo degustato il Timorasso Derthona Grue Pomodolce. La casa produttrice si trova a Montemarzino, in provincia di Alessandria ed è una piccola azienda con 4 ettari di vigneto e una produzione inferiore alle 20 mila bottiglie annue, delle quali circa 2000 di Grue. La politica della casa è lavorare sulla qualità senza mediazioni, per cui piccoli numeri di alto profilo qualitativo.

Timorasso Derthona Grue 2016
Le uve timorasso utilizzate per produrre di Grue, che è il nome di una delle quattro valli dei Colli, radicano in collina a 380 metri di altitudine in terreno argilloso calcareo. Sull’etichetta riporta la denominazione Derthona, ossia il nome della Tortona degli antichi Romani, che dal 2020 designa una sottozona dei Colli, istituita per la valorizzazione del Timorasso (il quale dal prossimo marzo diventerà Derthona adottando un nuovo disciplinare). Il vino nasce da un’uva bianca unica in quanto genera un vino longevo, strutturato, di salda alcolicità tant’è che in Piemonte è chiamato anche Barolo bianco.

 

Vinificazione
Dopo la raccolta delle uve timorasso ha luogo la pressatura soffice e in pressa si svolge una macerazione di circa 24 ore, quindi il solo mosto fermenta a temperatura controllata. Il vino successivamente matura sur lie in acciaio per dieci mesi. E’ infine imbottigliato.

 

Note Gustative
Abbiamo degustato l’annata 2016 notando un’evoluzione decisamente marcata che caratterizza ulteriormente il vino.

Come si evidenzia nella foto 2 il colore è segnatamente più intenso del giallo paglierino dorato che definisce il Timorasso alla commercializzazione, ed è così profondo da assomigliare a un orange wine.
Al naso si riconoscono note floreali di acacia, di ginestra, e fruttate di pesca, di prugna Reine Claude, oltre a sentori agrumati, cui si uniscono ricordi di timo, minerali con sottili sfumature di idrocarburo.
In bocca è asciutto, strutturato, complesso, pieno, affilato da piacevole freschezza, con note minerali, saline e sfumature umami date dall’evoluzione.

 

Servizio: 12-14 °C

Abbinamenti: storione in umido bianco, petto di faraona in salsa al vino bianco,

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