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Certi pomeriggi sono indimenticabili soprattutto quando arriva una telefonata dall’Ornellaia. Cosi inizia la storia di Olga Fusari, enologa, che viene convocata per diventare braccio destro di Axel Heinz.
Dopo 10 anni circa di prezioso lavoro in affrancamento, oggi Olga può dire di essere una delle firme che scrivono la storia dei vini di Ornellaia.

 

La Tensione è il tema dell’annata che fa distinguere appunto uno stile, un gioco forza tra le forze della natura, dell’uva, unico frutto che concentra energia, vitalità, longevità, compostezza, accoglienza arrivando a noi, puro, un pezzo unico.

I giornalisti hanno degustato durante la sessione loro dedicata:
Poggio alle Gazze 2016
Ornellaia Bianco 2016
Ornellaia 2016
Ornellaia 2013
Ornellaia 2008

 

2008 e 2016 portano la medesima “tensione” il medesimo “stampo”, sviluppato nel tempo che il 2008 dimostra a tutto tondo, un girotondo di elementi che corrono vivaci presi per mano e che nel 2016 ancora gli stessi ,simili elementi , non si conoscono bene.
2013 viene definita l’annata dell’eleganza

 

I bianchi raccontano la storia di Olga Fusari cui le sono affidati per la grande sensibilità e precisione, non da meno, la difficoltà per realizzarli.

 

Trova spazio la domanda che porta a confronto con altre regioni da bianco.
Il bianco in effetti si deduce, si conquista, si raccoglie come una sfida.
Mentre il rosso “viene”, il bianco si esprime solo quando dice lui. Il bianco è uomo o donna dunque? E’uomo grazie ad una donna, grande donna. Buon lavoro a tutti in Ornellaia, il team che ha contribuito alla nuova vendemmia presentata.
La 2016 una straordinaria vendemmia dopo un’altra straordinaria vendemmia, la 2015, difficile trovare le parole giuste e anche le parole astratte, racconta emozionato Axel Heinz.
Tensione, piena di significato, dove il lavoro di Axel Heinz, raccogliere picchi tensivi. Incertezze che diventano trasformazioni e conferme o possibilità confermate solo molto tempo dopo.
Annata generosa, specifica e precisa struttura e imprendibile, inafferrabile sull’immediato con la sua croccantezza spiazzante.
Questo è solo una parte della tensione passata nella mente mentre veniva prodotto Ornellaia 2016.

 

Molte poesie sul vino sono state scritte da Omar Khayyam

«Non ricordare il giorno trascorso


e non perderti in lacrime sul domani che viene:


su passato e futuro non far fondamento


vivi dell’oggi e non perdere al vento la vita.»
Il vino per fortuna, si fa ricordare

 

Stimolazione dei sensi a partir dalle immagini nelle etichette. Una ricetta ben studiata l’undicesima edizione di Vendemmia D’Autore. Una ricetta che conta molti giocatori della partita: Musei e fondazioni …appassionati, Ornellaia stessa.
Quando la parola chiave TENSIONE riferita alla annata 2016 è stata individuata la mano dell’artista che potesse prendere il testimone per la realizzazione e la traduzione del nuovo messaggio in bottiglia.

 

Shirin Neshat ha curato l’opera di Vendemmia D’Artista per l’annata 2016. Artista iraniana. Shirin Neshat scrive un profondo messaggio derivatogli dal territorio del vino ispirandosi alla calligrafia e affidandosi al poeta iraniano Omar Khayyan che molto ha scritto anche sul vino.
Il potere di avvicinare l’uomo a dio. Una scrittura che tramanda. Una scrittura che diventa fisica con le immagini di mani che si schiudono un messaggio.
L’ultima etichetta riporta la forza del messaggio che il corpo porta con se alla ricerca della comprensione che possa andare oltre il corpo in profonda connessione tra territorio per il vino e uomo.

 

Le persone di Ornellaia incontrate
Axel Heinz, enologo dal 1985
Olga Fusari, enologo dal 2005 (pomeriggio di metà giugno, quando arrivò quella telefonata dal quartier generale di Ornellaia che la voleva)
Andrea Orsini, PR & Communication
Stephan Mould di Sotheby’s
Luca Bragadini, Ufficico Stampa Klaus Davi
Ferdinando Frescobaldi Antinori e Signora
Bartolomeo Pietromarchi , curatore mostre di Vendemmia D’Autore di Ornellaia con Maria Alicata
Giovanni Geddes Ceo Ornellaia

Tutti il ricavati delle bottiglie verrano dedicati a progetti supportati dal Guggenheim Museum per progetti per ipovedenti e progetti quindi rivoluzionari in una straordinaria e italiana giunzione con il Guggenheim a Venezia.

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