Export del vino italiano: la strategia di EFI cresce nel mondo e punta sui Fine Wine. EFI – Edoardo Freddi International – consolida la propria crescita sui mercati esteri con un +6% di fatturato nel 2025 e quasi due milioni di bottiglie in più. Tra innovazione nel packaging, sviluppo della divisione Fine Wine e una presenza sempre più forte nelle fiere internazionali, la società guidata da Edoardo Freddi guarda al 2026 con cauto ottimismo.

 

EFI cresce sui mercati internazionali e punta sul Fine Wine

EFI, acronimo di Edoardo Freddi International, è una struttura commerciale specializzata nell’export management del vino italiano fondata da Edoardo Freddi, che ne è anche il CEO. L’azienda segue oggi circa 65-66 cantine distribuite in tutta Italia, accompagnandole nello sviluppo commerciale sui mercati esteri, che complessivamente sono quasi un centinaio.

La distribuzione geografica del business riflette le aree più dinamiche del commercio internazionale del vino. Circa il 45% delle vendite si concentra nella mainland Europa – con la Germania in testa tra i mercati più performanti – mentre il Nord America rappresenta circa il 30% del fatturato e l’Asia sfiora il 20%. Tra i principali sbocchi commerciali figurano Stati Uniti, Germania, Svizzera, Danimarca, Canada e Russia.

Il 2025, spiega Freddi durante un press lunch organizzato al ristorante Paper Moon Giardino di Milano,  si è chiuso con risultati positivi. L’azienda ha registrato una crescita del fatturato superiore al 6%, accompagnata da un incremento dei volumi di quasi due milioni di bottiglie. Un trend che, secondo il manager, conferma la solidità del modello EFI anche in una fase complessa per il settore.

Freddi respinge l’idea che il vino sia un prodotto in crisi. A suo avviso la difficoltà riguarda piuttosto alcuni operatori del mercato, incapaci di adattarsi a un contesto che richiede innovazione e flessibilità. In particolare, il packaging e i formati stanno dimostrando di poter incidere significativamente sulle vendite. Un esempio arriva dal mercato danese dell’Amarone: di fronte a una domanda in calo in un contesto caratterizzato da una forte presenza di consumatori single, il passaggio dal formato classico da 750 ml alla bottiglia da 500 ml ha portato a un incremento delle vendite vicino al 90%.

Innovazione e capacità di adattarsi ai mercati restano quindi elementi centrali nella strategia dell’azienda.

Da sinistra Guido Baldeschi Balleani e Edoardo Freddi / foto Strudio Cru

La scommessa della divisione EFI Fine Wine

Negli ultimi anni EFI ha avviato un’importante evoluzione interna con lo sviluppo della divisione EFI Fine Wine, un progetto che punta a rafforzare la presenza dell’azienda nel segmento dei vini di fascia alta. Il percorso è iniziato con un soft launching nel settembre dello scorso anno e ha ricevuto un impulso decisivo con l’ingresso di Guido Baldeschi Balleani nel ruolo di Chief Strategy Officer.

I risultati stanno confermando la bontà della scelta. Le aziende produttrici di Fine Wine presenti nel portafoglio EFI sono infatti tra quelle che registrano le performance migliori. Per questo la società ha deciso di intensificare gli investimenti in questa direzione, ampliando progressivamente il portafoglio con nuove cantine di livello ancora più alto.
Baldeschi sottolinea come il progetto rappresenti in parte una scelta controcorrente. Il mercato dei Fine Wine ha infatti attraversato negli ultimi anni una fase più complessa, con alcune contrazioni. Proprio per questo la decisione di investire in questo segmento è stata interpretata come una sfida strategica.
La mission della divisione è individuare i migliori partner commerciali per le aziende del portafoglio, aiutandole non solo a sviluppare fatturato e margini ma anche a posizionarsi correttamente nei diversi mercati. EFI può contare su una rete di circa 3.600 clienti già presenti nella propria struttura commerciale.

Uno degli strumenti centrali della strategia è il sistema delle allocazioni. In questo modello non è il mercato a determinare quante bottiglie vengono vendute in una determinata area geografica, ma è il produttore stesso a stabilire quante bottiglie destinare a ciascun mercato e a quale prezzo. Questo consente di mantenere un controllo più forte sul posizionamento e sul valore del vino.

Accanto all’attività commerciale, EFI accompagna inoltre le cantine anche sul piano della comunicazione, del marketing e della conoscenza dei mercati, arrivando in alcuni casi a supportare anche scelte produttive o lo sviluppo di nuove etichette pensate per specifici Paesi.

EFI  presenzia in tutte le  Fiere internazionali /foto facebook-Edoardo Freddi International

Le fiere internazionali restano centrali

La presenza alle principali fiere di settore resta un pilastro della strategia di EFI a partire da Wine Paris, ProWein e Vinitaly.

Nonostante alcuni operatori abbiano deciso di ridurre la presenza in alcune manifestazioni per concentrarsi su altre, EFI ha scelto di partecipare a tutte e tre con stand importanti e un team dedicato. L’azienda considera infatti questi eventi complementari e fondamentali per mantenere relazioni commerciali solide nei diversi mercati.
Accanto ai grandi appuntamenti internazionali, EFI prende parte anche a una rete di circa tredici o quattordici fiere più piccole ma strategiche. Tra queste figurano manifestazioni in Russia, Ucraina, Cina, Regno Unito, Hong Kong e Brasile.

L’acquisizione di Agriment

Tra le novità più recenti annunciate da Edoardo Freddi c’è la partnership – di fatto una vera e propria acquisizione – con Agriment. https://www.agrimentitalia.it/ La realtà resterà comunque indipendente e continuerà a essere gestita dall’attuale struttura.

Agriment rappresenta una realtà complementare a EFI, perché segue aziende più piccole e di nicchia, consentendo al gruppo di mantenere un rapporto diretto anche con produttori boutique e progetti di dimensioni più contenute.

I vini del portfolio EFI proposti nel corso del lunch press

I vini degustati

Nel corso dell’evento sono state presentate alcune referenze del portfoglio EFI abbinate sevite nel corso del press lunch in pairing a piatti epressamente preparati.

Mata Bianco Metodo Classico Villa Matilde

Il Mata Bianco è un Metodo Classico Extra Brut prodotto da Villa Matilde Avallone a partire da uve falanghina coltivate su terreni vulcanici ricchi di potassio. La vendemmia avviene di notte nella prima decade di settembre, scelta che consente di preservare al meglio i precursori aromatici.
Dopo una pressatura soffice dei grappoli interi, la prima fermentazione si svolge in acciaio a circa 12 gradi. Successivamente il vino affronta il tirage e la seconda fermentazione in bottiglia. Qui rimane a contatto con i lieviti per almeno 65 mesi, un periodo molto lungo che conferisce complessità e profondità aromatica.
Nel calice appare con un giallo paglierino dai riflessi dorati e un perlage fine ed elegante. Il profumo richiama la frutta matura, la crosta di pane e i lieviti. Il sorso è fresco e armonico, con un finale leggermente acidulo che lascia emergere note fruttate e una delicata sfumatura di mandorla.

Bruno Broglia Gavi del Comune di Gavi DOCGG 2020 Broglia

Il Bruno Broglia 2020 è il vino simbolo dell’azienda Broglia e nasce dai vigneti più antichi della tenuta La Meirana, piantati tra il 1953 e il 1955. È un Gavi DOCG del Comune di Gavi ottenuto da uve cortese che esprime una struttura insolita per la tipologia.
Le uve vengono raccolte in cassette e portate rapidamente in cantina per preservarne la freschezza. La vinificazione avviene in bianco con fermentazione a temperatura controllata esclusivamente in acciaio. La particolarità di questo vino risiede nella lunga maturazione: rimane infatti per trentasei mesi in vasca d’acciaio prima dell’imbottigliamento.
Questa scelta consente di esaltare la purezza varietale e la naturale acidità del cortese, senza interferenze del legno. Il vino si presenta con un giallo paglierino intenso e offre un profilo olfattivo fine e persistente, con note fruttate eleganti. Al palato è morbido, equilibrato e armonico, con un finale pulito e di grande piacevolezza.

Barolo Beni DOCG 2021 Batasiolo

Il Barolo Beni di Batasiolo rappresenta una delle espressioni classiche del Nebbiolo delle Langhe. Le uve vengono raccolte manualmente nella prima metà di ottobre e vinificate in acciaio con una macerazione sulle bucce di dieci-dodici giorni, durante la quale rimontaggi periodici permettono di estrarre colore, struttura e complessità aromatica.
Il percorso di maturazione segue la tradizione del Barolo: il vino riposa inizialmente in botti di rovere di Slavonia e successivamente torna in acciaio, prima di completare la sua evoluzione con un ulteriore periodo di affinamento in bottiglia.
Nel bicchiere si presenta con un rosso granato intenso. Il profilo aromatico è ampio e articolato, con richiami alla frutta secca, ai fiori appassiti, alle spezie dolci e a delicate note tostate ed erbacee. Al palato mostra un equilibrio armonioso tra tannini, freschezza e alcol, offrendo una struttura potente ma al tempo stesso elegante.

Kramori Vermentino di Gallura Superiore DOCG 2024 Saraja

Kramori è il Vermentino di Gallura Superiore prodotto da Saraja nel comune di Telti, in Gallura. I vigneti sorgono su terreni sabbiosi ricchi di pietre quarzifere e beneficiano di un’altitudine di circa 500 metri e di un’esposizione a sud-est. La raccolta delle uve avviene manualmente nell’ultima settimana di settembre. Dopo la diraspatura, le uve vengono sottoposte a una pressatura soffice a bassa temperatura e il mosto chiarificato a freddo. La fermentazione dura circa quindici giorni ed è suddivisa tra acciaio e legno: l’80% del vino fermenta in serbatoi di acciaio per preservare freschezza e integrità aromatica, mentre il restante 20% fermenta in tonneaux leggermente tostati, contribuendo a donare maggiore complessità.
Il vino matura per otto mesi sui lieviti e completa il suo percorso con due mesi di affinamento in bottiglia. Il risultato è un bianco secco dal carattere deciso, con 14% di alcol e un’acidità equilibrata che riflette perfettamente il legame tra il vitigno e il territorio granitico della Gallura.

Tintilia 66, Tintilia del Molise DOP 2019 Claudio Cipressi

Tintilia 66 racconta con autenticità il carattere del Molise e la determinazione del vignaiolo Claudio Cipressi. Prodotto a San Felice del Molise, questo vino nasce da uve tintilia in purezza coltivate secondo principi biologici in vigneti situati a circa 520 metri di altitudine.
La vendemmia avviene manualmente nella prima metà di ottobre, con una selezione accurata dei grappoli. La vinificazione prevede una macerazione di almeno dodici giorni con temperature controllate tra i 25 e i 28 gradi, in modo da preservare la ricchezza aromatica del vitigno. Il vino intraprende poi un lungo percorso di maturazione: trentasei mesi in legno seguiti da ulteriori sei mesi di affinamento in bottiglia.
Nel calice si presenta con un rosso vivo e brillante, attraversato da riflessi granato. Il bouquet esprime note balsamiche e speziate, accompagnate da richiami di amarena e frutti di bosco. Il sorso è morbido e rotondo, sostenuto da una struttura importante e da una gradazione alcolica di 14,5%. Servito a una temperatura di 16-18 °C, si abbina con particolare efficacia ad arrosti e formaggi di media stagionatura.

La crescita di EFI dimostra come l’internazionalizzazione del vino italiano continui a offrire opportunità significative. Innovazione, attenzione al posizionamento e sviluppo del segmento Fine Wine rappresentano oggi leve strategiche fondamentali per affrontare un mercato globale sempre più competitivo. In questo contesto, la capacità di interpretare le esigenze dei diversi mercati resta uno degli elementi chiave per il futuro del vino italiano nel mondo.

 

Di Claudio Cipressi e della Tintilia leggi anche il nostro articolo: Claudio Cipressi, la Tintilia per passione

 

Foto di apertura facebook Edoardo Freddi International

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