Dall’incontro tra l’esperienza toscana della famiglia Cantoni e uno dei territori viticoli più affascinanti d’Italia nasce Tenuta Etna Nord (visita il sito ufficiale), giovane realtà che punta a valorizzare l’identità autentica del versante settentrionale dell’Etna. Il progetto è stato presentato a Milano, al ristorante Il Retrobottega, attraverso la degustazione di tre etichette: Etna Bianco DOC, Etna Rosato DOC ed Etna Rosso DOC.
La storia di Tenuta Etna Nord inizia nel 2021 quando la famiglia Cantoni, proprietaria della Fattoria Fibbiano a Terricciola, in provincia di Pisa, decide di investire sull’Etna, attratta dall’energia del territorio e dalle potenzialità dei suoi vitigni autoctoni.
La tenuta si trova nel comune di Castiglione di Sicilia e oggi si estende su circa otto ettari distribuiti in diverse contrade del versante nord del vulcano: Pontale Palino, Feudo di Mezzo, Sciambro, Bragaseggi, Pietra Marina, Crasà, Piano Filici e Palmellata. Un mosaico di vigneti situati tra i 600 e i 900 metri di altitudine, caratterizzati da suoli vulcanici, forti escursioni termiche e dall’influenza delle correnti marine provenienti dal vicino Mar Ionio attraverso la valle dell’Alcantara.
A raccontare il progetto è stato Nicola Cantoni, proprietario insieme al fratello Matteo, agronomo ed enologo dell’azienda. “Abbiamo scelto l’Etna perché amiamo la Sicilia, la montagna e i vini di quota”, ha spiegato. “Qui si producono vini incredibilmente freschi e sapidi nonostante nascano in un territorio apparentemente caldo”.
La filosofia aziendale è chiara e punta sull’essenzialità. Per i vini rossi viene utilizzato esclusivamente nerello mascalese, senza ricorrere al tradizionale contributo del nerello cappuccio. Una scelta che Cantoni definisce “purista”, finalizzata a esprimere in modo diretto il carattere del vitigno simbolo dell’Etna.
“Il nerello mascalese possiede una sua identità precisa, fatta di eleganza, finezza e una caratteristica nota ematica che lo rende unico”, ha sottolineato. Le vigne più vecchie superano i sessant’anni di età e sono coltivate prevalentemente ad alberello, il sistema tradizionale etneo. Solo in alcune parcelle più facilmente lavorabili è stato adottato il guyot per facilitare le operazioni agronomiche, oggi rese sempre più complesse dalla carenza di manodopera specializzata.
La produzione attuale si aggira tra le 20 e le 30 mila bottiglie, ma l’obiettivo è arrivare gradualmente a circa 60 mila una volta completati i nuovi impianti. Parallelamente è in corso la realizzazione della cantina aziendale, mentre oggi la vinificazione avviene in strutture esterne selezionate direttamente dalla famiglia Cantoni.
Durante la degustazione sono stati presentati i tre vini che costituiscono la prima linea di Tenuta Etna Nord.
L’Etna Bianco DOC 2025 è prodotto da carricante in purezza, il vitigno bianco più rappresentativo del territorio. Nel bicchiere emerge una personalità improntata più alla mineralità che al frutto, con richiami alla grafite, una marcata sapidità e una freschezza che accompagna il sorso fino a un finale lungo e teso. La vinificazione è volutamente essenziale, con pressatura soffice e fermentazione a temperatura controllata per preservare l’identità del vitigno e del territorio.
L’Etna Rosato DOC nasce invece da nerello mascalese vinificato in bianco. Anche in questo caso la ricerca stilistica privilegia la componente minerale rispetto ai profumi più floreali e immediati. Ne risulta un rosato gastronomico, pensato per la tavola più che per seguire le mode del momento.
L’Etna Rosso DOC rappresenta probabilmente la sintesi più compiuta della visione aziendale. Di colore scarico e trasparente, quasi a ricordare alcuni grandi rossi di montagna, esprime al naso note minerali e ferrose mentre al palato unisce leggerezza, energia e profondità. L’affinamento avviene per circa un anno in grandi botti di rovere da 25 ettolitri, una scelta che mira a preservare il carattere del nerello mascalese senza sovrapposizioni aromatiche.
Particolarmente interessante anche il progetto grafico delle etichette. Sul fronte della bottiglia compare infatti la mappa del vulcano con l’indicazione delle contrade aziendali e delle rispettive altitudini. Un modo semplice e immediato per aiutare il consumatore a comprendere la geografia di un territorio complesso e affascinante come quello etneo.
Il progetto Tenuta Etna Nord è ancora in piena evoluzione. Le future etichette dedicate alle singole contrade, previste a partire dal 2027, rappresenteranno il passo successivo di un percorso che punta a raccontare sempre più nel dettaglio le sfumature del versante nord dell’Etna. Un territorio che continua a esercitare un forte richiamo sul mercato internazionale e che, secondo Nicola Cantoni, ha ancora molto da raccontare attraverso vini capaci di coniugare identità territoriale, eleganza e autenticità.
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