Martedì 10 e giovedì 12 marzo Casa Emergency, in via Santa Croce 19 a Milano, ospita due nuovi appuntamenti della rassegna culturale Trovare le parole. Dialoghi per ripudiare la guerra. L’iniziativa propone incontri con docenti, autori e giornalisti per riflettere sul ruolo del linguaggio nella costruzione della pace e sulla possibilità di immaginare una società fondata sui valori del vivere comune a partire dal rifiuto della guerra.
Il primo appuntamento è in programma martedì 10 marzo alle 19 con l’incontro Sudan, ciò che non fa notizia, dedicato a un Paese dove da quasi tre anni la popolazione continua a morire e a fuggire a causa degli scontri tra eserciti contrapposti.
All’incontro partecipano Itala Vivan, docente dell’Università degli Studi di Milano ed esperta di letteratura africana, Rossella Miccio, presidente di Emergency, e Michele Collareta, anestesista che ha lavorato nei progetti dell’organizzazione in Sudan e Afghanistan.
Il dialogo sarà moderato dal giornalista Paolo Lambruschi di Avvenire e affronterà il ruolo che giornalismo, letteratura e pensiero postcoloniale possono avere nel raccontare un conflitto rimasto ai margini del dibattito pubblico, restituendo visibilità e dignità a storie spesso escluse dallo sguardo occidentale. L’appuntamento sarà dedicato alla memoria di Silvia Longatti, operatrice di Emergency scomparsa due anni fa.
Il secondo incontro si terrà giovedì 12 marzo alle 19 con la presentazione del libro Disarmati del giornalista e scrittore Riccardo Bottazzo. L’autore dialogherà con Roberta Leoni, docente e presidente dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole, mentre a moderare sarà il giornalista freelance Jacopo Mocchi.
Partendo dall’esperienza dei Paesi che hanno scelto di non dotarsi di un esercito, il libro mostra come la non violenza possa rappresentare una strategia concreta e sostenibile. Attraverso diversi esempi, Bottazzo racconta come il disarmo possa diventare una scelta politica consapevole capace di favorire stabilità, prosperità e benessere sociale.
Fino al 25 marzo, inoltre, il giardino di Casa Emergency ospita l’installazione Un nome, un bambino. Un nome, una bambina, realizzata dal progetto La scuola per la Palestina. L’opera collettiva è stata creata da genitori, insegnanti e bambini di diversi servizi per l’infanzia di Brescia e provincia, che hanno scritto su strisce di tessuto i nomi e le età dei 20 mila bambini uccisi a Gaza.
Tutti gli incontri sono gratuiti con prenotazione consigliata.
Informazioni e prenotazioni: www.emergency.it/trovareleparole



