Sara è figlia di Josetta Saffirio, donna che negli anni ’80, spinta dalla passione e dall’amore per la terra di Castelletto di Monforte d’Alba, trasforma l’azienda di famiglia che vendeva uva in un’acclamata realtà vitivinicola. Tuttavia qualche anno dopo Josetta, decide di passare il testimone alla figlia Sara che, a 22 anni, sceglie, con il sostegno del padre enologo e della madre agronomo, di portare avanti la storia del marchio. Con lei, la quinta generazione prende le redini dell’azienda di Castelletto di Monforte d’Alba, perpetuando l’eredità familiare. Un incontro con Sara a Milano, supportata da Umberto Marchiori enologo di Brave Wine, ci ha fatto conoscere cinque espressioni delle sue etichette di Barolo, preceduti da un calice di Rossese bianco, raro autoctono
È necessario premettere la storia dell’incontro tra Sara Vezza, anima del marchio Saffirio di Monforte d’Alba, e Renzo Rosso (che abbiamo presentato qui), imprenditore visionario celebre per aver fondato il marchio di moda Diesel. Questa collaborazione è una storia intessuta di passione, rispetto, amore per i grandi vini, ambiente e ambizione condivisa, unendo il prestigio del Barolo, lo sviluppo dell’Alta Langa Docg, unendo il loro impegno etico verso la natura e la sostenibilità. Da tre decenni, Renzo Rosso, coltiva la sua passione per la terra e il vino attraverso Diesel Farm, una tenuta all’avanguardia dove la ricerca della qualità e il rispetto dell’ambiente sono principi fondanti.
Questa esperienza si è arricchita con la creazione della holding Brave Wine, di cui è entrata a far parte anche la cantina Benanti sull’Etna in Sicilia. È in questo contesto che nasce il legame con Sara Vezza (nella foto a destra) e il marchio Saffirio, noto per i suoi Barolo, Nebbiolo, Barbera e Rossese bianco che catturano l’essenza e l’eccellenza del territorio piemontese. La collaborazione tra Sara Vezza e Renzo Rosso, iniziata nel 2023, è in primis frutto di una condivisione di valori e visioni: qualità ineccepibile, etica produttiva e un profondo rispetto per l’ambiente, come accennato nel sommario. “La chiamata di Renzo Rosso è stata per la mia cantina e il mio progetto il segno di un riconoscimento delle nostre comuni aspirazioni. Ci siamo trovati subito in sintonia su qualità, etica, rispetto della natura e desiderio di crescita“, ci racconta Sara nell’incontro a Milano. Così come la progettualità di Rosso per l’Alta Langa Docg ha incontrato nella visione di Vezza un terreno fertile per nuove ambizioni. L’accordo tra questi due carismatici personaggi del vino italiano si traduce in un aumento di capitale che vede Renzo Rosso acquisire una quota significativa della cantina, senza alterare la governance diretta da Sara Vezza. “Questa nuova fase si baserà su un dialogo costante con i consulenti di Brave Wine, tra cui Marchisio, per crescere insieme e all’unisono. Gli investimenti mirati in cantina, l’ampliamento delle strutture e l’adozione di tecnologie all’avanguardia, unitamente all’acquisto di nuovi terreni, sono la dimostrazione tangibile della fiducia reciproca e dell’ambizione condivisa“, prosegue Vezza.
Il cuore di questa sinergia batte forte per il Barolo, gioiello che ha affascinato Renzo Rosso nella sua ricerca di eccellenze. Ma l’orizzonte si allarga verso lo spumante Alta Langa Docg. “Crediamo fermamente nelle opportunità che il nostro territorio può offrire, non solo per il Barolo ma anche per l’Alta Langa Docg. La lungimiranza di Renzo Rosso nel riconoscere queste potenzialità si allinea perfettamente alla mia convinzione e al mio impegno per la crescita di questo segmento”, conclude Vezza.
Nel 1999, la produzione ammontava a mille bottiglie annue; attualmente supera le 100mila, seguendo un rigoroso metodo biologico, con un’attenzione scrupolosa verso la sostenibilità ambientale e sociale. Dal 2009, accanto alla storica linea dedicata al Barolo, emerge la linea incentrata sul Metodo Classico con Nebbiolo d’Alba spumante e dal 2018 con l’Alta Langa.
Nelle pieghe delle Langhe piemontesi, Castelletto di Monforte d’Alba si distingue come una delle aree di maggior pregio e più vocate alla produzione del Barolo. I vigneti storici della cantina Saffirio si estendono su terreni che rappresentano la zona geologica più antica dell’area del Barolo, abbracciando le sottozone di Castelletto, Perno e Bussia nel comune di Monforte d’Alba, e Ravera nel comune di Novello. Questi terreni sono particolarmente rinomati per la loro capacità di conferire ai vini caratteristiche di grande complessità, eleganza e longevità. La natura calcarea e marnosa del suolo, insieme a un microclima ideale, favorisce lo sviluppo di uve Nebbiolo da cui si ottengono etichette di Barolo di alta qualità, con un potenziale di invecchiamento notevole. La produzione è realizzata da 20 ettari di vigna, con altri 16 ettari di bosco e prati permanenti in ottica di preservare e incrementare la biodiversità.
Nella foto Sara Vezza
Se oggi Saffirio è una delle imprese agricole più all’avanguardia delle Langhe in termini di tecnologie e sostenibilità lo si deve senza dubbio alla lungimirante visione di Sara per quelle che dovevano essere le caratteristiche degli ambienti nei quali voleva lavorare “La cantina è isolata in sughero naturale, integrata nel paesaggio e si sostiene esclusivamente con energia pulita grazie a un impianto fotovoltaico che copre il 65% del fabbisogno energetico della cantina, dimostrando l’impegno per un futuro energetico pulito”.
Esaminando nel dettaglio l’approccio adottato per la produzione, emerge una profonda dedizione artigianale. La linea Orchidea, che incarna l’essenza storica dell’azienda, si avvale dell’esperienza maturata in oltre quarant’anni di vendemmie. Essa si compone da vini di Langa come Barolo, Barbera d’Alba, Nebbiolo, Rossese Bianco e Langhe Rosato; oltre a questa vi è una selezione di quattro Cru di Barolo Docg (Bussia, Persiera, Perno, Ravera) e un Barolo Docg Riserva. La linea si distingue per la sua capacità di esaltare il territorio del Barolo, mirando a esprimere l’unicità e l’autenticità di ogni singolo cru attraverso pratiche viticole scrupolose e metodi di vinificazione che rispettino la materia prima. La linea Orchidea inoltre vuole testimoniare l’impegno verso l’ambiente e la sostenibilità che Sara Vezza e Renzo Rosso hanno come obiettivo comune e, proprio dopo l’ingresso di Rosso in azienda, è stata oggetto di un rebranding che vede come protagonista sulle etichette l’Orchidea Selvatica delle Langhe, fiore scelto come simbolo di questo impegno.
La degustazione delle cinque etichette di Barolo
Barolo del Comune di Monforte d’Alba Docg 2020 – Da uve ottenute a Monforte d’Alba, a circa 300 metri d’altitudine, In cantina dopo la pigiatura soffice, la fermentazione alcolica in vasche d’acciaio a temperatura controllata con macerazione di circa 8-10 giorni. Dopo la malolattica il vino passa in botti grandi di rovere per la maturazione. Dopo un passaggio in vasche di cemento per una stabilizzazione naturale, è imbottigliato e riposa in bottiglia. Esordisce con un naso dai piccoli frutti rossi, seguiti dalla viola, poi troviamo erbe aromatiche, un tocco speziato delicato, poi agrumato, una chiusura balsamica. Al palato ha struttura, tannini setosi, freschezza a equilibrare, eleganza, buona lunghezza e un retrogusto giocato su frutta rossa piccola e un tocco agrumato.
Barolo Castelletto Persiera Docg 2020 – Da uve ottenute a Monforte d’Alba e della relativa MGA, a poco più di 400 metri d’altitudine, In cantina dopo la pigiatura soffice, la fermentazione alcolica in vasche d’acciaio a temperatura controllata con macerazione di circa 12 giorni. Dopo la malolattica il vino passa in botti grandi di rovere per la maturazione. Dopo un passaggio in vasche di cemento per una stabilizzazione naturale, è imbottigliato e riposa in bottiglia. Il naso apre con la rosa a lato della viola, poi su frutta rossa piccola, per poi sfumare su tabacco, un tocco di caffè, noce moscata, per poi chiudere con sensazioni vegetali. All’assaggio è intrigante per il suo tannino setoso, la sua freschezza, il suo tocco sapido, la sua intensità, con un’ottima persistenza, un retrogusto dove ritroviamo il floreale, un tocco di tabacco.
Barolo Ravera Docg 2020 – Da uve ottenute a Novello, nella MGA Ravera, a circa 350 metri d’altitudine, vede in cantina dopo la pigiatura soffice, la fermentazione alcolica in acciaio a temperatura controllata, poi dopo la malolattica il vino passa tra legno e uova di porcellana per la maturazione. Qui l’attacco è completamente diverso con un naso che passa dalle spezie al floreale tra cui la violetta, poi alla frutta rossa. Al palato troviamo da subito struttura ed eleganza, tannini perfettamente integrati, freschezza e sapidità, scorrevole e impattante al tempo stesso, persistente con un retrogusto giocato tra le spezie e la frutta. Un’ ottima interpretazione, comunque diversa per zona e che con i contenitori diversi in cantina stimola la curiosità di chi vuole provare nuove interpretazioni.
Barolo Perno Docg 2019 – Da uve ottenute tra 350 e 400 metri a Monforte d’Alba, nella MGA Perno, in cantina dopo la fermentazione alcolica in acciaio a temperatura controllata, fa una macerazione di circa 12-14 giorni. Dopo la malolattica il vino viene maturato in fusti di rovere e dopo 24 mesi travasato in vasche di cemento vetrificate per una ulteriore stabilizzazione naturale. Poi affina in bottiglia di 6 mesi prima della commercializzazione. Qui dopo un esordio floreale, sfuma sulle spezie, sul floreale. All’assaggio, con un anno di più, ha struttura, eleganza, tannini morbidi, freschezza a equilibrare, persistenza, per un sorso piacevole.
Barolo Riserva Millenovecento 48 DOCG 2017 – Ha origine nel vigneto della MGA Castelletto, è stato piantato nel 1948, dal nonno di Sara dopo la seconda Guerra Mondiale. Sono vecchie piante, di cui ancora circa il 75% sono originali. La 2017 è stata un’annata più calda rispetto alla 2019 e un po’ più calda della 2020. «Questo vino esce solo come riserva, solo se lo ritengo idoneo», conclude Sara. Il naso spazia dall’arancia rossa alla macchia mediterranea, seguito da ricordi di miele, poi da prugna e una sensazione di sottobosco. Al palato ha un’assoluta eleganza, tannini perfettamente integrati, freschezza a equilibrare, un tocco salino, un’ottima lunghezza, con un retrogusto di spezie e frutta del sottobosco.
Photo @ Josetta Saffirio



