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Il Veneto è uno scrigno di bellezza in tutte le sue forme. All’ampia varietà del paesaggio, alla magnificenza delle sue città, alla sua architettura, urbana e di campagna, si aggiunge un enorme patrimonio di opere create da artisti dal genio ineguagliabile.

 

Tra questi, il Canova è lo scultore del Neoclassicismo che ha voluto mettere la natura nelle sue opere unendo il suo istinto naturalista alla sua ossessione geometrica, dell’armonia delle proporzioni.

 

Nell’anno della celebrazione di Antonio Canova a 200 anni dalla morte, lo “scultore degli dèi”, nato a Possagno a pochi chilometri da Valdobbiadene, Valdo sostiene la pubblicazione del libro “Canova. La vita gli amori, le passioni e l’arte”, pubblicato da Edizioni Chartesia, per rendere omaggio all’opera e all’uomo, alla grandiosa visione di un artista che fu capace di donare un palpito di vita alla materia, di dare forma ai sentimenti più sublimi e drammatici.

 

Il fattore umano è centrale e rappresenta il filo conduttore narrativo del nuovo volume dedicato ad Antonio Canova partendo dalla sua vita quotidiana e dalle più intime pieghe dell’anima dell’artista. Si raccontano gli amori difficili, l’intreccio di frequentazioni con intellettuali e mecenati, i difficili rapporti con un personaggio ingombrante come Napoleone e la straordinaria e feconda collaborazione artistica intrattenuta con i papi, ricostruendo gli aspetti meno conosciuti della personalità dello scultore all’interno del contesto storico e culturale del XIX secolo.

 

Un iter tra i luoghi legati a Canova: da Possagno, con la casa natale e la gipsoteca; a Bassano del Grappa; a Venezia, dove aprì il suo primo studio fino a Roma, che suggellò la sua fama e il suo prestigio professionale.

 

Questo libro è un tributo all’opera e all’uomo, alla grandiosa visione di un artista che fu capace di donare un palpito di vita alla materia, di dare forma ai sentimenti più sublimi e drammatici.

 

Come il Canova è un simbolo dell’arte italiana, Valdo è un’icona del Prosecco Superiore di Valdobbiadene.

 

Una forte radicazione quella di Valdo con il Veneto e Valdobbiadene, dove nel 1926 è stata fondata la sua cantina, ormai quasi centenaria, su quelle colline del Prosecco oggi Patrimonio dell’Umanità Unesco.

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