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I vini che ho assaggiato quest’anno a Vinitaly mi han colpito per la profondità, la concentrazione. Li ho scelti così, visto che l’alcool fa male se abusato e ne sentiremo parlare anche in Europa. Io Rex bidendi, il sommelier latino, lo so però già da quando inizio la mia scelta di essere conoscittice del vino.
Vinitaly può essere un luogo indagato se non ci entri con consapevolezza: io ho scelto.

La mia scelta preferita è andata su:

Cantine Florio

Il nostro enologo Tommaso Maggio, insieme a Cluadia Guarino, ci spiega in che modo i Marsala di Cantine Florio costituiscono un percorso in continua evoluzione (cliccare qui).

Abbazia di Novacella 

Un Sylvaner e un Pinot Nero Riserva da due vigne posizionate a Novacella e Cornaiano, nella linea Insolitus che abbiamo presentato qui. Sono le novità che Abbazia di Novacella ha presentato a Verona, durante la 55^ edizione di Vinitaly. Nella stessa linea un Riesling che ci proponiamo di assaggiare direttamente all’Abbazia quando ce ne sarà l’occasione.
Vinitaly ricco quello di Abbazia di Novacella, una delle più antiche cantine attive al mondo nata nel 1142 e punto di riferimento della Valle Isarco

L’Alto Adige-Südtirol Valle Isarco DOC Sylvaner Stiftsgarten 2019 nasce dal Giardino abbaziale,”Stiftsgarten”, di Novacella, dove su un terreno ricco di sedimenti glaciali sono presenti uve di Sylvaner in un vigneto che ha più di 50 anni. Posizionato a poco più di 600 metri di altitudine, ha un’esposizione ideale e naturali rese molto basse che danno vita a un vino d’incredibile eleganza e finezza. Fermentazione e maturazione avvengono per il 70% in barrique e per il 30% acciaio, segue un affinamento di due anni prima dell’imbottigliamento, dove sosta ancora 18 mesi prima della commercializzazione per un totale di 1000 bottiglie.

Caratteristiche del Sylvaner?
Il calice vi porta al naso note fruttate e rivela struttura, sapidità e freschezza, concentrato e ricco per il suo passaggio in legno

L’Alto Adige-Südtirol DOC Pinot Nero Riserva Vigna Oberhof 2019 nasce nel podere Marklhof di Cornaiano, dove invece trova dimora, su un terreno di depositi ghiaiosi-morenici tra i 445 e i 455 metri di altitudine, il Pinot Nero. Dopo la fermentazione alcolica in acciaio e quella malolattica in barrique, il vino matura sempre nelle piccole botti per due anni. Dopo un ulteriore affinamento di 18 mesi in bottiglia viene commercializzato per un totale di 1500 bottiglie.
Pinot Nero invece viene da varietà storica vinificato da metà del 900 infatti già nel 1623 monaci che acquistarono a Cornaiano il vigneto per il vino rosso, più assolato.
Non tutti sanno che un nome usato nella denominazione Alto Adige, dopo cinque anni diventa tradizionale. Se invece il nome risulta da documenti che lo attestano può esserlo già considerato.
Documenti riferiti al Pinot Nero risalgono infatti al 1908 e solo da 30 anni entra nelle referenze Insolitus dell’Abbazia. I vini sono acquistabili cliccando qui.

Il Beato Artmanno fonda l’Abbazia dei Canonici Regolari di S. Agostino nel 1142, a tre chilometri a nord dalla città vescovile di Bressanone. Qui vivono e operano i Canonici Regolari secondo la regola di S. Agostino.
Consolidata economicamente grazie alle molte donazioni da parte di ricchi benefattori, l’Abbazia diviene, in poco tempo, centro spirituale e culturale, suscitando interesse anche al di fuori delle sue mura. In questo modo i canonici potevano dedicarsi maggiormente alle solenni celebrazioni liturgiche e alla cura d’anime, con una buona biblioteca. Alcuni anni fa, vengono catalogati tutti i libri nel quadro del progetto Registrazione delle biblioteche storiche, e sono ora rinvenibili nel catalogo Opac.

Anche i manoscritti della biblioteca abbaziale, da poco resi accessibili, si consultano attraverso il sito manuscripta.at  e una buona cantina.

La Linea Insolitus rappresenta il nostro laboratorio di idee, uno spazio dedicato all’innovazione e alla sperimentazione che abbiamo lanciato nel 2020″ continua Werner Waldboth. “Al Vinitaly presentiamo il nostro nono vino, il Riesling Kabi: un’aromaticità di grande impatto, tipica del vitigno, caratterizza questa nuova etichetta che si ispira ai Riesling di impostazione tedesca, avendo un tenore alcolico molto contenuto, 8,5%, e un residuo zuccherino certamente avvertibile in questa fase giovanile. Anche in questo caso la produzione è modesta, di sole 2000 bottiglie“.

Vinitaly si è chiuso con 93 mila presenze complessive, di cui 29.600 straniere. La crescita rispetto all’ultima edizione è stata quasi totalmente determinata dagli ingressi di buyer esteri (+20% circa) provenienti da 143 Paesi, che in questa edizione hanno rappresentato un terzo del totale degli operatori accreditati. Di questi, oltre mille top buyer selezionati e ospitati da Veronafiere e da Ice-Agenzia. Vinitaly and the City, il “fuorisalone” veronese da quest’anno ritornato totalmente nella sfera organizzativa della fiera di Verona, ha inoltre registrato oltre 45 mila degustazioni (+50% sul 2022) da parte dei winelover nel centro storico di Verona. Nel 2024 Vinitaly andrà in scena dal 14 al 17 aprile.

Il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo. “L’obiettivo – ha detto – è quello di costruire con i partner istituzionali una piattaforma promozionale permanente e coordinata in grado di attrarre da un lato gli investimenti dell’incoming sull’Italia, dall’altro sul prodotto italiano all’estero. Badiamo all’essenza che vinceremo.”

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