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Questa volta sono i vini bianchi, o meglio “I bianchi della Serenissima” i protagonisti della rassegna “autoctoni a Milano”, iniziativa ideata e organizzata da Carlo Schettino, fondatore di Winedrops, con lo scopo di fare “incontrare” gli operatori di Milano con vitigni autoctoni spesso poco conosciuti ma molto interessanti.

 

Due le cantine selezionate da Schettino, Fattori di Roncà, in provincia di Verona e Ornella Bellia di Pramaggiore, in provincia di Venezia. Due realtà che meritano molta attenzione, per questo abbiamo deciso di raccontarle in due diversi articoli, cominciando con Fattori che, che fra le sue referenze ha uno dei grandi rossi italiani, l’Amarone. Per la degustazione di Milano, però, Antonio Fattori (foto 2) ha preferito seguire il consiglio di Schettino e, quindi, portare solo vini bianchi ottenuti da uve a bacca bianca come Garganega, Trebbiano di Soave e Durella.

 

Prima della degustazione, Fattori ha esordito con una battuta fulminante nella sua straordinaria chiarezza e passione di fare vino: “prima di parlare di vigne e vigneti è necessario spiegare come e con che cosa coltiviamo”. E, quindi, a sottolineare che “da qualche anno abbiamo deciso di affidare la cura dei nostri vigneti a pratiche agronomiche a elevata sostenibilità che stiamo introducendo con rigore, evitando scorciatoie, eseguendo prove accurate in territori che, per attitudine, esposizione e ventilazione, sono naturalmente vocati alla sostenibilità. La scelta più importante è stata l’eliminazione degli insetticidi-fungicidi tradizionali nella lotta contro la tignola e le malattie fungine sostituiti da prodotti naturali. E, infine, sostituire la concimazione chimica possibilmente con la concimazione organica e, in particolare il sovescio con la seminazione e successivo reinterro di specifiche essenze erbacee capaci di arricchire naturalmente il suolo”.

 

Per presentare al meglio l’azienda di famiglia che si estende su 122 ettari, il viticoltore veronese ha sottolineato che “i nostri vigneti bianchi si trovano sui crinali basaltici della Val d’Alpone, che sono normalmente neri, più raramente gialli, talvolta rossi da cui Terrarossa, dove iniziò e dove tuttora si trova la cantina. Tutti i vigneti sono disposti tra i 150 e i 450 metri d’altezza, dove il clima asciutto e ventilato permette e facilita la coltivazione sostenibile. Negli ultimi anni abbiamo cercato l’altitudine per meglio usare il mutamento climatico; vigneti in altura per vini di maggior freschezza ed aromaticità, più nervosi e minerali”.

 

Per la famiglia Fattori – che produce vino dai primi del Novecento, per iniziativa nel nonno Antonio -, come per tutti i contadini di collina, non c’è e non è pensabile questo mestiere senza passione perché “la coltivazione di collina è vera passione, simbiosi con il territorio, presidio culturale e territoriale, a difesa di un ambiente tanto gentile quanto fragile. Nei nostri vigneti il posto importante è riservato all’uva del territorio, la Garganega, senza dimenticare un vitigno indigeno come la Durella (coltivata fin dal 1700) e il Trebbiano di Soave. Oltre a ciò, con convinzione abbiamo cercato, individuato e dedicato due terreni del comune di Roncà, alla sfida nazionale ed internazionale, ospitando il Pinot Grigio e il Sauvignon”.

Di seguito una “rappresentanza” delle oltre 300.000 bottiglie di vino prodotte dalla famiglia Fattori nei 122 ettari di vigna distribuiti tra alcuni comuni del veronese con Roncà punto di riferimento, ha deliziato i partecipanti alla degustazione milanese. Le altre referenze “bianche” sono Motto Piane docg Recioto di Soave (mediamente 6.000 bottiglie), Motto Piane doc Soave (14.000 bottiglie), Danieli doc Soave (85.000 bottiglie), Roncà di Roncà doc Lessini durello spumante (7.000 bottiglie), Vecchie scuole Sauvignon delle Venezie igt, Valparadiso Pinot grigio delle Venezie igt. E i rossi Col de la Bastia docg Amarone della Valpolicella, Col de la Bastia doc Valpolicella ripasso, Col de la Bastia doc Valpolicella, Amarone della Valpolicella doc.

 

Runcaris doc Soave classico 2018
Uva Garganega in purezza coltivata a pergola veronese in un vigneto di 14 ettari di 25 anni di età. La fermentazione avviene in contenitori d’acciaio, dove il vino matura sino alla primavera successi alla vendemmia. Di colore giallo paglierino con riflessi verdognoli, alla degustazione evidenzia sensazioni agrumate e note di erbe aromatiche. Al palato è di buona struttura, fresco, sapido, con note di agrumi e nuances esotiche.

 

Roncà metodo classico doc Lessini durello spumante 36 mesi
Uva Durella coltivata sulle colline vulcaniche del Monte Calvarina raccolta tra settembre-ottobre e fermentata in inox e legno. La sosta sui lieviti è di 36 mesi e sei mesi di riposo prima della vendita. Il colore è giallo brillante e il profumo va dalla crosta di pane a note fruttate e agrumate. Al palato è armonico e persistente grazie alla buona acidità che caratterizza il perlage fine e persistente con retrogusto agrumato.

 

Roncà metodo classico doc Lessini Durello spumante 60 mesi
La differenza con il 36 mesi è, prevalentemente, la permanenza sui lieviti che arriva a 60 mesi, aggiungendo qualche altro profumo come i profumi di frutta disidratata e, al palato, una maggiore consistenza e una persistenza del perlage più marcata.

 

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