È il 2007 quando l’americana Skywalker – società che fa capo al celebre regista Georges Lucas e proprietaria di tenute anche in Provenza e in California – approda sulle sponde del lago Trasimeno. In pratica, in un’area dove la vite è coltivata da millenni a incominciare dagli Etruschi e poi perfezionata dai Romani.
Qui Skywalker (in italiano Viandante del Cielo) comincia subito a coltivare i quattro ettari di vigneti, piantati lungo le strette terrazze che si affacciano sul lago, con un’altitudine di 330-370 metri sul livello del mare. Ma gli americani sono approdati qui con l’idea di creare un’azienda moderna e molto attento al territorio con la produzione di vini di qualità, e quindi danno carta bianca ad un bravissimo enologo come Maurizio Castelli che affiancato da Mery Ferrara, comincia a pensare ai vini da produrre, rammenta Michele Biraga, manager dell’azienda. Così l’attenzione si concentra sui rossi, tant’è che il primo vino proposto è l’Umbria rosso Viandante del Cielo, che nella degustazione di presentazione dell’azienda, è stato proposto in tre vendemmie: 2018, 2019 e 2020. Il 2020 però è l’anno della svolta perché viene completata la cantina e, quindi, si può già pensare alle produzioni future. Tant’è che il 2022 vede l’esordio del primo vino bianco, l’Umbria bianco Lungolago, preceduto però dal rosso Pristinum della vendemmia 2020 e che, anticipa Biraga, diventerà la colonna portante dell’azienda. Nel frattempo il duo Castelli-Ferrara mette a punto anche l’Umbria rosso Viandante del Cielo che con la vendemmia 2020 si arriva al vino che si vorrebbe fare. Tant’è vero che alla degustazione milanese – organizzata nel raffinato ristorante Il Liberty – è un vino molto diverso dalle vendemmie 2018 e 2019.
Nel frattempo prosegue la sperimentazione sia nelle vigne (tutte terrazzate), sia in cantina che è una struttura biologica certificata e, aggiunge Biraga “si pratica la permacoltura a conferma del fatto che l’approccio alla coltivazione non è invasivo e le viti sane sono quelle che crescono in simbiosi con il resto della natura”. D’altronde i due enologi hanno ideato un sistema di impianto del vigneto che tiene conto, tra gli altri fattori, dell’altitudine, dell’aspetto e del tipo di suolo. Le viti sono piantate ad una densità insolitamente alta di 10.000 viti/ha, con l’intento di rafforzare la struttura delle radici, che affondano in un terreno molto particolare, un misto di depositi argillosi lacustri del Pleistocene e di arenarie e marne dell’Oligocene-Miocene. Mentre frammenti di roccia calcarea danno al terreno un carattere particolare, fornendo quell’elemento di tensione che conferisce profondità e carattere i vini. I vitigni sono prevalentemente varietà autoctone – Ciliegiolo, Foglia Tonda, Pugnitello, Sanforte, Grechetto – più Cabernet Sauvignon, Merlot e Chardonnay.
Le vasche di cemento color vinaccia per i vini rossi
I vini rossi fermentano in vasche di cemento a forma di tulipano dal color vinaccia, che sono state prodotte in Veneto appositamente per Viandante del Cielo, nella misura di 43hl. Essendo realizzate in cemento non rivestito e dotate di meccanismi di gestione della temperatura, permettono ai vini di fermentare e svilupparsi in un recipiente completamente inerte, che garantisce l’assoluta purezza del sapore e dell’aroma nella fase precedente l’affinamento in botte.
Prima di passare alla degustazione, Biraga aggiunge qualche altra notizia come, per esempio, che
la cantina è stata costruita intorno ai vini e non viceversa. Completata nel 2020, è un edificio elegante e affusolato, situato nella collina in modo da avere minimo impatto visivo e massima efficienza di vinificazione. Qui, i tre vini di Viandante del Cielo fermentano e maturano in vasche di cemento e barrique di rovere appositamente progettate.
Attualmente la produzione è di 22.000 bottiglie – metà vendute in Italia, il resto tra Stati Uniti, Giappone, Svizzera, Germania e Francia – ma l’obiettivo è di arrivare a 40.000 bottiglie.
Questi i vini degustati
Viandante del Cielo Umbria rosso 2018
È una creazione audace di struttura ed equilibrio grazie al blend di Cabernet Sauvignon ed una proporzione di 15% di Merlot. In bocca rivela un piacevole equilibrio di acidità e aromaticità.
Viandante del Cielo Umbria rosso 2019
80% Cabernet Sauvignon e 20% merlot. L’affinamento avviene in cemento e barrique. Il colore è rubino intenso, con olfatto balsamico e richiami di resina e sottobosco, sostenuti da una leggera sfumatura canforata. In bocca è asciutto, strutturato, ben bilanciato da una componente fresca e una lunga persistenza finale.
Viandante del Cielo Umbria rosso 2020
Taglio bordolese classico per quello che dovrebbe essere il vino che caratterizzerà le produzioni future con un bel colore rubino scuro con sfumature violacee e una bella declinazione dei sentori complessi e intensi di sigaro, ribes nero e amarena. In bocca è vino elegante, vibrante, di grande fascino, con tannini robusti ma a grana fine e avvolgente. Potremmo dire che il finale è interminabile. Una dimostrazione che i vitigni possono essere internazionali ma il terroir lacustre esercita una grande influenza e lo rende una variante distintamente umbra.
Pristinvm Umbria rosso 2020
È un blend vivace, aromatico, di grande finezza, in cui la varietà autoctona Ciliegiolo è completata da altre varietà rosse – Canaiolo, Pugnitello, Sanforte, Foglia Tonda – che sono state a lungo coltivate da queste parti. Affinamento in cemento e 24 mesi in barrique. Colore rubino brillante e bouquet prevalentemente di frutta rossa, pepe in grani, timo, salvia, finocchietto selvatico. In bocca è di ottima complessità, sapido con ritorni balsamici e finale leggermente amarognolo ma elegante e perfettamente equilibrato con gli altri elementi.
Il nome “Pristinvm” deriva dalla parola latina che significa “antico, originale, tradizionale”.
Lungolago Umbria bianco 2022
Blend di Chardonnay (60%) e Grechetto (40%) ed è omaggio allo specchio d’acqua che ha tanta influenza sulla vita e la salute delle viti. L’affinamento avviene in barrique e in cemento non vetrificato. Colore paglierino brillante, è caratterizzato da un bouquet complesso tra mandarino, cedro, susina gialla, nespole, mandorla fresca e un delicato tocco di vaniglia. In bocca è cremoso ed avvolgente, ben strutturato oltre che armonico e di ottima beva.
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foto Viandante del cielo



