Ferragosto è, per tradizione, il momento clou delle grigliate estive. Che sia in giardino, in terrazza o in campagna, il barbecue del 15 agosto è un rito che riunisce amici e famiglia attorno a carni succulente e profumi invitanti. Certo, esistono anche grigliate di pesce o vegetariane, ma quella di carne — con carni bianche e rosse, salamelle ed eventualmente formaggi — resta la più rappresentativa. E se il cibo è il protagonista, il vino è il co-protagonista che può esaltare o penalizzare il risultato finale.

Scegliere l’etichetta giusta non è questione di caso: serve considerare struttura, freschezza e persistenza per bilanciare il gusto vagamente affumicato e intenso della griglia. In questa selezione trovate cinque rossi molto diversi tra loro per stile e vinificazione, presentati in ordine alfabetico così da lasciare a voi la scelta senza suggerire una gerarchia: c’è chi accompagna meglio l’apertura della grigliata, tra salumi e carni bianche, e chi si trova più a suo agio con i tagli di carne rossa più saporiti. Un consiglio pratico prima di iniziare: serviteli a una temperatura non superiore ai 15 °C, ricordando che all’aperto il vino si scalda rapidamente, sia nel bicchiere sia nella bottiglia.

 

La nostra selezione

Si parte con il Calio Frappato Terre Siciliane IGP di CVA Canicattì, che porta in tavola tutta la vivacità tipicamente siciliana del vitigno. Dopo la raccolta, le uve fermentano sulle bucce in fermentini d’acciaio a 18 °C con frequenti rimontaggi; segue la malolattica e una maturazione in cemento di quattro mesi, chiusa da almeno tre mesi di affinamento in bottiglia. Nel bicchiere si presenta di un rosso rubino trasparente, con un naso che richiama ciliegia, amarena e frutti di bosco. È un vino immediato, agile, fresco, dai tannini ben integrati e dal sorso vivace e teso: la scelta ideale per non appesantire l’inizio del pranzo, quando in tavola ci sono ancora salumi e carni bianche.

Cambia decisamente registro il Conclave Falerno del Massico DOP dell’Azienda Agricola Gennaro Papa, un primitivo in purezza che nasce da uve raccolte a mano su diverse parcelle. La vinificazione avviene in acciaio per circa quindici giorni, seguita da una maturazione mista, in parte ancora in acciaio e in parte in tonneau da 500 litri, per circa diciotto mesi; l’imbottigliamento non filtrato precede altri tre-quattro mesi di affinamento in bottiglia. Il risultato è un rosso rubino intenso e profondo, con un naso complesso di amarena, prugna matura e more, arricchito da spezie scure — pepe, cardamomo — e da leggere note balsamiche. Al palato è avvolgente e ben strutturato, sorretto da un’acidità che gli regala freschezza nonostante il corpo importante, con tannini fitti e vellutati e un finale lungo che richiama frutto e spezie: perfetto per i tagli di carne rossa più saporiti, quelli che sulla griglia sviluppano una crosta decisa.

Segue il Le Anfore Cannonau di Sardegna DOC di Elena Casadei, un’etichetta che nasce da un’intuizione precisa: far maturare in anfora le varietà vinicole più vocate a questo metodo di affinamento, nelle diverse tenute della Famiglia Casadei. Il mosto delle uve cannonau, diraspate e pigiate con delicatezza, fermenta senza lieviti aggiunti in anfore di terracotta, con una macerazione sulle bucce che dura 30-40 giorni a seconda dell’annata; segue un’elevazione di sei mesi ancora in anfora e un affinamento in bottiglia di almeno quattro mesi. Il colore è un rosso rubino profondo, il naso si apre su frutta matura — ciliegia, frutti di rovo — impreziosita da note balsamiche tipiche della macchia mediterranea e da un accenno di liquirizia. In bocca è caldo e avvolgente, con una trama tannica ben presente e un’acidità che allunga il sorso, chiuso da note minerali e saline: proprio questa componente balsamica e sapida lo rende un compagno naturale per le carni alla brace insaporite con erbe come rosmarino o mirto, in un dialogo aromatico che nasce quasi per assonanza tra vino e piatto.

Ferragosto 2026: un rosso sardo

C’è poi il Negroamaro Salento IGT CNTL di Cantele, un’etichetta che nasce anche da un preciso impegno ambientale: il progetto CNTL affronta il cambiamento climatico attraverso l’uso razionale delle risorse idriche, la riduzione degli input chimici e un’attenzione costante all’impatto sul territorio. Le uve macerano sulle bucce per circa una settimana in acciaio, dove il vino matura fino all’imbottigliamento, senza alcun passaggio in legno. Il colore è un rubino intenso con riflessi violacei, il naso gioca su frutta rossa — prugna e ciliegia in evidenza — note floreali di violetta e un accenno speziato di pepe nero. In bocca è morbido, con tannini levigati e una piacevole freschezza che lo rende adatto a una grigliata mista, capace di accompagnare senza sovrastare sia le carni bianche che quelle rosse più delicate.

Chiude la selezione il VóltorA Toesana Rosso IGT di LasorgivA, un’etichetta di anima toscana: nasce da uve merlot e syrah nella zona di Bolgheri, con lieve prevalenza del merlot. Dopo fermentazione e macerazione in acciaio a temperatura controllata, il vino è elevato in barrique e poi in bottiglia. Nel calice è un rosso rubino intenso e luminoso; al naso si susseguono prugna rossa, ciliegia, ribes e mora, insieme a note speziate di pepe nero e noce moscata e a ricordi balsamici. La bocca conferma una struttura salda, sostenuta da freschezza e da una sapidità marcata che dà slancio al sorso, lungo e persistente, con le stesse note speziate percepite al naso: un vino che regge bene tagli di carne rossa più importanti, magari accompagnati da erbe aromatiche.

Cinque strade diverse, dunque, per una stessa destinazione: un Ferragosto in cui il vino non resti sullo sfondo, ma diventi parte della festa quanto la brace stessa. Sta a voi scegliere quale, tra questi calici, diventerà il vostro nuovo “compagno di brace” per i Ferragosto a venire.

 

 

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