Il biologico, da solo, non è più sufficiente a garantire la reale sostenibilità della viticoltura. È questa la visione di Podere Casanova, azienda di Montepulciano che, forte di un’esperienza maturata tra geotecnica e bonifiche ambientali, sta ripensando in modo radicale il rapporto tra agricoltura e suolo. Al centro del loro approccio ci sono la riduzione drastica del rame, l’uso di tecnologie innovative come l’anolyte e una diversa idea di responsabilità ambientale ed economica, che mette in discussione pratiche consolidate del biologico tradizionale come abbiamo anticipato nell’articolo dedicato ai limiti del biologico. Ne abbiamo parlato con Isidoro Rebatto fondatore, con Susanna Ponzin del Podere.

Il passato che modella il presente

Dalla bonifica alla vigna

La vostra esperienza trentennale nel campo della geotecnica e del recupero ambientale come ha influenzato la vostra visione della viticoltura? In che modo studiare aree contaminate vi ha reso più scettici o rigorosi verso l’uso del rame, nonostante sia ammesso nel bio?

Il rame che viene comunemente utilizzato in regime biologico è certamente un elemento importante per la protezione della vite ma anche una grave minaccia per la salute del suolo. L’accumulo di rame provoca, infatti, una serie di effetti negativi tra questi: riduzione della respirazione microbica, compromissione dello sviluppo radicale e riduzione della fotosintesi.

Innovazione tecnica e rame

La sfida dell’Anolyte

L’uso dell’acido ipocloroso (anolyte) è una pratica d’avanguardia. Quali sono state le difficoltà tecniche nel portarlo in vigna e perché, secondo voi, non è ancora diventato uno standard per ridurre la dipendenza dal rame?”

I terreni della DOCG del Nobile dI Montepulciano sono costituiti prevalentemente da limi e argille e quindi hanno permeabilità molto basse costituendo un terroir perfetto per l’accumulo negli anni di rame metallo e di conseguenza una persistente minaccia alla sostenibilità ecologica.
Attenzione, però, terreni più permeabili quali possono essere sabbie o ghiaie è sì vero che consentono dispersioni più veloci migliorando l’area interessata dal trattamento, ma è altrettanto vero che il rame metallo, entrando in falda, inquina le aree circostanti determinando gravi rischi ambientali.
Non dimentichiamoci che i metalli pesanti di cui il rame fa parte non sono soggetti ad ulteriori degradazioni nell’ambiente causando così un progressivo accumulo negli anni e aumentando la fitotossicità del suolo.

I filari di Montepulciano dove sfida è ridurre drasticamente il rame per proteggere la vitalità del suolo. Foto tratta dalla pagina Facebook di Podere Casanova

Etica vs Profitto: Il caso 2023

Il coraggio del “fermo”

Nel 2023 avete scelto di non produrre vino per non eccedere con i trattamenti in un’annata difficile. È una scelta estrema: come si concilia un’etica ambientale così rigida con la sostenibilità economica di un’azienda agricola?

Non si concilia affatto e rimane una perdita aziendale che non può avere neppure una logica di ammortamento di bilancio per spalmarne gli effetti del costo in più anni. Leggendo i numeri è una perdita secca dell’azienda produttrice nell’anno stesso. Per quanto riguarda il venir meno di prodotto invece, avendo lunghi tempi di riposo in cantina, differenziati per le diverse etichette in affinamento a partire dai 2 fino ai 5 anni, abbiamo considerato che, della mancanza di prodotto relativo all’anno 23, ne avremmo visto gli effetti spalmati negli anni successivi dal ’25 al ’28.

Radici profonde e scelte radicali: come l’antico carro agricolo, la produzione di Podere Casanova si è fermata nel 2023 per preservare l’integrità del territorio. Foto tratta dalla pagina Facebook di Podere Casanova

Siamo un’azienda giovane che non ha ancora il portafoglio vendite assorbito dal mercato e abbiamo valutato questa scelta come un investimento strutturale, tanto quanto qualsiasi altra immobilizzazione, letta in termini di valori etici, sostenibili e di reputazione. Anche i nostri collaboratori sono stati coinvolti in questa decisione, anticipando quelli che avrebbero potuto essere gli effetti negativi negli anni a venire (mancanza di quote di prodotto), hanno condiviso la decisione. Questo ci ha permesso di fidelizzare il team alla nostra visione di qualità ed eccellenza del prodotto.

Oltre la certificazione

Molti produttori temono che rinunciare alla certificazione bio o ammettere i limiti del sistema allontani i consumatori. Voi sostenete che il biologico ‘non basti più’: non temete che questo messaggio possa essere frainteso?

Abbiamo iniziato ad usare l’Anolyte dal 2016, ne conoscevamo già le caratteristiche ampiamente verificate nelle altre aziende del gruppo. Avendo altre società che operano nel settore della bonifica ambientale, sappiamo che si tratta di un potente battericida e fungicida fotosensibile, di conseguenza si degrada velocemente alla luce solare, ma non ne conoscevamo il ph ideale da utilizzare, la quantità minima di rame per bloccare la peronospora, e la quantità massima per non essere tossico alla pianta.
Dopo tre anni di test eseguiti anche con spruzzino foglia per foglia con miscele diverse su viti di un’area, totalmente separata, e con continui controlli al microscopio, siamo arrivati a conoscere il ph ideale dell’Anolyte, il tipo di rame da utilizzare e la sua dose. Inoltre, abbiamo riscontrato che l’aggiunta di Zeolite riduceva la fotosensibilità dell’Anolyte allungandone la persistenza d’azione.
Dal 2019 il trattamento viene eseguito a tutto campo.

I filari di Montepulciano dove sfida è ridurre drasticamente il rame per proteggere la vitalità del suolo. Foto tratta dalla pagina Facebook di Podere Casanova

L’utilizzo di quantitativi di rame così bassi migliora la fotosintesi della pianta ne riduce la citotossicità in special modo con climi sempre più caldi come si susseguono negli ultimi anni. Migliora, inoltre, la vita dei microorganismi nel terreno e di conseguenza l’apparato radicale della vite aumentandone sia la resa sia l’assorbimento dei macro e micronutrienti con un miglioramento della regolazione del potenziale osmotico e del turgore cellulare.
Procedure così lunghe e la non conoscenza del prodotto, fanno purtroppo    desistere dall’applicare questi trattamenti e, pure parlandone con i nostri colleghi, spesso sembrano non risultare interessati.

Il modello Equalitas e il futuro

Sostenibilità a tre pilastri

Siete certificati Equalitas. In che modo la sostenibilità sociale ed economica si intreccia con quella ambientale nel quotidiano di Podere Casanova?

Il bio davvero non basta se vogliamo mantenere l’ecosistema dei nostri territori; è necessario aggiungere ed applicare delle discipline diverse che esistono e che sono alla portata dei produttori. Bisogna cambiare anche i messaggi della comunicazione per far riconoscere al nostro cliente, nonché consumatore, che il prezzo di una bottiglia di vino è determinato anche dal rigore dei sistemi di coltivazione che l’anno prodotta.  Sposare sistemi di certificazione di Ecosostenibilità può aiutare ad entrare in questa logica di pensiero e riuscire a comunicarla. Più aziende la adottano, più comunicano in tal senso, più il mercato sarà sollecitato a condividerla anche pagando un po’ di più una bottiglia di vino.
La condivisione con il proprio gruppo di lavoro porta anche a divulgare in azienda i principi sociali di eticità che reggono i rapporti tra le parti in campo, a riconoscerli e a farli propri anche sacrificando logiche di profitto.
In sintesi, credo che sarà il biologico così come lo conosciamo che dovrà modificarsi perché il rame non ha, secondo me, nulla a che fare con la preservazione dell’ambiente, piuttosto va nella direzione dell’inquinamento.

Il futuro del Nobile

Montepulciano è una terra di grandi tradizioni. Come reagisce il territorio a questo vostro approccio ‘scientifico’ e meno romantico/tradizionale alla viticoltura?”

La DOCG del Nobile di Montepulciano è stata una delle prime in Italia a certificare il territorio con Equalitas, dunque siamo in sintonia di pensiero.

 

Immagine di apertura elaborazione digitale Gemini per City Lights News su basi fotografiche di Podere Casanova.

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