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Matteo e Marco Garrone, in rappresentanza della Cantine Garrone di Domodossola hanno presentato, in un press lunch organizzato dall’Agenzia di Comunicazione PR Comunicare il Vino una selezione di vini rossi della propria collezione (foto 1)
 
Il territorio

 

La Doc di riferimento, ossia la Valli Ossolane, istituita nel 2009, è la denominazione più nordica del Piemonte. Il vitigno maggiormente rappresentativo è il nebbiolo, o meglio il prünent, un clone antico del reputato vitigno, allevato quantomeno dal 1309, come attestano le prime testimonianze. In passato la superficie vitata locale era più che apprezzabile in quanto si attestava attorno a 800 ettari. Di fatto però, nel corso dei secoli, considerate le difficoltà lavorative che si accentuano dove si inerpica la montagna, e costretti ai percorsi obbligati dettati dai terrazzamenti, i vigneti furono man mano abbandonati sino ad arrivare agli anni 90 quando si sviluppavano su soli 30 di ettari. Il nonno e il padre di Matteo e Marco Garrone, l’attuale generazione proprietaria, ebbero l’intuizione di commercializzare il vino prodotto che per tradizione era destinato al consumo locale. La superficie vitata dell’azienda di famiglia era modesta e pertanto decisero di acquistare uve dai viticoltori della zona, pratica all’epoca per nulla scontata per cui non facile da realizzare. Da lì ha preso il via un circolo virtuoso di recupero della viticoltura del territorio che permette oggi ai Garrone di disporre di 14 ettari di vigneto, 3 dei quali aziendali, e gli altri gestiti da un gruppo di viticoltori aderenti all’Associazione Produttori Agricoli Ossolani – APAO per un totale di 40 mila bottiglie, posti a un’altitudine compresa tra 450 e 500 metri. La cantina alleva nebbiolo e altri vitigni complementari oltre a produrre un Merlot vinificato in purezza. I vini della Cantina nascono da uve di viti segnatamente vecchie, talvolta ancora a piede franco, per cui con oltre un secolo di età.
 
 
I vini in degustazione
 
Munaloss Vino Rosso 2020 (foto 2)
Prodotto con 70% nebbiolo e 30% croatina, è il blend della tradizione tant’è che nei vecchi impianti sono allevate le uve rispettando queste percentuali per facilitarne la vinificazione, mentre ora nei vigneti è messo a dimora il solo nebbiolo. È il vino più simile a quello che bevevano i nonni ossolani. Sono prodotte 20 mila bottiglie utilizzando uve di ogni età a partire dai 5 anni. Negli ultimi anni la malolattica si svolge subito dopo la fermentazione a causa del cambio climatico, mentre storicamente avveniva in primavera. Il vino nasce da un’unica vinificazione e matura un anno in acciaio prima dell’imbottigliamento.

 

Note gustative
È un vino che nel calice vibra giovinezza, nonostante un anno di maturazione in acciaio. E giovane è l’impatto gustativo per freschezza ben espressa, per bevibilità. È piacevole grazie alle note fruttate che ricordano piccoli frutti, oltre a note floreali di rosa.

 

Abbinamenti
Salumi nobili, tartare di manzo, trota in salsa al vino rosso.
 

 

Prünent Valli Ossolane Nebbiolo Superiore 2019 (foto 3)

 

Da uve nebbiolo molte delle quali da piante centenarie a piede franco e in ogni caso da vecchie vigne con età media 80 anni, matura 10 mesi in acciaio e un anno in botte grande di 2000 litri. È il vino più rappresentativo dell’azienda: esprime territorialità e bene rappresenta la più qualificata cultura vitivinicola ossolana. 8000 bottiglie prodotte.

 

Note gustative
In bocca pretende attenzione, grazie alla propria complessità, alla salda struttura, ma al tempo stesso l’acidità rende snello il sorso non rallentato dai tannini soffici, lo vivacizza. Fanno da sfondo le note fruttate, frutta rossa estiva matura, ricordi balsamici e di macchia mediterranea.

 

Abbinamenti
Tagliatelle al sugo di cinghiale, brasato di manzo, formaggi lungamente affinati
 
 
 
Prünent Diecibrente Valli Ossolane Nebbiolo Superiore 2019

 

È un’anteprima del 2019 e pertanto è senza etichetta. Prodotto con le uve di un singolo vigneto, è elevato 2 anni in botte grande. Il primo anno di produzione e il 2015 quando era stata utilizzata solo una parte del vigneto così da produrre 500 litri vale a dieci brente, e da qui il nome. Oggi che viene impiegato l’intero impianto si producono 2600 bottiglie. È prodotto con sole uve nebbiolo, e il vino subito dopo la vinificazione va in botte grande, quindi affina circa 10 mesi di bottiglia: il vino degustato sarà commercializzato nel novembre 2022.

 

Note gustative
Note floreali di viola, ricordi di ciliegia, sfumature agrumate anticipano il sorso che non esprime opulenza, ma piace perché succoso, dinamico, con acidità ben integrata, e dotato di buona persistenza.

 

Abbinamenti
Ravioli di carne, arrosti, formaggi maturi.
 

 

Ca’ d’Maté Valli Ossolane DOC Rosso 2017 (foto 4)

 

Attualmente è in vendita la vendemmia 2019. Nasce dal mix 80% nebbiolo 20% croatina, solo di vigne vecchie. La vinificazione prevede 2 settimane di macerazione nel corso delle quali non si effettua follatura, non si spacca mai il cappello, ma solo rimontaggi per evitare estrazioni troppo spinte. Il vino matura un anno in acciaio, poi è elevato altrettanto tempo in botte grande e affina 5-6 mesi di bottiglia. 8000 le bottiglie prodotte

 

Note gustative
Profumo di ciliegia, di lampone, di fragola, sensazioni di agrume, di liquirizia, di note balsamiche. In bocca è pieno, avvolgente, dotato di buona mineralità, con tannino ben intessuto.

 

Abbinamenti
Lasagne al forno, costolette di castrato alla brace, anguilla al forno.
 

 

Tarlàp Valli Ossolane DOC Rosso 2020 (foto 5)

 

Tarlap in dialetto ossolano significa un goccio ed è prodotto con merlot vinificato in purezza di vigne di 30 – 40 anni; finita la vinificazione è elevato in botte sino a un anno e sei mesi in bottiglia. 6-8 mila le bottiglie prodotte.

 

Note gustative
L’impatto gustativo è morbido, suadente, con tannini levigati, piacevole freschezza; è un vino piacevole, un calice invita a quello successivo, ricco di profumi di mirtillo nero, di ribes nero, di mora, di eucalipto.

 

Abbinamenti
Pâté maison, tagliatelle al ragoût di coniglio, faraona in casseruola.

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