Maddalena Mazzeschi è una professionista del vino che ha maturato una lunga esperienza nel mondo della comunicazione. Dopo sei anni come dipendente all’interno di un consorzio vinicolo, dal 1991 ha scelto la strada dell’imprenditoria, portando con sé un bagaglio fatto di competenza, sensibilità e una garbata ironia che la contraddistingue. È con questo spirito che ha scritto Tappi, Tacchi e Miracoli – Il lato spirit…oso della comunicazione del vino, un titolo che già anticipa l’approccio leggermente scherzoso e disincantato dell’autrice.

Il libro raccoglie brevi aneddoti maturati in decenni di lavoro. La lettura è fluida, intrigante: ironia e franchezza rendono ogni pagina coinvolgente. Ne emerge un viaggio lungo quarant’anni nel mondo del vino, narrato con una voce briosa capace di divertire e appassionare anche chi non appartiene al settore. È impossibile non soffermarsi su cosa significasse, per una donna, inserirsi negli anni Ottanta in un ambiente allora quasi esclusivamente maschile. Ma il libro mostra anche come questo mondo sia cambiato nel corso del tempo, insieme ai valori che lo animano.

Dalle pagine emerge con vividezza l’esperienza di una giovane donna alle prese con il lavoro in un consorzio come quello del Nobile di Montepulciano, costretta a rapportarsi con istituzioni spesso guidate da uomini attempati e non sempre inclini al cambiamento. Il volume segue un percorso cronologico: può essere letto dall’inizio alla fine, ma anche “a salti”, per accostare i primi passi di una ragazza poco più o meno ventenne a quelli di una professionista affermata che oggi si muove con sicurezza.

Prima ancora, però, Mazzeschi ci riporta ai tempi della scuola, quando durante l’estate aiutava il padre nella sua attività senza grande entusiasmo. Concluse le superiori, sceglie l’autonomia e il lavoro invece dell’università, aprendo così la porta agli episodi che costellano il libro: cantine, uffici postali, ristoranti più o meno chic, viaggi all’estero – compreso il Giappone – e degustazioni animate da ironiche strizzate d’occhio o da note critiche formulate talvolta in maniera dissacrante.

Divertente, ma al tempo stesso significativa, la riflessione sui comunicati stampa: un tempo, quando gli indirizzi si scrivevano a mano sulle buste, bisognava comprare i francobolli in base al peso, piegare i comunicati, imbustarli, affrancarli e poi mettersi in fila alla posta. Inviare un comunicato richiedeva due o tre giorni, e proprio per questo venivano spediti solo quando davvero necessario. Oggi, spiega l’autrice, con le e-mail è tutto così semplice e veloce che i giornalisti sono sommersi di comunicati, tanto che quelli davvero importanti rischiano di perdersi. Per non dire di quando, per errore, furono inviati costosi inviti destinati a pochi giornalisti selezionati all’intera mailing list di colleghi residenti all’estero, con un potenziale salasso in spese di viaggio oltre al fatto che non erano nemmeno i destinatari giusti. Spassosissime le descrizioni organolettiche di alcuni “esperti” che l’autrice ricorda. Una descrizione del vino su tutte: “Pelle di salame cotto, nel momento in cui si appende al soffitto”.
Un libro da leggere tutto d’un fiato.

Maddalena Mazzeschi
Tappi, Tacchi e Miracoli – Il lato spirit…oso della comunicazione del vino
Giraldi Editore
pp 178
€ 18,00

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