Con lo slogan “Valpolicella nella City” i capolavori dell’importante terroir veneto hanno catalizzato l’attenzione di operatori ed appassionati milanesi con due iniziative finalizzate a raccontare una terra unica che da secoli produce veri e propri capolavori. Infatti, nel walk around tasting organizzato in collaborazione con l’AIS Lombardia, sono stati degustati i vini di 10 aziende (Dal Forno Bros, Domini Veneti, Fasoli Gino, I Campi, Massimago, Pasqua Vigneti e Cantine, Santa Sofia, Sartori di Verona, Tenuta Villa Bellini, La Collina dei Ciliegi e Valentina Cubi) abbinati al Parmigiano Reggiano.
Nella foto, Sara Missaglia, quarta da sinistra
Mentre nella masterclass dedicata a Recioto e Amarone con focus sull’appassimento, condotta da Sara Missaglia con la partecipazione di Alberto Brunelli, responsabile technical departement del Consorzio Valpolicella, sono stati proposti gli Amarone della Valpolicella docg di Massimago (vendemmia 2019), Tenuta Villa Bellini (classico Centenarie 2016), Pasqua Vigneti e Cantine (Mai Dire Mai 2015) e il Recioto (che il presidente del Consorzio, Christian Marchesini, ritiene il padre di tutti i vini visto che è prodotto da duemila anni) di Domini Veneti (spumante Séntate 2022), Siridia (classico 2020) e Le Guaite di Noemi (vendemmia 2017)
Mentre nella masterclass dedicata a Recioto e Amarone con focus sull’appassimento, condotta da Sara Missaglia con la partecipazione di Alberto Brunelli, responsabile technical departement del Consorzio Valpolicella, sono stati proposti gli Amarone della Valpolicella docg di Massimago (vendemmia 2019), Tenuta Villa Bellini (classico Centenarie 2016), Pasqua Vigneti e Cantine (Mai Dire Mai 2015) e il Recioto (che il presidente del Consorzio, Christian Marchesini, ritiene il padre di tutti i vini visto che è prodotto da duemila anni) di Domini Veneti (spumante Séntate 2022), Siridia (classico 2020) e Le Guaite di Noemi (vendemmia 2017). Invece nell’esclusivo e raffinato Club Duomo 18, wine business allestito nel palazzo della Veneranda Fabbrica del Duomo, con suggestivo affaccio sul retro dello splendido monumento religioso, Marchesini ha ricordato i 100 anni del Consorzio Tutela Vini Valpolicella e, insieme al direttore marketing del Consorzio del Parmigiano Reggiano, Carmine Forbuso, ha illustrato i risultati ottenuti con il progetto “Quality Heritage of Europe” dalla due compagini associative che assieme rappresentano un valore al consumo delle proprie dop di oltre 4 miliardi di euro l’anno. E, quindi, la collaborazione per sostenere i propri prodotti in Italia e nel mondo, continuerà fino al 2027 sempre come capofila il Consorzio tutela vini della Valpolicella che conta su un budget co-finanziato dall’Unione Europea per un ammontare di oltre cinque milioni di euro. Con un percorso di 25 eventi in 3 Paesi Ue (Italia, Francia e Germania), l’obiettivo dei due testimonial della qualità europea è quello di rispondere a un contesto geopolitico segnato da chiusure commerciali, conflitti, calo del potere di acquisto attraverso una maggior presenza e tutela dei prodotti sui mercati. Per questo – è stato anticipato nel corso dell’incontro – dal prossimo anno, il Consorzio del Parmigiano Reggiano e quello dei vini della Valpolicella lavoreranno insieme su ulteriori nuovi progetti, a partire da aree obiettivo individuate nei Paesi Scandinavi e in Nordamerica.
Anche perché, ha sottolineato il presidente del Consorzio tutela vini Valpolicella, Marchesini: “In questa fase delicata per il mercato del vino, pensiamo che il ruolo dei Consorzi debba concentrarsi in particolare su due direttrici a supporto delle imprese. La prima è quella della tutela, sia in chiave di protezione dei marchi che di gestione oculata della produzione; il secondo ambito è senz’altro quello della promozione e di una ancora maggior presenza nelle piazze di sbocco come in quelle emergenti. Il Consorzio Valpolicella ha confermato quest’anno la riduzione delle rese e reiterato il blocco dei nuovi impianti almeno sino al 2028, mentre ha intensificato i controlli nel mondo su sounding e contraffazioni, riscuotendo – unici in Europa nel settore vino – indennizzi per quasi 1 milione di euro. Risultati che, oltre a fare giurisprudenza, fungono anche da dissuasore alle pratiche illegali di questo tipo. L’attività di promozione ha inoltre potuto contare su un budget incrementato del 18% (a circa 3,2 milioni di euro) rispetto al 2024 per effetto della gestione certosina del Consorzio delle opportunità offerta dai bandi europei. Nel 2025 la denominazione ha partecipato con le proprie aziende a oltre 100 eventi in Italia e nel mondo, organizzati direttamente e non. Un’attività che replicheremo con ancora maggior forza nel prossimo biennio, in cui è previsto un ulteriore aumento del plafond promozionale di un altro 20%”. E, per Forbuso, è “importante unire le nostre forze al Consorzio dei vini della Valpolicella per rafforzare il sostegno ai nostri prodotti in Italia e nel mondo. La nostra Dop sta diventando sempre più un vero brand iconico globale, un love brand amato in tutto il mondo, come dimostrano i dati dei primi otto mesi del 2025, in cui l’export ha superato per la prima volta le vendite sul mercato interno, raggiungendo il 53,2% del totale. Il Parmigiano Reggiano è non solo un prodotto di estrema versatilità e distintività, ma anche un elemento irrinunciabile di ogni momento di convivialità, come una degustazione in abbinamento con vini di eccellenza come quelli della Valpolicella. La collaborazione tra i nostri prodotti, simboli riconosciuti di qualità europea, è un esempio virtuoso di come due grandi testimonial dell’agroalimentare europeo possano e debbano unire le forze in mercati strategici come Italia Francia e Germania, che per la nostra Dop rappresentano quasi il 70% del totale delle vendite”.
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