142 Restaurant è un luogo che fa sentire gli ospiti come se fossero a casa propria, però con molte e piacevoli sorprese. Come la cucina a vista che si apre sulla sala trasformandola in un vero teatro, dove, si legge nella presentazione del ristorante, ogni gesto diventa parte dell’esperienza. E, a recitare, in questa sorta di teatro, è un’icona dell’ospitalità, Sandra Ciciriello, affiancata da un gruppo di collaboratori che formano una squadra di professionisti di alto livello.
Da un anno, poi, si è aggiunto quello che potremmo chiamare lo chef del millennio nel senso che è nato nel 2000 e, quindi, possiamo dire che Federico Zappalà è un professionista di questo millennio che ha cominciato ad appassionarsi della cucina accompagnando il padre – fotografo professionista specializzato in food e cuoco per passione – che gli trasmette l’attenzione per il dettaglio, il senso dell’estetica e la meraviglia che ogni piatto può generare nell’equilibrio tra bellezza e gusto. Tutti aspetti che si possono verificare accomodandosi ai tavoli di 142Restaurant dove, all’inizio del 2025 Federico arriva come sous chef e adesso è il protagonista in questo locale che, come abbiamo accennato, si trasforma in un vero teatro.
Sandra Ciciriello mentre accoglie gli ospiti, simbolo dell’anima “teatrale” del locale
E già dalla mattina perché Sandra, da poco, ha inaugurato una nuova fase del suo locale, con l’idea di due format distinti ma complementari – 142 Café & Bistrot e 142 Restaurant -, in modo da accompagnare gli ospiti lungo l’intero arco della giornata, dalla colazione alla cena.
La giornata, infatti, comincia con 142 Cafè & Bistrot, per accogliere gli ospiti che amano una colazione ben strutturata, con prodotti da forno preparati nel laboratorio del ristorante. Si prosegue con la reinterpretazione del concetto di light lunch grazie ad un menu dinamico e contemporaneo per l’atmosfera informale che si respira e la cucina a vista che sicuramente lo rendono ideale per una pausa veloce.
La sera il locale cambia volto e diventa 142 Restaurant, con l’accentuazione raffinata ed elegante che è capace di offrire un’icona dell’accoglienza qual è Sandra Ciciriello. Infatti luci soffuse, mise en place ricercata, servizio attento, percorso gastronomico con menu à la carte e itinerario degustazione che valorizza la cucina d’autore. E, qui, entra in campo Federico, che è entrato subito in perfetta sintonia con Sandra che ha il “difetto” di cercarli lei i prodotti che devono essere elaborati nel “palco” del suo teatro, la cucina a vista, dove ad ogni piatto Federico dà l’anima. D’altronde Sandra ha una formazione che parte dai banchi di frutta e verdura della famiglia per poi passare dal mercato ittico di Milano e, quindi, arrivare alla ristorazione con l’apertura di due ristoranti, prima del 142, che avviene nel 2019.
Il bancone rivestito con le 4.000 capsule, che racconta la passione di Sandra per le bollicine
E già dalla mattina perché Sandra, da poco, ha inaugurato una nuova fase del suo locale, con l’idea di due format distinti ma complementari – 142 Café & Bistrot e 142 Restaurant -, in modo da accompagnare gli ospiti lungo l’intero arco della giornata, dalla colazione alla cena.
La giornata, infatti, comincia con 142 Cafè & Bistrot, per accogliere gli ospiti che amano una colazione ben strutturata, con prodotti da forno preparati nel laboratorio del ristorante. Si prosegue con la reinterpretazione del concetto di light lunch grazie ad un menu dinamico e contemporaneo per l’atmosfera informale che si respira e la cucina a vista che sicuramente lo rendono ideale per una pausa veloce.
La sera il locale cambia volto e diventa 142 Restaurant, con l’accentuazione raffinata ed elegante che è capace di offrire un’icona dell’accoglienza qual è Sandra Ciciriello. Infatti luci soffuse, mise en place ricercata, servizio attento, percorso gastronomico con menu à la carte e itinerario degustazione che valorizza la cucina d’autore.
E, qui, entra in campo Federico, che è entrato subito in perfetta sintonia con Sandra che ha il “difetto” di cercarli lei i prodotti che devono essere elaborati nel “palco” del suo teatro, la cucina a vista, dove ad ogni piatto Federico dà l’anima.
D’altronde Sandra ha una formazione che parte dai banchi di frutta e verdura della famiglia per poi passare dal mercato ittico di Milano e, quindi, arrivare alla ristorazione con l’apertura di due ristoranti, prima del 142, che avviene nel 2019. Nel frattempo diventa sommelier frequentando i corsi AIS e che, probabilmente, è stato determinante per scoprire la sua vera vocazione: la sala e l’arte dell’accoglienza. Completando la vocazione, adesso, con iniziative finalizzate a fare conoscere, vini, produttori e territori. Ed è proprio nel corso di un evento dedicato al vino, abbiamo scoperto il grande amore di Sandra per il Franciacorta.
Laura Bosio mentre presenta i suoi vini
Tant’è che il titolo della serata era “Una bolla per amica”, con un percorso degustativo di cinque referenze della franciacortina Bosio, azienda di Timoline di Corta Franca, fondata negli anni 90 da Girolamo Bosio e adesso portata avanti dai nipoti Laura e Cesare. In questa occasione, la padrona di casa ha svelato il perché del bancone di servizio del vino tappezzato di capsule di spumanti. “Sono quattro mila, di cui mille sono quelli delle bottiglie di Franciacorta che ho degustato personalmente, il resto sono il risultato delle consumazione in questo locale”, ha raccontato Sandra.
Le bolle firmate Bosio, tutti Franciacorta docg, hanno accompagnato quattro straordinari piatti di Zappalà, oltre ai finger food di benvenuto.
Questi gli abbinamenti:
Finger food di benvenuto con Satèn senza annata, ottenuto da chardonnay in purezza che al perlage finissimo e persistente, aggiunge una morbidezza e una sapidità avvolgenti.
Barbabietola e robiola di capra con Brut nature millesimo 2022
Il Brut Nature ha completato il capolavoro con il suo bouquet equilibrato con note di lievito e fiori bianchi. Al palato è una bollicina delicata, fresca, sapida e abbastanza complessa.
Riflessione è il titolo dello spaghetto con estratto di fiore sardo, composta di nespole, tapenade con Extra brut “Boschedòr” millesimo 2020.
Il piatto è frutto dell’incontro con un restauratore sardo di mobili che ha fatto conoscere il fiore sardo che ha conquistato Sandra e Federico. Tant’è che Sandra ha detto guai se non ci fossero artisti, artigiani, contadini appassionati.
Boschedòr è ottenuto da un uvaggio di pinot nero e chardonnay che permette di avere una bollicina con un bouquet elegante e ricco con note speziate e di lieviti. È davvero un prodotto importante, elegante, fresco e complesso.
Rinascita è il polpettone con bagnetto verde di porro brasato, prugne, soffice di patate che è un piatto studiato per la Riserva Pas Dosé Girolamo Bosio 2017.
Infatti, è la riserva che la famiglia Bosio ha voluto dedicare al fondato dell’azienda. E’ ottenuta da un uvaggio di 70% di pinot nero e 30% di chardonnay per avere una bolla caratterizzata da perlage finissima, bouquet elegante con una bella speziatura e una freschezza e sapidità davvero unici.
La bottiglia di Franciacorta B.C. 2013 Dosaggio Zero servito “alla cieca”
Ispirazione è il titolo del cake ai baccelli di pisello, gelato e bavarese allo yogurt, miele, polline accompagnato da una bolla servita “alla cieca” che si scoprirà essere Franciacorta Dosaggio Zero Riserva “B.C. 2013” docg che è l’evoluzione della cuvée Boschedòr, affinata sui lieviti per ben 120 mesi; da qui l’acronimo B.C. ovvero “Boschedòr Continuo” che con il suo colore giallo intenso, il finissimo perlage, il bouquet complesso e la buona struttura e l’eccellente cremosità che avvolge il palato, probabilmente continua ad ammaliare i fortunati ospiti della splendida serata organizzata da Sandra Ciciriello.
142 Restaurant
Corso Cristoforo Colombo, 6 – tel. 02 4775 8490 – 349 856 1278
Milano
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Nella foto di apertura Federico Zappalà



