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Massimo rispetto per la donna, che andrebbe sempre accarezzata con petali di rosa e, per questo, abbiamo pensato che in occasione della festa della donna – e attenzione e ricorsi sempre di questa giornata – per un elegante aperitivo, per un pranzo importante, per una cena raffinata, abbiamo pensato di consigliare bollicine e vini rosati ma in formato doppio rispetto alla classica bottiglia.
Il perché della scelta può essere sintetizzato nella necessità di invogliare a potenziare socializzazione, rispetto, gentilezza ed armonia.
Buona festa della donna.

Chiaretto doc Riviera del Garda classico Valtenesi 2021 (foto 1)
Sincette – Polpenazze del Garda (Brescia) – info@sincette.it

Le uve groppello, marzemino e barbera utilizzate per la produzione di questo bel rosato della Valtènesi, sono selezionate nei vigneti dislocati in località Picedo, a Polpenazze del Garda, impiantati su terreni di origine morenica, prevalentemente sabbiosi-calcarei. La vendemmia è manuale, a partire dalla prima decade di settembre. Dopo la pigiatura e pressatura soffice delle uve, il mosto viene posto in anfore di terracotta e tonneaux dove svolge la fermentazione alcolica senza l’impiego di lieviti selezionati. Trascorsi di 3/4 mesi si procede con l’imbottigliamento. Di colore rosa salmone chiaro, al naso il Chiaretto di Sincette è accattivante e delicatamente affumicato oltre a evidenziare leggeri sentori di nocciola, banana, pera e piccoli frutti rossi. Al palato è fine, morbido e cremoso e con un finale straordinariamente armonioso. È ottimo in abbinamento ad antipasti di verdura, primi piatti leggeri, pesce di lago, carni bianche e formaggi di media stagionatura.
Un altro aspetto che va sottolineato della produzione di questa importantissima azienda, è la cura del packaging, con bottiglie vestite da un’etichetta che riproduce le illustrazioni originali di Jean Blanchaert, noto gallerista e critico d’arte specializzato nel disegno a china. Indubbiamente un’originale idea regalo per winelover appassionati di collezionismo.

Cruasé docg Oltrepò Pavese spumante metodo classico rosé 2018 (foto 2)
Azienda agricola Rebollini – Borgoratto Mormorolo (Pavia) – info@rebollini.it
E’ un vino prodotto solo in annate dall’andamento climatico che permette alle uve di raggiungere le caratteristiche ottimali di gradazione e acidità per ottenere la base spumante. Potrebbe anche essere una rarità, così quando si “incontrano” bottiglie interessanti è il caso di acquistarne qualcuna in più. Il Cruasé di Rebollini che rimane 36 mesi sui lieviti, si presenta con un bel colore rosa tenue e perlage fine, persistente ed elegante nella sua struttura. Il bouquet è complesso tra richiami di rosa canina, fragolina di bosco, lampone, con marcata nota di crosta di pane e note di lievito. Buona corrispondenza gusto-olfattiva, invitante freschezza e moderata sapidità al palato. Una bollicina fine ed avvolgente che è ideale con cotechini, pesci e crostacei, paste alle vongole e parmigiano e, per un abbinamento regionale, non va trascurata l’insalata di nervetti alla milanese.

DeAetna Etna rosato doc 2021 (foto 3)
Terra Costantino – Viagrande (Catania) – info@terracostantino.it
Il nome DeAetna, ispirato al titolo di un opuscolo latino datato 1494, esprime la sacralità
dell’universo enologico, scritto dal veneziano Pietro Bembo, al ritorno dal suo soggiorno a Messina
presso Costantino Lascaris. La descrizione e lo studio dell’Etna e della sua attività attribuiscono al
DeAetna classicità e misticismo storico, attestando il vino etneo quale momento più intellettuale
dell’incontro a tavola. La vigna di nerello mascalese e nerello cappuccio che supera i 40 anni di età, è situata in Contrada Blandano del Comune di Viagrande, impiantata su terreno sabbioso di matrice vulcanica ed è coltivata secondo il metodo biologico. La vendemmia avviene nella prima decade di ottobre, con il mosto ottenuto da pressatura diretta. Dopo una chiarifica statica a freddo il mosto è fatto fermentare a temperatura controllata. L’affinamento avviene in acciaio per alcuni mesi sui lieviti fini in modo da esaltare i caratteri del territorio, prima dell’imbottigliamento. La produzione di questo rosato non supera le 7.000 bottiglie per vendemmia. Il colore è rosa tenue. Il profumo è caratterizzato da delicate note di fragoline di bosco, viola e sensazioni minerali e salmastre. In bocca è fresco, succoso e di grande beva ma anche delicato e con un ottimo equilibrio.

Franciacorta docg rosé (foto 4)
Mirabella – Rodengo Saiano (Brescia) – info@mirabellafranciacorta.it
Pinot nero, chardonnay e pinot bianco, vendemmiate nelle varie vigne di proprietà, a seconda della maturazione e fermentate separatamente, per ottenere questo splendido vino che è stato il primo Franciacorta ad entrare nella classifica dei Top 100 stilata dalla rivista americana Wine Spectator. L’affinamento di 48 mesi, avviene in bottiglia. E, così, alla degustazione offre un colore rosa con l’invecchiamento facilmente prende riflessi ramati. Complesso il bouquet per l’ampiezza delle sensazioni che offre tra frutti di bosco e delicate sfumature vanigliate. In bocca è una bollicina facile da bare, morbida, armonica e qualcuno la ritiene di grande femminilità e, in questo caso, è un aspetto senz’altro da sottolineare. Ampia anche la possibilità di abbinamento che possono andare oltre ai classici come l’aperitivo e i patti a base di pesce e di carni bianche.

Franciacorta docg rosé demi sec (foto 5)
La Montina – Monticelli Brusati (Brescia) – info@lamontina.it
Per la famiglia Bozza questo splendido Franciacorta rappresenta “la seduzione delle rose donate” che è sicuramente uno slogan appropriato visto che sempre più spesso si dimentica di utilizzare i vellutati petali di questo bel fiore per sfiorare il viso delle donne. A questo romantico incipit si può aggiungere che è un vino caratterizzato da una morbidezza molto spiccata perché è nato come esercizio di stile per diventare una piacevole e differente realtà. Ottenuto da uve pinot nero e chardonnay la cui sosta sulle bucce ne esalta il colore suadente, ma anche il profumo e il sapore tipico dei piccoli frutti rossi di sottobosco, ben amalgamati con
la freschezza e la finezza dello Chardonnay che lo completa. Con spuma briosa e persistente. E’ un vino ideale compagno di formaggi, indicato con piatti dolci e,
perché no, a fine pasto abbinato alla frutta.

Gianni Masciarelli Cerasuolo d’Abruzzo doc 2021 (foto 6)
Masciarelli Tenute Agricole – San Martino sulla Marrucina (Ch) – info@masciarelli.it
Gianni Masciarelli è stato uno dei grandi protagonisti della politica di valorizzazione della produzione enologica abruzzese proponendo da subito – fondò l’azienda nel 1978 – eccellenti vini dalla perfetta trasformazione di uve autoctone, come dimostra questo rosato ottenuto da uve 100% Montepulciano coltivato nei vigneti di Loreto Aprutino. Questi vigneti sono stati acquisiti alla prima vigna, quella di San Martina sulla Marruccina, in provincia di Chieti – impiantata dal nonno -, a mano a mano che Masciarelli proponessi ai suoi estimatori vini sempre protesi verso l’apice della qualità. Per questo Gianni aveva deciso di essere presente in tutta la regione con vigneti scelti nelle aree enologiche più vocate. Strategia produttiva che prosegue Marina Cvetic che insieme ai figli porta avanti l’azienda dopo che Gianni è venuto a mancare. Questo classico della proposta Masciarelli si caratterizza per il bellissimo colore rosa brillante che richiama il
rosso ciliegia. I profumi sono prevalentemente fruttati ed anche molto intensi. In bocca è un vino avvolgente, pieno, caldo, rotondo con fantastiche note di fragola, ciliegia, ribes nonché di rose selvatiche. Un vino davvero ottimo che esalta anche i piatti che gli si affiancano come brodetti e fritture di pesce, pasta fresca, verdure di stagione e pizza.

Marche igt rosato 2021 (foto 7)

Velenosi Vini – Ascoli Piceno – info@velenosivini.com
E’ uno dei grandi formati che nel 2016 la dinamica Angela Velenosi ha inserito nelle tipologie della sua proposta dei vini marchigiani di alta gamma. Infatti, è ottenuto da uve rosse autoctone selezionate nei vigneti di proprietà siti a Castel di Lama. Uve che appena arrivate in cantina vengono diraspate e convogliate in pressa, tutto l’ambiente viene inertizzato con neve carbonica in modo che non si perdano i profumi primari, segue una breve crio-macerazione per circa 6 ore per la massima estrazione di profumi. La fermentazione avviene ad una temperatura controllata. Infine, il vino è mantenuto per qualche mese sulle fecce fini per incrementarne la struttura. Il colore è rosa quarzo brillate. Profumo intenso tra sentori di rosa e viola e note di piccoli frutti rossi. Buona la struttura, spiccate una piacevole freschezza e una intensa mineralità.

Marisa primitivo Puglia igt rosato 2021 (foto 8)
Donna Coletta 1886/Leone de Castris 1665 – Salice Salentino (Lecce) – info@leonedecastris.com
L’antica azienda della famiglia Leone da Castris tra i tanti primati, vanta anche quello di aver imbottigliato il primo vino rosato, l’iconico Five Roses. Sempre per esaltare il ruolo importante che hanno le donne in questa nobile famiglia salentina, dopo Donna Lisa – nonna di Piernicola Leone de Castris – adesso è il turno della mamma Marisa, che arriva da un’altra famiglia di viticoltori attiva dal 1886 con l’azienda Donna Coletta, i Violante, con base a Noci, nel distretto del Primitivo di Gioia del Colle. Tant’è che il primo rosato ispirato dalla signora Marisa Violante Leone de Castris, che nasce da uve primitivo selezionate in una vigna recentemente reimpiantata, è un delicato vino che dopo 4 mesi di affinamento in acciaio, cattura e restituisce i profumi e le suggestioni di una terra vocata alla coltura della vite. Infatti è un vino elegante, accattivante e caratterizzato da profumo intenso e persistente con sentori di piccoli frutti rossi. In bocca è morbido, armonico, fresco e con un lungo e piacevole finale sapido. Eccellente anche la facilità di abbinamento con primi piatti e quelli a base di pesce.

Metodo classico rosè brut Mattia Vezzola (foto 9)
Costaripa – Moniga del Garda (Brescia) – info@costaripa.it
E’ figlio della Valtènesi, prodotto dalla cantina Costaripa di proprietà di uno dei grandi enologi italiani che ha firmato bottiglie di bollicine che hanno conquistato i palati di tutto il mondo. Adesso pare sempre più impegnato nel curare l’azienda di famiglia tant’è che ogni anno propone delle novità straordinarie come questo fantastico metodo classico a base di pinot nero e chardonnay. Il mosto fermenta ed evolve in piccole vecchie botti di rovere bianco da 228lt per circa 8 mesi. Segue una seconda fermentazione in bottiglia, e l’affinamento di 36 mesi. Il risultato è una bollicina di colore rosa antico tenue. Il bouquet è nitido, fresco, con profumi di piccoli frutti rossi come ribes e lampone, sostenuti da sfumature agrumate. In bocca è elegante, armonico, molto sapido nonché ampio di gusto e struttura mantenendo eccellente fragranza e freschezza. Ottimo come aperitivo, con ostriche e plateau di crostacei e sushi.

Montecérésino Oltrepò Pavese metodo classico pinot nero rosé extra brut millesimato 2016 (foto 10)
Tenuta Travaglino – Calvignano (Pavia) – info@travaglino.it
La Tenute Travaglio, con i suoi 400 ettari in corpo unico e 12 cascine di proprietà, è un borgo antico che merita di essere visitato ed anche vissuto perché è veramente un universo di emozioni dove vite, uomini e paesaggio dimostrano la complessità e la bellezza di un territorio ricco di storia, tradizioni, gusto e una straordinaria vocazione vitivinicola come evidenziano queste bollicine ottenuta da uve pinot nero vinificate in rosato con breve macerazione a freddo e pressatura soffice. Il tiraggio avviene nel mese di maggio successivo alla vendemmia assemblando i migliori vini base. Affinamento in bottiglia sui lieviti per almeno 24 mesi. E, così, si ottiene un vino rosato naturale da macerazione, con profumi di fragolina di bosco e ciliegia che ricordano l’uva d’origine, di buona struttura. In bocca è davvero un vino avvolgente, fresco, di una complessità veramente emozionante anche per la persistenza che ne accompagna l’eccellente beva. Ottimo con i primi piatti e grigliate di pesce, eccezionale con crostacei e carpaccio di pesce.

Rosa Bruna rosato spumante brut metodo classico tradizionale cuvée 2021 (foto 11)

Azienda agricola Cecchetto Giorgio – Tezze di Piave (Tv) – info@rabosopiave.com

Ecco come ti interpreto un vitigno autoctono vocato a dare ottimi vini rossi. E’ il caso del Raboso del Piave, autoctono a bacca rossa per eccellenza della provincia di Treviso che Cecchetto, con vigna a Tezze di Piave, che un po’ di anni fa decide di vinificare in bianco per ottenere uno spumante rosato con il metodo classico. Nasce così Rosa Bruna, spumante brut dal colore rosa antico brillante che prima di essere immesso in commercio, riposa 60 mesi in bottiglia sui propri lieviti. Il risultato è uno spumante che nella flute si presenta con un bel colore rosa antico brillante, bollicine fini, bouquet pieno con sentori di ribes e fragolina di bosco. In bocca Rosa Bruna è asciutto, pulito, elegante, con un delicato fondo acidulo e una notevole persistenza con grande soddisfazione di chi ha la possibilità di degustarlo.

Rosé brut docg Oltrepò Pavese metodo classico pinot nero 2015 (foto 12)
Castello di Cigognola – Cigognola (Pavia) – info@castellodicigognola.com
La qualità della produzione della cantina della famiglia Moratti è indiscutibile. E questa rosé brut rappresenta un’ulteriore conferma anche perchè torna utile a tutto un territorio importante per le attività vitivinicole. E’ prodotto da sole uve pinot nero raccolte perfettamente mature a cui segue un processo di spumantizzazione in bottiglia secondo il metodo classico, con il vino che affina sui lieviti per 60 mesi. Il risultato è un vino che si presenta con un accattivante colore rosa cipria e un perlage fine e persistente. Al naso risulta intenso, con note di piccoli frutti rossi come ribes, fragola, lampone. Il sorso è fresco, morbido, sapido, di grande beva lasciando ottimi ricordi. È ideale in abbinamento ad antipasti, primi piatti di pesce e molluschi nonché secondi piatti a base di crostacei.
Il pinot nero, data l’eccellente maturazione fenolica che raggiunge in Oltrepò, è protagonista del progetto enologico di Castello di Cigognola, che vuole dare un’espressione vera, di qualità, della terra a cui appartiene, con l’obiettivo di occupare un posto nell’esclusivo mondo dell’alta gamma.

Rosé metodo classico (foto 13)
Giannitessari – Roncà (Verona) – office@giannitessari.wine
Di magnum ne sono stati prodotti solo 500 (8.000 le bottiglie) di questo spumante che nasce da uve durella – autoctona dei Monti Lessini – e pinot nero coltivate dall’azienda agricola Gianni Tessari in Val d’Alpone. Dove, alla vendemmia manuale segue una pressatura soffice dell’uva intera, con una prima fermentazione è a temperatura controllata e la seconda che avviene in bottiglia. L’affinamento sui lieviti dura minimo 3 anni, all’interno delle cave sotterranee della cantina di Roncà. Il colore è rosa brillante e il perlage sottile e persistente. Il profumo evidenzia delicate note di piccoli frutti di bosco e fragoline, sostenuto da note di pane tostato. In bocca è una bollicina vivace, di grande pulizia, fresca, fragrante e con un finale lungo e piacevole. Ideale come aperitivo, si accompagna bene ai piatti di pesce e risotti con gamberi.

Scalunera Etna rosato doc 2020 (foto 14)
Terre Mora/Piccini – Casole d’Elsa (Siena) – tel. 0577.54011
In dialetto siciliano, il termine “Scalunera” è utilizzato per descrivere un’ambiente pieno di scale: così appaiono i pendii dell’Etna dove i muretti di pietra lavica formano delle piccole terrazze utilizzate per allevare la vite ad alberello e per Torre Mora, una delle aziende che fanno capo alla famiglia Piccinni (approdata sull’Etna nel 2017), a conduzione biologica. Scalunera rosato nasce da uve nerello mascalese, varietà autoctona che nei secoli si è perfettamente adattata in terreni che superano i 700 metri di altitudine che sono anche ricchi di elementi minerali come la vigna di contrada Dafara Galluzzo Rovitello nel comune di Castiglione di Sicilia, che fornisce l’uva raccolta nella metà di settembre che dopo macerazione e pressatura, da il mosto fiore lasciato a fermentare per 16 giorni a temperatura controllata. Segue l’affinamento del vino per 3 mesi sulle fecce fini. Il risultato è un vino di colore rosato brillante. Al naso è avvolgente con note che ricordano frutti rossi, reminiscenze di frutto della passione e una delicata nota speziata. All’assaggio presenta un buon equilibrio tra freschezza e sapidità, con finale persistente e un ritorno minerale. Insomma, un rosato strutturato ma di grande bevibilità.
Perfetto per l’aperitivo, ottimo per accompagnare frutti di mare, pesce grigliato, pasta con sugo di pesce.

Terre Lontante Calabria rosato igt 2022 (foto 15)
Librandi – Ciro Marina (Kr)
Produttore: Librandi
Di questo vino ottenuto da un uvaggio di gaglioppo (70%) e cabernet franc (30%) – mi scuso dell’autocitazione – sono stato il primo a scrivere e, poi, ad inserirlo nella Guida dei Vini di Gambero Rosso quando nacque. All’epoca un vino rivoluzionario – insieme al Gravello – per il matrimonio tra grande autoctono calabrese e grande vitigno internazionale. Visto i risultati, un matrimonio davvero felice e duraturo. Per Terre Lontane tutto il processo produttivo, compreso l’affinamento, avviene in acciaio, ottenendo così un vino di media struttura dal colore rosato brillante. Il bouquet è abbastanza complesso perché si percepiscono note di frutta rossa come prugne, more, melograno nonché sentori erbacei tra erba appena tagliata e piante aromatiche. In bocca è un vino che entra con una grande sapidità ma perfettamente bilanciata dalla morbidezza che si fa sempre più spazio, fino ad arrivare ad una chiusura decisamente sapida.
Vino eccellente da servire come aperitivo e antipasti di mare. Ottimo anche con primi e secondi a base di pesce.

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