L’azienda vinicola Avezza, con sede a Calamandrana, affonda le proprie radici nel 1956. Nata inizialmente come realtà conferitrice di uve, ha intrapreso un percorso evolutivo che negli anni Novanta l’ha portata a diventare produttrice, con una particolare specializzazione nella vinificazione dell’Alta Langa.

Una svolta significativa arriva nel 2019, quando la proprietà passa alla famiglia Lyhus, di origine norvegese, che ne assume la gestione. Lisette Lyhus, affiancata dai genitori Helle e Vidar, rappresenta oggi l’anima della cantina. Il loro progetto imprenditoriale prende forma a partire dall’acquisizione della Residenza San Vito, sempre a Calamandrana, con annesso ristorante: un sogno legato all’ospitalità e alla ristorazione, a cui abbiamo dedicato un articolo.   Tra le colline del Monferrato, l’attività si è naturalmente estesa anche al mondo del vino.

È proprio qui che Lisette scopre una nuova passione, quella per i vini piemontesi, che porta all’acquisizione della cantina Avezza, tra le prime realtà produttive di Alta Langa. Per preservarne identità e tradizione, al marchio storico viene affiancato l’acronimo LHV, iniziali della famiglia Lyhus, a sottolineare una continuità evolutiva più che una rottura con il passato.

Il team della struttura: dai vignaioli agli chef con nel centro Lisette Lythus

Oggi la cantina LHV Avezza è guidata da Lisette insieme a un team tecnico qualificato composto dagli enologi Gianmarco Mannoni e Filippo Genzano, dall’agronomo Umberto Barisone, responsabile dei vigneti, e da Giulia Cervetti e Vanessa Pratico per la gestione organizzativa. Con oltre tredici ettari vitati – destinati ad aumentare – la produzione si attesta intorno alle 80.000 bottiglie annue, concentrate principalmente su Alta Langa e Nizza DOCG.

Durante la degustazione in cantina, è emersa con chiarezza la filosofia produttiva dell’azienda, orientata alla valorizzazione delle uve e alla precisione tecnica in ogni fase.

 

Alta Langa: metodo classico e identità del territorio

L’Alta Langa DOCG Brut  composto per il 95% da pinot nero e per il 5% da chardonnay, si distingue innanzitutto per il perlage fine e persistente, elemento chiave del metodo classico. I 36 mesi di affinamento sui lieviti favoriscono la cessione di mannoproteine, contribuendo a una bollicina elegante e continua. L’annata 2021, particolarmente favorevole, restituisce un vino equilibrato, con dosaggio intorno ai 5 g/l, dal colore giallo paglierino e un profilo olfattivo che richiama note floreali e leggere sfumature di crosta di pane. Al palato si presenta fresco, con buona acidità e armonia complessiva, risultando versatile e adatto a diverse occasioni di consumo.

Di maggiore complessità è l’Alta Langa Riserva, la cui prima annata firmata LHV risale al 2015. La scelta di produrre una Riserva nasce dalla volontà di esprimere pienamente il potenziale di questo territorio. Con lunghi affinamenti sui lieviti – fino a 78 mesi per le annate più recenti – si ottiene un vino profondamente diverso dalla versione base. Il perlage è estremamente fine, la struttura più importante e il profilo aromatico si arricchisce di note di burro e crosta di pane. Il dosaggio zero e un’acidità sostenuta, insieme a un pH basso, contribuiscono a una spiccata freschezza e a una notevole persistenza. La selezione avviene già in vigneto e si affina in cantina, dove la gestione della pressatura – in particolare del mosto fiore, caratterizzato da pH più bassi – risulta determinante per la qualità finale.

Accanto alle bollicine metodo classico, trova spazio anche un Rosé Brut da uve Nebbiolo in purezza, provenienti da un piccolo vigneto. La vinificazione prevede una pressatura soffice per limitare l’estrazione del colore, ottenendo una tonalità tenue, simile alla buccia di cipolla. Dopo 12 mesi sui lieviti, il vino si esprime con un profilo fresco, equilibrato e delicatamente fruttato.

Un momento della degustazione

Lo stile tecnico della cantina: lo Chardonnay e le vinificazioni

Accanto alle bollicine metodo classico, trova spazio anche un Rosé Brut da uve nebbiolo in purezza, provenienti da un piccolo vigneto. La vinificazione prevede una pressatura soffice per limitare l’estrazione del colore, ottenendo una tonalità tenue, simile alla buccia di cipolla. Dopo 12 mesi sui lieviti, il vino si esprime con un profilo fresco, equilibrato e delicatamente fruttato.

Interessante anche il progetto Radici Chardonnay 2024, interpretato in stile borgognone. La fermentazione avviene inizialmente in acciaio a temperatura controllata, per poi proseguire in barrique, dove il vino rimane per circa nove mesi con bâtonnage periodici. Questo processo favorisce l’estrazione di composti come mannoproteine e polisaccaridi, che contribuiscono a una maggiore rotondità gustativa. Il risultato è un vino verticale ma al tempo stesso morbido, con note di frutta matura, miele e vaniglia, sostenute da una buona freschezza e una marcata componente minerale.

 

Barbera e Nizza e Moscato: le espressioni più territoriali

La produzione di rossi è incentrata sulla Barbera, vitigno estremamente versatile.

La Barbera d’Asti DOCG 2023 riflette un’annata calda, che ha favorito concentrazione e struttura. La vinificazione in acciaio a temperatura controllata (23-24 °C) consente di preservare l’integrità aromatica, mentre l’affinamento di 6-8 mesi contribuisce all’equilibrio del vino. Il profilo è quello tipico della Barbera giovane, con colore rosso rubino e riflessi violacei.

Un ulteriore salto qualitativo si osserva nel Nizza DOCG 2020, denominazione che identifica una Barbera proveniente da un’area più ristretta e con rese più contenute. Dopo la fermentazione in acciaio, il vino affronta un affinamento prolungato in legno piccolo, superiore a quanto richiesto dal disciplinare, a sottolinearne il potenziale evolutivo. Il risultato è un vino strutturato, con note di frutti rossi, vaniglia e leggere sfumature boisé.

Ancora più complesso è il Nizza Riserva DOCG 2019, che prevede un affinamento tra i 18 e i 24 mesi in tonneau e barrique, seguito da un periodo in bottiglia fondamentale per l’integrazione delle componenti. Il vino si presenta con un colore rosso rubino profondo, tendente all’aranciato con l’evoluzione, e un profilo gustativo corposo, morbido ed equilibrato, in cui l’acidità tipica della Barbera si esprime con eleganza.

È il momento dei Nizza DOCG

A chiudere il percorso, il Moscato d’Asti DOCG, prodotto con uve provenienti da uve moscato bianco di Canelli, area particolarmente vocata grazie ai terreni bianchi e sciolti. La rifermentazione in autoclave garantisce precisione aromatica e costanza qualitativa. Il vino si distingue per i classici sentori di rosa, viola e aromi varietali intensi, accompagnati da una dolcezza equilibrata da una vivace freschezza acida, che lo rende adatto non solo con la pasticceria ma anche ad abbinamenti con i formaggi.

 

Nel complesso, LHV Avezza si distingue per un approccio tecnico preciso e coerente, capace di valorizzare il territorio attraverso vini identitari e ben definiti.

Selezione della gamma LHV Avezza. Realizzazione visiva: Elaborazione grafica e ottimizzazione digitale a cura di AI Collaboration Gemini per citylightsnews.com

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