La musica travolge Perugia e, quest’anno, conquista anche la tavola. In occasione di Umbria Jazz, il più importante festival jazz italiano e uno dei più prestigiosi al mondo, alcuni dei protagonisti della ristorazione umbra hanno ideato piatti esclusivi ispirati al linguaggio dell’improvvisazione, ai ritmi del jazz e alle eccellenze del territorio.
Nato nel 1973 da un’intuizione di Carlo Pagnotta, Umbria Jazz rappresenta oggi un appuntamento internazionale capace di richiamare ogni estate migliaia di appassionati. Concerti, eventi gratuiti e spettacoli diffusi tra l’Arena Santa Giuliana, il Teatro Morlacchi, la Galleria Nazionale dell’Umbria e Piazza IV Novembre trasformano il centro storico di Perugia in un grande palcoscenico a cielo aperto.
Umbria Jazz, i ristoranti celebrano il festival con piatti dedicati
Ma il festival non vive soltanto sui palchi. Quest’anno il suo spirito creativo si riflette anche nelle cucine, dove chef e ristoratori hanno scelto di interpretare il jazz attraverso sapori, consistenze e materie prime locali.
Ada Gourmet presenta “Jam Session d’Estate“
Tra i protagonisti dell’iniziativa c’è Ada Gourmet, ristorante insignito di una stella Michelin, che presenta “Jam Session d’Estate“, un piatto concepito come una vera improvvisazione gastronomica. La proposta nasce da una panzanella reinterpretata con friselle, cardoncelli in doppia cottura e tartufo estivo.
L’idea è quella di creare un dialogo continuo tra gli ingredienti, proprio come avviene durante una jam session. La doppia lavorazione del fungo ne trasforma completamente la consistenza, rendendolo croccante all’esterno e morbido all’interno, mentre il tartufo estivo richiama una delle eccellenze più rappresentative dell’Umbria.
Officina Gourmet porta in tavola “La trota balla jazz“
Anche Officina Gourmet rende omaggio al festival con “La trota balla jazz“, un piatto che mette al centro sostenibilità, tecnica e valorizzazione integrale della materia prima.
“Abbiamo due protagonisti: l’affumicatura della pasta attraverso la griglia e la trota, utilizzata a 360 gradi senza alcuno spreco, valorizzandone filetto, uova e persino le ossa. Per questo può essere chiamata La trota che balla sul piatto”, spiegano dalla cucina.
Un racconto gastronomico che unisce il ritmo dell’affumicatura alla filosofia del recupero e della sostenibilità, in perfetta sintonia con la libertà espressiva che caratterizza il jazz.
A Bastia Umbra nasce il raviolo “Blue Note”
A Bastia Umbra, invece, l’Osteria Emiliana Favorita propone “Blue Note“, un omaggio a una delle componenti più caratterizzanti del linguaggio jazzistico.
“La Blue Note è quella nota imperfetta che rende perfetto il jazz”, raccontano dal locale.
Da questa ispirazione nasce un raviolo di pasta fresca ripieno di sgombro, servito su acqua di cozze, una preparazione che interpreta il concetto musicale attraverso l’incontro tra tecnica, gusto e capacità di sorprendere. Un equilibrio sottile tra precisione e improvvisazione che richiama le grandi esecuzioni jazz.
Musica, territorio e gastronomia: l’altra anima di Umbria Jazz
Con queste creazioni, la ristorazione umbra conferma ancora una volta il forte legame tra cultura, territorio e innovazione, dimostrando come Umbria Jazz sia molto più di un festival musicale: un’esperienza capace di coinvolgere tutti i sensi, dalla musica alla tavola.
Leggi anche OF Jazz, il cocktail ufficiale dell’Umbria Jazz


