Un incontro tra alta cucina, cultura dell’ospitalità e grandi Champagne ha segnato il debutto ufficiale in Italia della storica Maison Cattier. A ospitare l’evento è stato il Ristorante DanielCanzian, a Brera, dove Classy Wines, realtà fondata da Mimma Posca e specializzata nell’importazione e distribuzione di Champagne e Fine Wines di alta gamma, ha presentato alla stampa e agli operatori del settore una delle più prestigiose maison della Montagne de Reims.
L’iniziativa ha rappresentato molto più di una semplice degustazione. È stata l’occasione per raccontare una filosofia produttiva che da oltre quattro secoli identifica la famiglia Cattier e che oggi trova finalmente una distribuzione dedicata nel mercato italiano grazie alla partnership con Classy Wines.
Ad accompagnare gli ospiti in questo viaggio è stato Alexandre Cattier, presidente ed enologo della Maison, tredicesima generazione della famiglia, che ha illustrato la storia e lo stile di una realtà capace di coniugare tradizione, ricerca e precisione enologica.

Quattro secoli di storia nel cuore della Champagne

Le radici della Maison Cattier affondano nel villaggio di Chigny-les-Roses, Premier Cru della Montagne de Reims, dove la famiglia coltiva la vite dal XVII secolo. Una storia iniziata nel 1625 e tramandata attraverso tredici generazioni, sempre con una gestione famigliare che ha saputo preservare un patrimonio viticolo di grande valore.
La cantina è celebre anche per le sue spettacolari cave sotterranee scavate a oltre 30 metri di profondità, articolate su tre livelli, una rarità in Champagne. Qui gli Champagne maturano lentamente in condizioni ideali di temperatura e umidità, sviluppando quella complessità aromatica che rappresenta uno dei tratti distintivi della Maison.
Cattier è inoltre conosciuta nel mondo per essere la maison che produce anche gli esclusivi Champagne Armand de Brignac, simbolo del lusso internazionale, senza tuttavia rinunciare alla propria identità artigianale e famigliare.
La filosofia produttiva ruota attorno al rispetto del terroir, all’impiego di uve provenienti prevalentemente da vigneti Premier Cru e Grand Cru e a lunghi affinamenti sui lieviti, elementi che conferiscono eleganza, profondità e grande capacità evolutiva alle diverse cuvée.

Le tradizionali pupitres in una galleria della cave. Foto Cattier/facebook

Il percorso di degustazione

Per l’occasione lo chef Daniel Canzian ha costruito un menu in cui ogni piatto dialogava con uno Champagne diverso, mettendo in evidenza la versatilità della Maison.

Quartz Brut JRE

L’aperitivo è stato affidato al Quartz Brut (45 % Meunier; 35% Pinot Noir; 20% Chardonnay. 40% vini di Riserva, 36 mesi sui lieviti), cuvée realizzata per l’associazione Jeunes Restaurateurs.
È uno Champagne di immediata piacevolezza, fresco e dinamico, nel quale il Meunier svolge un ruolo determinante nel conferire morbidezza e ricchezza aromatica. Al naso emergono sentori di mela, agrumi e fiori bianchi, mentre il sorso è teso, fruttato, speziato, minerale e particolarmente scorrevole.
Servito con gli appetizer della cucina di Daniel Canzian, ha rappresentato un’ouverture elegante e raffinata.

Blanc de Blancs Brut Premier Cru Magnum

Il primo abbinamento a tavola ha visto protagonista il Blanc de Blancs Brut Premier Cru (100 % Chardonnay. 50% vini di Riserva, 84 mesi sui lieviti), proposto in formato Magnum insieme alla granseola alla veneziana, caviale e salicornia.
Prodotto esclusivamente da Chardonnay proveniente da vigneti Premier Cru, questo Champagne esprime tutta la finezza del vitigno. Il bouquet richiama agrumi, fiori bianchi, frutta a polpa gialla e leggere sfumature gessose, mentre al palato spiccano precisione, verticalità e una marcata sapidità.
La scelta del formato Magnum contribuisce inoltre a un’evoluzione ancora più lenta e armoniosa del vino, valorizzandone complessità ed eleganza.

Brut Premier Cru Magnum

Con la pasta mista alle canoce e pepe rosa è arrivato il Brut Premier Cru (40 % Pinot Noir; 32% Chardonnay; 28% Meunier. 41% vini di Riserva, 36 mesi sui lieviti), autentica sintesi dello stile della Maison.
L’assemblaggio dei tre vitigni classici della Champagne dà vita a uno Champagne completo e armonioso, nel quale struttura e freschezza convivono perfettamente.
Profumi di frutta matura, agrumi, crosta di pane e leggere note tostate anticipano un sorso ricco ma sempre equilibrato, capace di sostenere la complessità aromatica del piatto senza sovrastarlo.

Clos du Moulin Brut Premier Cru

Grande attenzione è stata dedicato al Clos du Moulin Brut Premier Cru (52% Pinot Noir; 48% Chardonnay. 72 mesi sui lieviti) una delle etichette simbolo della Maison.
Nasce da un piccolo vigneto murato  (clos) di appena 2,2 ettari acquistato dalla famiglia nel 1951, una rarità assoluta nel panorama champenois. La produzione è limitata a circa 25.000 bottiglie numerate.
L’assemblaggio viene valorizzato dal lungo  affinamento sui lieviti, che conferisce straordinaria complessità.
Nel calice si susseguono aromi di frutta secca, pasticceria, agrumi canditi, miele e leggere note speziate. Il sorso è profondo, setoso e di notevole persistenza, dimostrando una grande vocazione all’invecchiamento.L’abbinamento con la gallinella in cottura dolce e salsa alle ostriche ha esaltato la raffinatezza sia del piatto sia dello Champagne.

Clos du Moulin Rosé Premier Cru

A chiudere il percorso è stato il Clos du Moulin Rosé Premier Cru (60% Pinot Noir di cui il 13% di vino rosso fermo; 40% Chardonnay. 96 mesi sui lieviti), servito insieme a un tiramisù alle nocciole caramellate.
L’assemblaggio di Pinot Noir e Chardonnay genera  come risultato uno Champagne intenso, di grande eleganza, nel quale i piccoli frutti rossi, la melagrana, le note floreali e una delicata speziatura si fondono con una tessitura cremosa e una lunga persistenza.
L’abbinamento con il dessert ha dimostrato come uno Champagne rosé di alta classe possa accompagnare con equilibrio anche preparazioni dolci caratterizzate da tostature e consistenze cremose.

Una nuova presenza nel panorama italiano

Con l’arrivo di Maison Cattier nel portfolio di Classy Wines, il mercato italiano si arricchisce di una interessante realtà della Champagne. Una maison che ha saputo conservare il carattere famigliare e il rispetto della tradizione senza rinunciare all’innovazione e alla ricerca dell’eccellenza.
L’evento milanese ha raccontato proprio questo: lo Champagne non soltanto come vino da celebrare nelle grandi occasioni, ma come autentica espressione di territorio, cultura e convivialità. Un percorso che unisce tecnica, sensibilità e passione, confermando come dietro ogni grande bottiglia vi sia prima di tutto una storia di uomini, di vigne e di tempo.

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