Sulle colline orientali del Friuli Venezia Giulia, dove lo sguardo abbraccia il Collio, la pianura friulana, la Basilica di Aquileia, il Golfo di Trieste e, nelle giornate più limpide, il mare Adriatico, sorge uno dei luoghi più affascinanti della regione: l’Abbazia di Rosazzo.

Da oltre mille anni questo complesso benedettino rappresenta un punto d’incontro tra Occidente e Oriente, tra culture, lingue e tradizioni. Edificata attorno all’anno Mille e dedicata a San Pietro Apostolo, la chiesa abbaziale conserva la severa eleganza del romanico, impreziosita da elementi architettonici di epoche successive e dagli splendidi affreschi cinquecenteschi di Francesco India, detto il Moro. Ancora oggi l’Abbazia continua a essere un luogo di spiritualità, cultura e dialogo grazie all’attività della Fondazione Abbazia di Rosazzo, che promuove, senza fini di lucro incontri, concerti, convegni e iniziative dedicate alla valorizzazione del patrimonio storico e artistico. Sono nati così appuntamenti diventati ormai tradizione, come “I Colloqui dell’Abbazia” con ospiti quali Venanzio Postiglione, i concerti di Pasqua e Natale, “Rosazzo da Rosa” e la festa solenne di San Pietro, patrono della chiesa.
Ma Rosazzo è anche sinonimo di grande viticoltura.

 

Dalla tradizione benedettina alla rinascita della viticoltura

Vista aerea dell’Abbazia di Rosazzo/foto Livio Felluga

Furono proprio i monaci benedettini, giunti dall’Abbazia di Millstatt in Carinzia tra il XIII e il XIV secolo, a sviluppare la coltivazione della vite e dell’olivo su queste colline di “ponca“, il caratteristico terreno di marne e arenarie eoceniche che ancora oggi rappresenta uno dei segreti della qualità dei vini friulani. Documenti medievali testimoniano già nel Trecento l’importanza della viticoltura abbaziale, mentre nel Cinquecento la Ribolla Gialla di Rosazzo era considerata uno dei vini prediletti del Doge di Venezia.
È su questa storia millenaria che si innesta il percorso della famiglia Felluga.
Negli anni Cinquanta Livio Felluga intuì il valore straordinario di queste colline e iniziò ad acquistare i primi vigneti di Rosazzo (da queste vigne nel 1981 nacque, come ci spiega Elda Felluga, Terre Alte un vino rappresentativo dell’enologia italiana di alto profilo). Una scelta destinata a segnare profondamente la storia del vino friulano. Da allora l’azienda Livio Felluga ha contribuito alla rinascita vitivinicola del territorio, restaurando gli storici terrazzamenti, preservando il paesaggio e valorizzando uno dei luoghi simbolo della viticoltura regionale.

“Abbazia di Rosazzo”, il vino simbolo del territorio

Dal 2009 questo legame si è concretizzato in una delle etichette più prestigiose della cantina: Abbazia di Rosazzo-Rosazzo DOCG, un grande bianco ottenuto prevalentemente da Friulano, con Sauvignon, Pinot Bianco, Malvasia Istriana e Ribolla Gialla.
Le uve provengono esclusivamente dagli storici vigneti che circondano il complesso abbaziale.

Le vasche d’acciaio termocondizionate per la fermentazione del mosto

Dopo una raccolta rigorosamente manuale, la vinificazione avviene nella cantina attraverso una una fermentazione in vasche i di acciaio inox a temperatura controllata. Successivamente il vino viene travasato in botti di rovere, dove completa sia la fermentazione sia quella malolattica, proseguendo poi l’affinamento sui lieviti per acquisire maggiore complessità, eleganza e capacità evolutiva.

Un momento magico: stappatura di una bottiglia di Abbazia di Rosazzo nello show Livio Felluga dell’Abbazia

Il risultato è un vino che rappresenta una delle espressioni più alte del territorio di Rosazzo. Il colore è giallo limone con riflessi dorati; il profumo evolve continuamente tra pesca gialla, albicocca, frutto della passione, miele d’acacia, fiori di campo, nocciola tostata e leggere note speziate. Al palato colpiscono la struttura, la freschezza, la sapidità e una lunga persistenza minerale che raccontano il carattere unico della “ponca”, il terreno che da secoli caratterizza queste colline.

La nostra visita: dalla nuova accoglienza alla cantina medievale

Elda Felluga con Fabiano Guatteri all’ingresso dello showroom Livio Felluga dell’Abbazia

Il percorso conduce quindi nella cantina di vinificazione, con le grandi vasche tronco-coniche in acciaio inox termocondizionate, prosegue tra le botti di rovere destinate all’elevamento e raggiunge l’antica cantina medievale, risalente alla fine del Duecento, considerata la più antica cantina d’invecchiamento del Friuli Venezia Giulia.

Le anfore destinate all’affinamento di alcuni vini

In un’altra sezione della cantina, file ordinate di anfore di terracotta custodiscono ulteriori partite di vino: un dialogo suggestivo tra tecniche antiche e attuali sotto le stesse volte in pietra.

Il Vigne Museum, arte contemporanea tra i filari

La vista panoramica dei colli e dei vigneti che si gode dall’Abbazia

All’esterno il panorama rimane uno dei grandi protagonisti della visita. Dai 176 metri dell’Abbazia lo sguardo corre dai vigneti ai dolci rilievi dei Colli Orientali, fino alla laguna di Grado e alle Prealpi Giulie, in uno scenario che da solo vale il viaggio.

Nella foto il Vigne Museum

A pochi minuti di cammino si incontra anche il Vigne Museum, l’installazione ambientale progettata nel 2014 dall’architetto Yona Friedman e dall’artista Jean-Baptiste Decavèle per celebrare il centenario di Livio Felluga: un museo a cielo aperto immerso tra i filari, dove arte contemporanea e paesaggio dialogano in perfetta armonia.
L’estate 2026 segna una nuova tappa nella storia dell’Abbazia di Rosazzo. La famiglia Livio Felluga ha infatti inaugurato un progetto di ospitalità completamente rinnovato che apre al pubblico questo straordinario patrimonio storico e vitivinicolo. Le visite guidate permettono di conoscere la storia dell’Abbazia, passeggiare tra i vigneti storici, visitare gli spazi della cantina e concludere il percorso con degustazioni dedicate ai vini della Casa, vivendo un’esperienza che unisce cultura, paesaggio e grandi vini.

Le visite dell’estate 2026: un nuovo modo di vivere Rosazzo

La novità più importante arriva proprio in questi giorni. Livio Felluga ha inaugurato un progetto di ospitalità completamente rinnovato, pensato per trasformare la visita all’Abbazia in un’esperienza immersiva a tutto tondo. Il percorso, ora accessibile al pubblico, accompagna i visitatori tra la storia millenaria del complesso, gli storici vigneti abbaziali, l’antica torre occidentale e la cantina d’affinamento duecentesca, per concludersi con una degustazione guidata dei vini della Carta Geografica, l’espressione più autentica del territorio friulano firmata Livio Felluga.
La nuova sala degustazione, dal linguaggio essenziale ed elegante, si inserisce con discrezione nel contesto storico dell’Abbazia, lasciando che sia il paesaggio a entrare nel calice a ogni assaggio. Un’iniziativa pensata tanto per gli appassionati di vino quanto per chi cerca un modo diverso di scoprire il Friuli, vivendo l’esperienza enologica come parte integrante di un patrimonio culturale e paesaggistico più ampio.
Usciamo dall’Abbazia con l’ultima immagine impressa negli occhi: le colline che digradano verso la pianura, i vigneti disegnati come terrazze e, in lontananza, il profilo del mare. Un luogo che da mille anni continua, silenziosamente, a mettere in dialogo storia, natura e vino — e che oggi, grazie a questo nuovo percorso, si apre più che mai a chi vuole ascoltarne il racconto.

Le visite all’Abbazia di Rosazzo e alla cantina d’invecchiamento sono su appuntamento, scrivendo a [email protected]. Il Vigne Museum, a pochi passi dall’Abbazia, è invece liberamente visitabile in ogni momento.

 

Nella foto di apertura botti nella cantina dell’Abbazia per l’elevamento dei vini

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