Sette spumanti italiani per brindare all’arrivo di agosto
Agosto è il mese che più di ogni altro richiama l’estate. Per molti coincide con le vacanze, con le città che rallentano il ritmo e con il piacere di ritagliarsi qualche momento di convivialità. Quale occasione migliore, allora, per stappare una buona bottiglia di spumante?
Le bollicine da sempre si stappano per festeggiare, ma non soltanto nei giorni delle grandi ricorrenze. Servite alla giusta temperatura, rappresentano una scelta ideale anche durante la stagione più calda, accompagnando un aperitivo, una cena tra amici o semplicemente per il desiderio di concedersi un calice di qualità.
Per questo abbiamo selezionato sette etichette molto diverse tra loro. Accanto a denominazioni che hanno scritto la storia della spumantistica italiana trovano spazio interpretazioni meno prevedibili, come quelle ottenute da vitigni normalmente destinati ai grandi rossi, quali barbera e nebbiolo. Un percorso che attraversa l’Italia senza alcuna pretesa di stilare classifiche, ma con l’obiettivo di raccontare come territorio, vitigno e sensibilità del produttore possano dare vita a bollicine dalla personalità ben definita.
La nostra selezione
Aquila Reale Riserva Trento DOC Cesarini Sforza
Prodotto esclusivamente con chardonnay proveniente da vigneti situati circa a 500 metri di altitudine, Aquila Reale è una delle espressioni più rappresentative della tradizione trentina. Una parte del vino base è elevata in piccoli recipienti di rovere prima della presa di spuma, mentre la lunga permanenza sui lieviti di almeno 90 mesi ne definisce profondità e complessità.
Il colore è giallo paglierino con riflessi dorati. Al naso emergono frutta candita, piccola pasticceria e una delicata nota agrumata che dona slancio all’insieme. L’assaggio coniuga struttura e tensione, sostenuto da una piacevole acidità che mantiene il sorso dinamico nonostante il lungo affinamento.
È una Riserva che dimostra come il tempo possa amplificare eleganza e precisione senza appesantire il vino, mantenendo intatta la vocazione montana del Trento DOC.
Col Albi Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Brut Rive di Collalbrigo Le Vigne di Alice
Firmato da Cinzia Canzian, Col Albi nasce da uve glera coltivate nelle ripide Rive di Collalbrigo. La lunga permanenza in autoclave e il successivo affinamento in bottiglia permettono di ottenere un Valdobbiadene Prosecco Superiore che privilegia complessità e accuratezza espressiva.
Nel calice le minute bollicine si fanno notare fin dal momento della mescita, accompagnate dal caratteristico fruscio della carbonica. Il primo impatto olfattivo richiama la mela renetta matura; con l’ossigenazione emergono pera, limone e cedro, delineando un profilo elegante e mai banale.Il sorso è secco, verticale e ben definito. La trama è vellutata, sostenuta da una piacevole sapidità e da un’acidità che accompagna il vino verso un finale pulito e di grande bevibilità. Una lettura del Valdobbiadene che punta più sulla finezza che sull’immediatezza, dimostrando come anche il Martinotti possa raggiungere livelli di notevole complessità.
Metodo Classico Brut Argiolas
Il primo Metodo Classico di Argiolas nasce da nuragus, vitigno profondamente intessuto alla Sardegna e tra i più antichi dell’isola. Per preservarne freschezza e acidità, la vendemmia viene anticipata ai primi di settembre. Dopo la fermentazione, una piccola parte del vino è elevato in barrique, mentre il resto rimane in acciaio; seguono 48 mesi sui lieviti e una sboccatura con vino Nuragus, senza aggiunta di zuccheri.
Nel calice si presenta con un colore paglierino luminoso e una spuma vivace. Il bouquet richiama fiori bianchi, agrumi, pesca noce, pera, erbe mediterranee e leggere sfumature di crosta di pane e mela cotogna. Il sorso è cremoso, composto e armonico, con una progressione sapida che accompagna un finale persistente.
Metodo Classico Rosé Brut LHV Avezza
Non è frequente incontrare uno spumante ottenuto da nebbiolo in purezza, ed è proprio questa la sua prima ragione d’interesse. Le uve provengono da un piccolo vigneto e vengono lavorate con particolare delicatezza per ottenere un rosato dal tenue colore buccia di cipolla. Dopo la seconda fermentazione in bottiglia, il vino riposa almeno 18 mesi sui lieviti.
Il profilo aromatico unisce fiori bianchi e rossi, erbe aromatiche e una lieve nota di crosta di pane. In bocca piace per l’equilibrio tra freschezza e morbidezza, mentre un leggerissimo tannino, tratto distintivo del nebbiolo, sostiene la persistenza finale, conferendo originalità al sorso.
È la dimostrazione che uno dei grandi vitigni italiani a bacca rossa può offrire un’interpretazione convincente anche nel mondo delle bollicine, senza rinunciare alla propria identità.
Praeclarus Pas Dosé Blanc de Blancs Alto Adige DOC Kellerei Sankt Pauls
Prodotto esclusivamente con chardonnay proveniente dai vigneti più vocati di Appiano, tra i 300 e i 550 metri di altitudine, questo Blanc de Blancs Metodo Classico affina 48 mesi sui lieviti. Una parte del vino base è elevato in grandi botti di legno, scelta che ne amplia la complessità senza alterarne finezza ed equilibrio.
Il colore è giallo paglierino brillante con riflessi argentei. Al naso si susseguono agrumi, fiori di mandorlo, pesca bianca, albicocca matura, frutta secca ed eleganti richiami di brioche e pane alle spezie. Il sorso è vellutato, sostenuto da una raffinata vena minerale e da una bollicina sottile che accompagna un finale lungo e armonioso.
È un Pas Dosé che punta sull’eleganza più che sulla potenza, esprimendo con grazia il carattere dello chardonnay coltivato in quota.
Sorsi di Emozione Brut Sant’Anna dei Bricchetti
Il barbera è tra i vitigni simbolo del Piemonte e difficilmente la si associa al mondo delle bollicine. Sant’Anna dei Bricchetti sceglie invece di interpretarla con un Martinotti lungo, valorizzandone freschezza e fragranza. Dopo la fermentazione, il vino sosta per sei mesi sulle fecce fini, quindi prosegue la presa di spuma in autoclave per altri nove mesi, tempo sufficiente per acquisire maggiore complessità rispetto a uno Charmat tradizionale.
Nel calice si presenta con un luminoso giallo paglierino dalle leggere sfumature dorate. Il profumoè definito da note fruttate, arricchite da delicati richiami alla crosta di pane. Il sorso è morbido ma sostenuto da una vivace freschezza che lo rende agile e scorrevole, mentre la sapidità accompagna un finale armonico. È uno di quei vini che dimostrano come l’uva barbera, possa sorprendere anche fuori dai canoni abituali.
Sublimis Franciacorta Riserva Dosaggio Zero Millesimato Uberti
Nasce da chardonnay in purezza proveniente da un unico vigneto di Calino e rappresenta una delle interpretazioni più rigorose della Franciacorta. Una parte della fermentazione avviene in grandi tini di rovere naturale, mentre la lunga permanenza di oltre 72 mesi sui lieviti consente al vino di sviluppare un profilo di notevole profondità.
Nel bicchiere si distingue per la spuma cremosa e bollicine finissime. Il bouquet alterna frutta esotica, agrumi canditi, nocciola, crema pasticcera, crosta di pane, leggere sfumature speziate e una tostatura appena percettibile, sempre misurata. In bocca si evidenzia il rapporto armonioso tra morbidezza e tensione minerale, con una progressione continua che conduce a un finale di grande persistenza.
Pur essendo un Metodo Classico Dosaggio Zero, non ricerca l’austerità a tutti i costi: la lunga maturazione sui lieviti ingentilisce un sorso pieno, avvolgente e perfettamente equilibrato.
Le bollicine italiane sono associate alle grandi denominazioni, ma non si limitano a queste. I nomi che hanno costruito la storia della spumantistica nazionale convivono con interpretazioni meno conosciute ma di sicuro interesse, capaci di valorizzare vitigni, territori e sensibilità produttive molto differenti.
Queste sette etichette ne sono un esempio: dallo chardonnay coltivato ai piedi delle Alpi alla glera delle Rive di Valdobbiadene, fino a vitigni come barbera, nebbiolo e nuragus, tradizionalmente destinati ai vini fermi, ma capaci di offrire sorprendenti interpretazioni in versione spumante.
Un invito, dunque, a brindare all’arrivo di agosto non seguendo una classifica, ma lasciandosi guidare dalla curiosità. Perché ogni bottiglia racconta un territorio e, soprattutto, un modo diverso di interpretare l’arte delle bollicine.
Foto di apertura di Pexels da Pixabay



