A leggere questo titolo verrebbe da chiedersi perché in Oltrepò, la cui superficie vitata corrisponde a oltre la metà della produzione vinicola della Lombardia, accade questo. L’evento L’Altro Oltrepò ha voluto dare luce, tramite 11 produttori del territorio, al Riesling Italico, in diverse espressioni, dalla poca conosciuta Mornasca alla Moradella grande e piccola, dalla Croatina al Buttafuoco, passando anche per il bianco Cortese, l’Uva Rara, la Barbera, l’Ughetta di Canneto, alla Vespolina, che condivide in diversi casi con il vicino Piemonte. Artefice dell’interessante ed estesa degustazione è stato Davide Bortone, giornalista, wine critic, direttore di Winemag, per portare all’attenzione della stampa di settore una visione differente, sfaccettata del territorio oltrepadano.
Gli undici produttori, tra nomi noti e altri decisamente sconosciuti, erano da Picchioni a VNA Wine, da Cascina Gnocco a Vini Buscaglia, da Colle del Bricco a Perego & Perego, da Bruno Verdi a Cà del Gè, da Giogà a La Rocchetta di Mondondone, a Dezza 1890, hanno presentato tre vini ciascuno a una platea di giornalisti, aprendo così una conversazione franca su varietà e denominazioni che l’Oltrepò Pavese fatica ancora a valorizzare appieno.
Prima di presentarvi brevemente i vini che più ci hanno colpito nel corso di questo evento di valorizzazione delle varietà oltrepadane, in cui il format scelto, semplice, diretto, senza filtri, come le etichette protagoniste della giornata, inseriamo un commento di Bortone.
“L’Oltrepò Pavese perde da tempo l’occasione di raccontare in modo chiaro la propria complessità, che va ben oltre la produzione di Pinot Nero per lo spumante Metodo Classico. Il punto non è inventare nuove narrazioni, ma dare finalmente ordine, continuità e forza comunicativa a ciò che già esiste. Riesling Italico, Croatina, Mornasca e Buttafuoco non sono capitoli marginali del puzzle dell’Oltrepò Pavese, ma tasselli fondamentali di un’identità che va spiegata meglio ai consumatori, agli operatori e alla stampa, in Italia e all’estero”.
Al centro della riflessione la varietà senza dubbio più indagata è stato il Riesling Italico: vitigno storicamente radicato in queste colline, che sconta ancora oggi un paradosso normativo che ne impedisce la menzione in etichetta, dove rischia di essere confuso con il Riesling Renano.
Insieme a esso troviamo la Croatina, la Mornasca, altri vitigni tipici assemblati, per chiudere con un Buttafuoco. Tutte varietà ed espressioni che altrove sarebbero già diventate da anni leve di identità e riconoscibilità territoriale.
Gli assaggi che più ci hanno colpito
Dezza 1890 – VSQ Metodo Classico Riesling Brut – Carlo Giorgio
Da Riesling Italico, dopo un affinamento sui lieviti dai 15 ai 18 mesi, alla sboccatura non è dosato. Dopo un colore dorato scarico, un perlage fine e persistente, ha un naso di erbe, poi agrumi, frutta bianca, al palato è fresco, sapido, con una buona persistenza.
Bruno Verdi – Oltrepò Pavese DOC 2025 – Riesling frizzante
Ottenuto da Riesling Italico, vinificato in autoclave, dove il pied de cuve è stato creato con lieviti ottenuti dalle prime uve vendemmiate, per poi avere 22 g/L di zuccheri finali. Dopo un giallo paglierino di buona intensità, dai riflessi verdolini, ha un naso delicatamente fruttato di albicocca e pesca noce, agrumi, leggeri sentori di fiori, erbe. Al palato è asciutto, decisamente fresco, vivace, leggermente dolce, armonico, persistente.
Cà del Gè – Riesling IGT Provincia di Pavia 2024 – Filang Long
Le uve di Riesling Italico provengono da un vigneto di 70 anni. Le uve raccolte leggermente sovra mature, dopo un’attenta selezione subiscono immediatamente una pressatura soffice. Il mosto così ottenuto viene lasciato riposare e posto a fermentare in acciaio, dove rimane ad affinarsi sulle fecce fino l’imbottigliamento. Dopo un colore giallo paglierino carico con sfumature verdoline, ha al naso note floreali e fruttate, sia esotica tra cui pompelmo che di mela. Al palato è fresco, leggermente sapido, fragrante con buona persistenza.
La Rocchetta di Mondodone – Vino bianco IGP 2017 – Gocce di Vento
Ottenuto da Cortese e Riesling italico, Fermentazione spontanea in acciaio, affinamento in acciaio sulle proprie fecce fini fino all’estate successiva, dove travasi e filtrazione leggera (sgrossante) precedono l’imbottigliamento che avviene in luna calante. Dopo un colore dorato che vira all’ambrato, ha un sorso che spazia da thè ad agrumi, da frutta matura a erbe. Al palato è sapido, fresco, con una buona lunghezza, un retrogusto che vira su sentori di tè.
Cascina Gnocco – Provincia di Pavia IGT Rosso 2018 – Orione
Prodotto dal raro autoctono Mornasca, con vigne di 16 anni, una resa per ettaro di 60 quintali, è vinificato con fermentini orizzontali termo condizionati, per poi maturare 12 mesi in tonneaux e 12 mesi in bottiglia, avendo poi un residuo zuccherino di 4 g/L. Dopo un colore rosso rubino intenso, dai riflessi violacei, ha un naso di frutta rossa tra prugna e ciliegia, nera di cassis, poi ha una sensazione speziata di liquirizia. Al palato ha struttura, tannini setosi, freschezza, una buona lunghezza.
Colle del Bricco – Rosso Provincia di Pavia IGT 2024 – Gipsy Red
La cantina fa parte della selezione gruppo Meteri. Ottenuto con una prevalenza di Barbera al 35%, con Croatina, Uva Rara e Vespolina per il resto e vigne tra i 60 e 70 anni, fa una fermentazione spontanea con lieviti indigeni, una semi-carbonica con il 50% vinificato in rosso, il resto a grappolo intero, poi affina in legno grande per 6 mesi, seguiti da altri in acciaio. È chiuso con tappo vite. Dopo un colore rubino con riflessi violacei, ha un naso da piccoli frutti come ciliegia poco matura, fragole, poi di susina, seguiti da note erbacee fragranti. Al palato è succoso, con tannini setosi, è fresco, immediato, con una buona lunghezza.
Perego & Perego – Vino rosso 2018 – Il Barocco
Essendo un vino rosso naturale, vi indichiamo che è ottenuto dalla vendemmia 2018 di 50% Croatina, 10% Moradella Grande, 10% Moradella Piccola, 20% Vespolina, 10% Barbera. Matura a seconda delle annate dai 12 ai 60 mesi in botti di rovere grandi. Dopo un colore rosso granato, con riflessi aranciati, di bella profondità, ha al naso aromi di confettura, di sottobosco, note fumé e sentori di cacao amaro, con un leggero goudron. Al palato ha grande struttura, è leggermente tannico, morbido, fresco, con un finale persistente.
Buscaglia – Croatina Provincia di Pavia IGT 2018 – Tabar
Ottenuto da solo Croatina in cantina effettua una macerazione lunga anche a cappello sommerso, poi fermenta con lieviti autoctoni di vigna, poi matura per almeno 24 mesi in botti di rovere allier e 6 mesi in bottiglia. Dopo un colore rosso rubino intenso, ha un naso ampio e complesso di frutta matura, amarene e spezie che sfumano nel balsamico, con anche note di china. Al palato è avvolgente, con tannini setosi, freschezza, un’ottima lunghezza
Picchioni – Buttafuoco DOC 2020 – Bricco Riva Bianca
Servito in magnum è ottenuto da Croatina, Barbera e Ughetta di Canneto, in percentuali variabili a seconda dell’annata e solo nelle annate favorevoli. Le uve raccolte a mano vengono sottoposte a un’accurata cernita su un tavolo di selezione. Poi diraspate sono messe in tini troncoconici di rovere di Slavonia da 4.000 litri per la fermentazione alcolica. Il mosto rimane a contatto con le bucce per un minimo di 40 giorni. Dopo la svinatura, il vino affina in botti grandi di rovere per almeno 24 mesi prima dell’imbottigliamento. Infine, le bottiglie riposano coricate al buio per almeno 8 mesi. Dopo un colore rosso rubino carico, quasi impenetrabile, ha al naso profumi dai fiori secchi ai frutti di bosco a bacca nera, dalla prugna secca a tabacco, cacao, spezie, chiude con la nota balsamica tipica della Valle Solinga. Al palato ha tannini di grana fine, freschezza, è ampio, intenso, decisamente lungo.
Conclusione
I nove vini di cui trovate le note raccontano la storia delle colline pavesi, della passione dei suoi vignaioli compreso il fatto di vinificare rare varietà autoctone a rischio estinzione. A Bortone va il merito di avere dato loro voce con questo evento L’Altro Oltrepò.
Photo @ paesaggio Consorzio Vini Oltrepò, Davide Bortone


