Granito, vento e mare sono i tre elementi che attraversano la produzione di Vigne Surrau e che, con declinazioni differenti, si ritrovano nei cinque vini presentati all’Enoluogo di Civiltà del Bere, a Milano, durante una masterclass riservata alla stampa.
A raccontarli sono stati Marco Loddo, direttore commerciale di Surrau, e Alessandro Torcoli, direttore di Civiltà del Bere. Loddo ha ricostruito il percorso della cantina, illustrandone le scelte viticole e produttive; Torcoli ha accompagnato la degustazione, entrando nel merito dell’espressione organolettica dei vini. Due prospettive che si sono intrecciate nel delineare il rapporto tra i vitigni e il territorio gallurese.
La degustazione ha riunito tre interpretazioni del Vermentino di Gallura — Sciala, Sciala Life Edition e Montidimola — e due vini ottenuti da cannonau: Pentima Riserva e Surrau Metodo Classico Dosaggio Zero.
La Gallura, gran cru del vermentino sardo
Torcoli ha introdotto la Gallura come il “gran cru” del vermentino sardo: un territorio nel quale operano oggi diverse aziende riconosciute e dove Surrau, in poco più di vent’anni, ha saputo costruire una propria identità.
Il Vermentino di Gallura è l’unica DOCG della Sardegna. Rispetto alle espressioni provenienti da altre aree, i vini prodotti qui si distinguono generalmente per struttura, mineralità e sapidità.
Il paesaggio viticolo occupa la parte nord-orientale dell’isola, dove i terreni derivano prevalentemente dal disfacimento del granito e presentano una forte componente sabbiosa, alla quale in alcune zone si aggiunge l’argilla. Il maestrale, il grecale e le altre correnti che attraversano la Gallura mitigano le temperature e contribuiscono a mantenere sane le uve.
La vicinanza del mare e la ventilazione si riflettono nei vini attraverso una riconoscibile impronta salina, presente non soltanto nei bianchi, ma anche nei rossi.
Dalla famiglia Demuro a Vigne Surrau
La storia dell’azienda comincia alla fine degli anni Novanta, quando la famiglia Demuro, originaria di Arzachena e attiva nel settore delle forniture edili, decide di recuperare alcuni terreni nella valle di Surrau e di riprendere le proprie radici agricole.
La prima annata commercializzata è la 2005. Dai cinque ettari iniziali l’azienda è arrivata a circa 70 ettari vitati, suddivisi in nove appezzamenti situati nel territorio comunale di Arzachena. La produzione si attesta intorno alle 450 mila bottiglie l’anno.
Inizialmente il progetto era orientato soprattutto verso i vini rossi. Il confronto con il territorio ha però messo progressivamente in evidenza la particolare vocazione della Gallura per i bianchi. Oggi il Vermentino rappresenta circa il 75 per cento della produzione.
Accanto al vitigno principale sono coltivati cannonau, carignano, covale e caricagiola, varietà diffusa soprattutto tra Gallura e Corsica, oltre a quote più contenute di cabernet cauvignon e cyrah.
Sciala, il Vermentino portabandiera
Il primo vino in degustazione è stato Sciala 2025, Vermentino di Gallura DOCG Superiore e una delle etichette più rappresentative dell’azienda, con una produzione di circa 70 mila bottiglie.
Le rese si attestano intorno ai 70-75 quintali per ettaro, al di sotto dei 90 consentiti dal disciplinare. I terreni poveri, derivati dal granito, limitano naturalmente lo sviluppo della pianta e favoriscono la concentrazione delle uve.
La vinificazione prevede pressatura soffice, fermentazione in acciaio tra 16 e 18 °C e sei mesi di maturazione nello stesso materiale. Non viene svolta la fermentazione malolattica.
Sciala 2025 si presenta ancora molto giovane. Al naso sono in primo piano i profumi fermentativi e la componente fruttata, con frutta bianca, limone e pompelmo. Con l’ossigenazione cominciano a emergere i richiami iodati e una lieve nota balsamica.
Nel sorso la sapidità, tratto comune ai Vermentino galluresi, acquista particolare evidenza. Il vino possiede struttura, ma conserva freschezza e slancio.
Prezzo indicativo al pubblico: 21 euro
Sciala Life Edition, il Vermentino sfida il tempo
Sciala Life Edition nasce dalla volontà di studiare la capacità evolutiva del Vermentino. La prima annata prodotta è stata la 2023; durante la masterclass è stata presentata la 2024, realizzata in circa 2.400 bottiglie.
La massa di partenza è la stessa dello Sciala, ma una parte del vino prosegue l’affinamento per dodici mesi nei Wine Globe, contenitori francesi in vetro borosilicato da 225 litri, e in uova di cemento grezzo non resinato da circa 670 litri. Seguono la ricomposizione della massa e la permanenza in bottiglia. Il vetro e il cemento non cedono componenti aromatiche e rallentano l’evoluzione, permettendo di preservare il carattere del vitigno e del territorio.
Il confronto con lo Sciala 2025 evidenzia due fasi differenti. Nella Life Edition 2024 la frutta bianca assume sfumature più mature, con accenni tropicali, cedro ed erbe aromatiche. Affiorano inoltre note di ostrica, pietra focaia e macchia mediterranea. Al palato il vino mostra profondità e lunghezza, ma appare ancora giovane e non pienamente espresso. È proprio questa capacità di proseguire l’evoluzione a costituire il centro del progetto.
L’obiettivo è mantenere contemporaneamente sul mercato lo Sciala dell’annata corrente e una Life Edition più matura. La possibile introduzione della menzione Riserva per il Vermentino di Gallura, attualmente in via di definizione, potrebbe in futuro ampliare ulteriormente la distanza temporale fra le due versioni.
Prezzo indicativo al pubblico: 35 euro
Montidimola, la vendemmia tardiva senza surmaturazione
Il percorso del Vermentino si completa con Montidimola 2023, Vermentino di Gallura DOCG Vendemmia Tardiva.
Le uve provengono da un unico vigneto di 3,8 ettari, situato lungo la direttrice verso Palau e il Golfo della Maddalena. L’area è esposta alle correnti delle Bocche di Bonifacio, una delle zone più ventose del Mediterraneo. Queste condizioni posticipano il germogliamento di circa due o tre settimane e consentono una maturazione più lenta.
Vendemmia tardiva, in questo caso, non significa pertanto surmaturazione. Il 50 per cento della massa fermenta in botti di rovere di Slavonia non tostato da 35 ettolitri; la parte restante in uova di cemento. L’elevamento si svolge tra legno e anfore ceramiche, seguito da circa un anno in bottiglia.
Già il colore, più carico rispetto agli altri Vermentino, segnala una maggiore concentrazione. Al naso emergono frutta tropicale, erbe aromatiche, maggiorana, macchia mediterranea e una marcata componente iodata.
L’annata 2023, piuttosto calda, ha prodotto un vino ricco, nel quale la maturità del frutto rimane predominante. La parte balsamica e marina sostiene però la freschezza e impedisce alla struttura e ai 14 gradi alcolici di appesantire il sorso. Lungo e sapido, Montidimola possiede una vocazione gastronomica più ampia rispetto agli altri Vermentino e può accompagnare anche piatti più strutturati e speziati.
Prezzo indicativo al pubblico: 30 euro
Vigna, clima e adattamento
La maggior parte dei vigneti di Surrau è stata messa a dimora a partire dagli anni Duemila e si trova oggi in una fase di maturità produttiva. Secondo Loddo, dopo alcune annate irregolari le piante hanno mostrato una crescente capacità di adattarsi alle temperature elevate.
Il cambiamento climatico rimane tuttavia evidente. Nel 2026 la vendemmia è cominciata il 5 agosto con le basi spumante, mentre la raccolta del Vermentino è iniziata intorno alla settimana di Ferragosto. In passato prendeva avvio verso la fine del mese.
Il maestrale arrivato dopo un inizio d’estate molto caldo ha abbassato le temperature e prolungato la maturazione. Ne sono derivate uve equilibrate e con un potenziale alcolico leggermente inferiore alle attese.
In vigna Surrau pratica la lotta integrata e mantiene il terreno inerbito. La copertura vegetale protegge il suolo dall’irraggiamento diretto e contribuisce a ridurne la temperatura.
Durante i mesi più caldi viene inoltre utilizzato il caolino, materiale derivato dalla roccia che, distribuito sulla pianta, agisce come una sorta di protezione solare. Limita le scottature dei grappoli e produce anche un effetto disorientante sugli insetti.
La vendemmia si svolge manualmente e le uve vengono trasportate in cassette, per poi essere nuovamente selezionate all’arrivo in cantina.
Pentima 2023, l’anima sottile del Cannonau
Con Pentima 2023, Cannonau di Sardegna DOC Riserva, la degustazione si è spostata sui rossi.
La produzione è limitata a circa 6.500 bottiglie. Le rese scendono a 35 quintali per ettaro, condizione necessaria per ottenere concentrazione nei terreni galluresi.
La fermentazione avviene in tini troncoconici di rovere di Slavonia non tostato da 35 ettolitri. Dopo la fermentazione il vino resta a contatto con le bucce per altri 15-20 giorni, con cappello sommerso e frequenti rimontaggi. Svolge la malolattica ed è elevato per 12 mesi negli stessi tini, seguiti da un passaggio in cemento e da circa sei mesi in bottiglia.
Il colore non è particolarmente concentrato, coerentemente con la natura del Cannonau. Alla componente fruttata si uniscono mirto, lentisco, rabarbaro, cannella e richiami balsamici alla macchia mediterranea.
I 14 gradi alcolici sono ben integrati. Il vino conserva agilità e profondità, mentre la sapidità ne allunga il finale. È un’interpretazione che prende le distanze dall’idea del Cannonau necessariamente potente e pesante.
Prezzo indicativo al pubblico: 25-30 euro
Il Cannonau diventa Metodo Classico
La masterclass si è conclusa con Surrau Metodo Classico Dosaggio Zero, un Blanc de Noirs ottenuto da cannonau vinificato in bianco.
La scelta di servire la bollicina alla fine ha permesso di valutarne la struttura senza interferire con la lettura dei vini precedenti. Come ha osservato Torcoli, acidità e freschezza consentono a uno spumante di sostenere anche la chiusura di una degustazione.
Surrau produce Metodo Classico dal 2010. Inizialmente sperimentava una versione da vermentino e un rosé da cannonau; da circa otto anni ha scelto di concentrarsi sul cannonau vinificato in bianco. La pressatura trattiene soltanto il 50 per cento del mosto fiore. La base principale è quella del 2021, integrata con il 4 per cento di vino proveniente da una riserva perpetua conservata in tonneau esausti. Per questo lo spumante non è millesimato.
Le circa 13 mila bottiglie prodotte rimangono sui lieviti per 36 mesi, anche se l’azienda sta sperimentando un affinamento di 48 mesi. Non viene aggiunto zucchero dopo la sboccatura.
Nel calice si avverte una nota sulfurea riconducibile ai terreni granitici, accompagnata da frutto, freschezza e una sfumatura mentolata. La verticalità non è esasperata e il vino trova un equilibrio tra tensione e avvolgenza.
Prezzo indicativo al pubblico: 30 euro
Anche nell’ultima etichetta ritornano così i caratteri che hanno accompagnato l’intera degustazione: bevibilità, impronta marina e una sapidità capace di legare il Vermentino e il Cannonau al paesaggio della Gallura.
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