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Dopo lo straordinario successo dell’edizione milanese del 21 e 22 ottobre 2017, anche la Firenze dell’alta moda, o meglio dove l’alta moda è nata nel lontano 1951, si appresta ad aprire le porte di atelier, maison e laboratori per la gioia di curiosi, addetti ai lavori o semplici visitatori per due giorni, il 24 e 25 marzo prossimi, in cui APRITIMODA  Firenze 2018 sarà l’evento di grande richiamo per la città.

 

Nato da un’idea della giornalista Cinzia Sasso -che tiene a ricordare “come la moda sia uno degli assi portanti della nostra economia con un fatturato di 87 miliardi di euro, una crescita dell’export del 6% nell’ultimo anno, una reputazione in grande crescita”- il progetto, una volta realizzato, ha incontrato già con l’edizione milanese, l’interesse collettivo che si è tradotto in lunghe code davanti a palazzi e atelier dove si produce l’alta moda, un’eccellenza tutta italiana che si è affermata per la sua irresistibile bellezza ovunque nel mondo.

 

Dunque, l’appuntamento di Firenze si appresta a fare il bis. Sarà l’occasione per violare i luoghi dove nascono le creazioni di marchi da sogno permettendo l’ingresso nelle maison, solitamente inaccessibili, Amedei Tuscany, Aquaflor, Aquazzurra, Emilio Pucci, Enrico Coveri, Ermanno Scervino(foto 3) , Gucci Garden (foto 2), Lorenzo Villoresi, Loretta Caponi (foto 1), Museo della Moda e del Costume di Palazzo Pitti, Museo Salvatore Ferragamo, Officina Profumo-Farmaceutica di Santa Maria Novella (foto 4), Stefano Ricci.

 

Per usare le parole di Andrea Cavicchi, Presidente del Centro di Firenze per la Moda Italiana “APRITIMODA è un’iniziativa che può contribuire in modo concreto a valorizzare l’immagine di Firenze nella moda, e l’importanza del suo valore estetico. Aprire le porte dei laboratori, degli atelier e dei musei delle maison basate a Firenze, ma anche i luoghi in cui operano altre realtà di riferimento dell’artigianato e del life style di qualità della città, è un’opportunità per sensibilizzare e avvicinare il pubblico: per far immergere, soprattutto i non addetti ai lavori, nel mondo della moda e del suo sistema produttivo, che trova a Firenze un contesto d’eccezione”.

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