Iolei, piccola cantina familiare, è nata nel 2015 a Oliena, zona vocata per la produzione del Cannonau di Sardegna e più precisamente nella sottozona del Nepente di Oliena. Fondata da Antonio Puddu spinto dalla sua passione per la vite, per il vino, appresa sin dalla tenera età per averla respirata dal nonno, nei suoi vigneti, poi dal padre. Il racconto di questa realtà è seguito dalla degustazione, fatta insieme ad Antonio, di quattro etichette che rappresentano la sua sfida tra due vinificazioni convenzionali a due senza solfiti aggiunti. A queste si aggiunge Hospes, omaggio enoico a Gabriele D’Annunzio il quale nel 1909 visitò il territorio, rimanendo folgorato dal vino che all’epoca era chiamato “su vinu de Ulliana”. A dare un’ulteriore enfasi a questo giovane progetto enologico sono alcune etichette nate da incontri con artisti.
Antonio Puddu al lavoro tra i suoi filari
Dopo gli studi di enologo presso l’Istituto Agrario di San Michele all’Adige e la laurea in Viticoltura ed Enologia all’Università degli Studi di Trento, Antonio ha creato la sua prima bottiglia nel 2011, debuttando ufficialmente con Iolei Cannonau di Sardegna Doc, etichetta primogenita dell’azienda, solamente nel 2015. Da lì ha avuto inizio l’avventura di Iolei e della sua Iolei e le sue interpretazione del Nepente di Oliena
Sara, sorella di Antonio, dopo la laurea in enologia e diverse esperienze in Italia e all’estero, ha, alla sua entrata in cantina, portato nuove idee e un approccio contemporaneo. Grazie a lei prende vita la linea Senza Solfiti, un progetto che inizia dalla vigna per proporre un modo più sostenibile di vedere il vino.
La produzione di questa giovane realtà sarda si focalizza sul Nepente di Oliena e sulle altre varietà tradizionali come il Vermentino. Un processo di vinificazione attento, dove l’80% della produzione affina in acciaio che a detta di Antonio esalta la ricchezza del suolo, la diversità dei vitigni locali. Questa scelta inoltre riflette l’impegno a preservare le caratteristiche uniche di ciascun vitigno, in cui l’approccio minimale nell’intervento tecnologico consente di catturare l’essenza del varietale con autenticità. Antonio e la sorella Sara cercano di dare alle 80.000 loro bottiglie all’anno, un approccio moderno, contemporaneo, con vini di pronta e facile beva, dal grado alcolico contenuto che ne aumenta la piacevolezza.
Il vigneto di Iolei con per sfondo il massiccio calcareo del Monte Corrasi
Iolei coltiva 8 ettari vitati, di cui 4 in gestione, distribuiti nel comune di Oliena e dintorni, esposti a sud-est con un’altitudine che varia dai 180 ai 650 metri d’altitudine. La zona è caratterizzata da un clima temperato, con inverni freddi, con scarse precipitazioni, estati calde e ventose, con qualche eccesso termico. Le piogge si distribuiscono principalmente nei mesi di novembre e aprile. Il microclima di Oliena, determinato dalla presenza del massiccio calcareo del Monte Corrasi e la vicinanza al mare, si distingue per le importanti escursioni termiche tra il giorno e la notte. Il suolo è composto da una parte calcarea e da una a disfacimento granitico.
Majga Vermentino di Sardegna Doc 2025 – 13% vol. – Da solo Vermentino, le cui uve le uve vengono raffreddate prima della lavorazione, poi pigiadiraspate e pressate sofficemente. Il mosto fiore viene chiarificato e fatto fermentare a temperatura controllata in acciaio. Terminata la fermentazione, restando sulle fecce fini per 6 mesi, prima dell’imbottigliamento. Nel calice ha un colore giallo paglierino, con riflessi verdolini. Al naso ha fiori di arancio, pompelmo, erbe mediterranee e un finale iodato. Al palato è sapido, fresco, persistente, con un retrogusto giocato su agrumi ed erbe. L’illustrazione dell’etichetta è opera dell’artista Francesca Ballarini.
Majga non filtrato Vermentino di Sardegna Doc 2024 –Senza solfiti aggiunti – 13,5% vol. – Ottenuto da 100% Vermentino, vede un’accurata selezione sia in vigna che in cantina. Le uve hanno una pressatura soffice a grappolo intero. La fermentazione avviene con lieviti selezionati, a cui segue la malolattica spontanea, poi affina poi sulle fecce fini in acciaio con ripetuti bâtonnage giornalieri. Dopo un giallo paglierino intenso, si contraddistingue al naso per i profumi di agrumi, frutta gialla sciroppata e disidratata, poi di dattero, erbe e una nota di iodata finale. Al palato è morbido, avvolgente, ha struttura, sapidità, una buona lunghezza, con un retrogusto di frutta croccante.
Vostè Nepente di Oliena Cannonau di Sardegna Doc – 14% – Il nome è l’equivalente in lingua sarda dell’allocutivo di cortesia “voi”, volendo essere così un segno di rispetto e riverenza nei confronti del Nepente, nativo del territorio di Oliena e apprezzato fin dall’antichità greca. In vigna le uve vengono selezionate accuratamente, con una raccolta manuale, poi dopo la pigiadiraspatura e la macerazione, si prosegue con la malolattica in cemento. Dopo il colore rosso rubino, al naso esprime note di ciliegia, more e lampone, con accenni di mirto e macchia mediterranea. Al palato è avvolgente, con un tannino setoso ed elegante, freschezza, ottima persistenza, con un retrogusto tra erbe e una nota iodata.
Liju Nepente di Oliena Cannonau di Sardegna Doc 2024 – Senza solfiti aggiunti – 14,5% vol. – Nasce da una selezione delle migliori uve raccolte a mano. Dopo il raffreddamento dei grappoli, l’80% della massa viene pigiadiraspata e fermenta in cemento, mentre il restante 20% fermenta a grappolo intero in contenitori di ceramica. Dopo la svinatura, si svolge la malolattica e prosegue l’affinamento su fecce fini per 8 mesi. Il colore è rosso rubino intenso, al naso si distinguono note floreali delicate, poi sentori di frutta fresca rossa, mirtilli selvatici, frutti di bosco, prugna sotto spirito, poi erbe mediterranee. Al palato è equilibrato, con tannini morbidi, freschezza, persistenza e un finale succoso di frutta. Anche qui l’illustrazione in etichetta è di Francesca Ballarini.
Hospes Nepente di Oliena Riserva DOC 2023 – 14,5% vol. – Il nome ispirato dal latino prende il nome in memoria dell’ospitalità che Oliena offrì a Gabriele D’Annunzio, Edoardo Scarfoglio e Cesare Pascarella nel loro viaggio in Sardegna. Le uve provengono dalla migliore selezione delle uve e viene prodotto solo in annate particolarmente favorevoli. Effettua la fermentazione a temperatura controllata in acciaio, dove sosta per i primi mesi, poi prosegue il suo affinamento in tonneaux di rovere francese a grana fine da 700 litri per 18 mesi. Il colore è di un profondo rosso rubino, mentre al naso si presenta intenso e persistente, con sentori di frutta rossa matura, liquirizia, rabarbaro, spezie, poi compaiono note di macchia mediterranea, con un tocco mentolato. Al palato ha struttura, eleganza, tannini setosi, freschezza a equilibrare, una buona lunghezza, con nel retrogusto frutta rossa, spezie e un finale mentolato. L’etichetta è una rivisitazione del ritratto del Vate da ragazzo, creata per Iolei da Paco Corrias.
Alla Sardegna gastronomica abbiamo dedicato un articolo Tradizioni della cucina sarda: un viaggio gastronomico che ti farà innamorare della Sardegna



