Incontriamo Livia Belardelli, giornalista, autrice per Doctor Wine di Daniele Cernilli e parte del team della Guida Essenziale ai Vini d’Italia, di cui cura personalmente diverse aree, è consulente di eventi legati al vino e a cantine, oltre a essere ideatrice del progetto DesWine che presentiamo in seguito.
Conosciamo Livia da anni, avendola incontrata a eventi, masterclass, presentazioni della Guida Essenziale ai Vini d’Italia. Dopo una sua presentazione che attesta la profondità della sua cultura, esperienza, le chiediamo di raccontarci cosa rappresenta il mondo del vino per lei, quale è la motivazione di DesWine, suo progetto avviato con un primo evento a Milano.
Dopo la laurea in Editoria e Giornalismo, Livia si è specializzata nel mondo del vino attraverso il corso professionale da sommelier e un Master in Analisi Sensoriale. Questo le ha permesso di acquisire una profonda conoscenza del settore, sia dal punto di vista teorico che pratico. Oggi Livia è una wine manager affermata con oltre 15 anni di esperienza nel settore, con competenze che spaziano dalla consulenza alla comunicazione, dalla formazione all’organizzazione di eventi.
“Il vino – ci racconta Livia – è il fulcro attorno al quale girano tutte le mie attività. Per scherzare mi piace riassumere così il mio mestiere ‘Bevo per lavoro’. Per me il vino è passione, emozione e un incontro fortunato. Perché il vino mi porta lontano, tra colline che profumano di storia, vigneti che sussurrano segreti antichi. Mi regala il privilegio di assaggiare meraviglie – calici iconici e sorprendenti – ma soprattutto mi dona incontri”. Proseguendo “Per me il vino, più di ogni altra cosa, è incontro. È relazione. È rivelazione. È un passe-partout gentile, capace di aprire le porte dell’anima, di disegnare sorrisi, di creare un’empatia rara e preziosa. Una magia che nasce tra chi versa e chi ascolta, tra chi brinda e chi racconta. Il vino parla a tutti. A chi lo ama da sempre e a chi lo incontra solo in rare occasioni. A chi lo sceglie per ricordare, a chi lo beve per rendere eterno un attimo di gioia. È un filo invisibile che ci unisce, indipendentemente dall’età, dalle abitudini, dal vissuto. Io ‘bevo per lavoro’, sì. Ma, soprattutto, ‘bevo per emozione’. Ho anche una forte passione per il design, da cui è nato il progetto DesWine”.
DesWine ph Livia Belardelli
DesWine nasce dall’idea di Livia di unire due mondi apparentemente distanti, vino e design, ma che condividono invece molteplici affinità estetiche e sensorali. Il vino, con la sua natura trasversale e la sua capacità di integrarsi con diversi ambiti culturali, presenta analogie con il mondo del design. Entrambi evocano convivialità, accoglienza, ritualità e piacere, diventando specchi in grado di riflettere emozioni, sensibilità e benessere. Così come un oggetto di design può appassionare e stimolare la conversazione, allo stesso modo un calice di vino può sedurre e raccontare storie. Il design può influenzare l’esperienza del consumatore e comunicare l’identità di un vino, mentre un calice può essere il medium perfetto e anticonvenzionale per raccontare un brand, una fusione delicata e precisa in grado di amplificare messaggi e contenuti di valore. In entrambi i settori, l’esperienza edonistica è centrale, basata sul piacere visivo, tattile, olfattivo e gustativo. Il risultato è un format originale che celebra la convivialità e l’eleganza, trasformando il piacere di un vino e la creatività del design in un’unica esperienza emozionale e memorabile.
Tavolo con Brunello di Montlcino ph Giovanna Moldenhauer
La prima edizione di DesWine dal titolo ‘Il Design Imbottigliato’, si è tenuta presso The Cut Brera in Via Pontaccio a Milano, dove Emanuele Montanelli ha presentato delle sue installazioni di design volte a trasformare la percezione del vino in un’esperienza totale, in equilibrio tra gusto, vista e immaginazione. Così installazioni, isole tematiche ed art-thinking, hanno raccontato il legame tra estetica, funzionalità e piacere, offrendo al pubblico un’esperienza immersiva e visionaria.
L’evento ha avuto due partner d’eccezione.
Il primo è stato il Gruppo Marilisa Allegrini, simbolo di eccellenza enologica nelle sue tre tenute: Villa Della Torre in Valpolicella, Poggio al Tesoro a Bolgheri e San Polo a Montalcino.
Il secondo è stato Peverelli Design, interprete di eccellenza nel mondo del design e della progettazione dell’architettura d’interni e della casa, con una visione che unisce innovazione e artigianalità, nel suo negozio che ha ospitato l’evento presso il suo punto vendita The Cut.
San Polo sita nella zona Sud-Est di Montalcino, in località Podernovi, si estende su 22 ettari complessivi, di cui tra i16 vitati, 8 sono atti alla produzione di Brunello. La cantina, mirabile esempio di bio – architettura, è concepita per ridurre al minimo il dispendio energetico e l’impatto ambientale. A partire dal 2015, l’azienda si è concentrata sulla valorizzazione di ogni singolo vigneto, impostando un lavoro di parcellizzazione del podere con l’obiettivo di esaltare e diversificare il Sangiovese a seconda dei terreni in cui viene coltivato. Ha portato i suoi vini dal Rosso di Montalcino al Brunello di Montalcino, al cru Podernovi Brunello di Montalcino, tutti in assaggio per gli ospiti.
Volendo presentare Emanuele Montanelli è un architetto e designer che vive e lavora a Milano, progetta case unifamiliari, appartamenti, spazi espositivi, uffici e ogni altro luogo per abitare. Progetta anche mobili e oggetti per la casa per aziende italiane ed estere. Nella sua carriera ha lavorato in diverse città italiane ed estere, tra le quali Chicago, New York, Dubai, Mosca, Francoforte, Losanna, Cannes, Montecarlo. Oltre a questo svolge attività di consulenza per aziende del settore, e scrive di architettura e design su riviste specializzate.
Foto di apertura Livia Belardelli, Caterina Mastella Allegrini, Chiara Giannotti ph Livia Belardelli



