Secondo capitolo: dopo la verticale di Josto Miglior, scopriamo i vini identitari della cantina. Leggi anche il primo articolo sulla verticale.

Qual è il carattere del territorio di Jerzu nei suoi vini? Dopo aver seguito la verticale di Josto Miglior, scopriamo ora Baccu Is Baus, Baccu S’Alinu e Cinquesse, tre vini che raccontano pedologia, altitudine e stile della cantina Jerzu antichi Poderi.

I Cannonau Baccu e l’identità di Jerzu

I Cannonau di Jerzu Baccu Is Baus e Baccu S’Alinu, entrambi Cannonau di Sardegna Doc Riserva 2019, condividono la stessa porzione di denominazione: Baccu, termine sardo che indica una vallata, spesso aspra e impervia. Un nome che ben racconta il carattere del territorio e la sua complessità.

Se la matrice geografica è comune, profondamente diverse sono invece le caratteristiche pedologiche dei vigneti da cui nascono i due vini, che rappresentano le due grandi anime viticole di Jerzu. Is Baus affonda le radici in terreni prevalentemente granitici sabbiosi, una tipologia solitamente associata a quote più basse, ma che qui sorprende trovandosi a oltre 400 metri sul livello del mare. S’Alinu, ancora più estremo, si colloca oltre i 600 metri di altitudine, su suoli calcareo-scistosi, capaci di conferire struttura e profondità.

La vinificazione segue un protocollo comune, pensato per valorizzare al massimo il potenziale del Cannonau: una macerazione prolungata di circa 25 giorni, come per il Cinquesse, finalizzata a un’estrazione più completa della componente polifenolica. Dopo la fermentazione in acciaio i due vini svolgono la malolattica in contenitori di legno di rovere. Sono elevati in barrique e in tonneau per 12 mesi, e affinano sei mesi in bottiglia.

I Cannonau Baccu e Cinquesse Jerzu

Il Cinquesse Cannonau di Sardegna Doc Jerzu 2020 trova invece la sua identità più profonda nel dialogo tra vino e arte, grazie al legame con Maria Lai, considerata una delle figure femminili più rilevanti dell’arte italiana del Novecento. L’etichetta riproduce una sua opera ed è il frutto di una collaborazione tra la Cantina, l’Archivio Storico Maria Lai e lo studio Giulio Patrizi Agency, che ha curato il progetto di packaging e comunicazione.

Maria Lai ha rielaborato più volte il tema di Cinquesse nel corso della sua carriera, e sull’etichetta compare una filastrocca che racchiude le cinque “esse”: sasso, solco, sole, scure, sale, elementi simbolici che rimandano alla terra, al lavoro e all’identità sarda.

Le uve Cannonau provengono da vigneti posti a 400 metri di altitudine e sono vinificate in acciaio, con fermentazione e macerazione di 25 giorni. La malolattica si svolge in legno; segue un elevamento di 6 mesi in tonneau e almeno sei mesi di affinamento in bottiglia.

Nel calice si presenta di colore rubino, con un profilo olfattivo fruttato, arricchito da note balsamiche e richiami al mirto. Al palato è fresco e sapido, con una trama tannica equilibrata che ne sostiene la bevibilità e ne valorizza l’espressione territoriale.

Abbiamo presentato questi e altri vini della cantina nell’articolo:  La nuova linea di Cannonau degli Antichi Poderi Jerzu.

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