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Nell’esclusiva location del Kulm Country Club di St. Moritz, Tenuta Sette Ponti  ha presentato la sua più nota etichetta a livello internazionale: Oreno. Particolare occasione per celebrare le 20 annate del vino, in un contesto di dialogo tra arte, architettura e design, con la presenza di prestigiosi ospiti ed esperti del vino.

 

Oreno raggiunge la località alpina per eccellenza e lo fa con l’eleganza, lo stile e l’identità che lo contraddistinguono. Il vino di punta di Tenuta Sette Ponti è stato protagonista di una cena speciale al Kulm Country Club a St. Moritz, dove sono state degustate le annate di Oreno 2016 e 2019. In collaborazione con NOMAD, fiera d’arte e design contemporaneo (di cui abbiamo parlato qui) che per la primavera 2022 ha proposto una selezione di progetti dalle migliori gallerie internazionali del settore (foto 2), la cantina della famiglia Moretti Cuseri ha colto l’occasione per celebrare i vent’anni di Oreno, etichetta apprezzata e premiata dalla critica internazionale.

 

Una presentazione delle migliori annate in formato magnum, seguita da un raffinato menu in abbinamento, che nell’ambito del programma della 4^ edizione di NOMAD conferma ancora una volta il profondo legame tra il mondo del vino Moretti Cuseri e il lifestyle, tra arte e tendenza. (foto 2)

 

Oreno è un IGT Toscana, è il vino più importante della Tenuta Sette Ponti, composto da una selezione delle sue migliori uve: 50% Merlot, 40% Cabernet Sauvignon e 10% Petit Verdot, vitigni dotati di grande struttura e notevole concentrazione aromatica. Si presenta con un colore rubino intenso, all’olfatto risulta complesso e di una rara finezza, con note fruttate di piccoli frutti rossi maturi e confettura di frutti di bosco, unite a note balsamiche di eucalipto, cacao e spezie. Al gusto è avvolgente con tannini eleganti. Contraddistinto da qualità, eleganza e struttura, Oreno vanta numerosi riconoscimenti a livello mondiale, tra i più importanti il 5°, 10° e il 15° miglior vino della Wine Spectator TOP 100 del mondo, pochi anni dopo la prima vendemmia, il premio Miglior vino d’Italia al Biwa 2017 con l’annata 2015, l’assegnazione di 99 punti da parte di James Suckling nelle annate 2016 e 2019.

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