Pranzi e cene importanti, come quelli delle festività invernali, meritano vini scelti con cura. Non si tratta necessariamente dei più famosi o costosi, ma di etichette capaci di lasciare un’impressione, grazie a caratteristiche gustative ben definite: la cremosità, la personalità intensa, l’avvolgenza, la suadenza, la dolcezza calibrata o la complessità. Abbiamo quindi selezionato cinque vini ideali per accompagnare portate altrettanto invitanti, dal primo assaggio dell’antipasto fino al dessert, in un percorso di gusto pensato per rendere ogni momento speciale.
Cominciamo dal brindisi, augurale, con il vino che accompagnerà l’antipasto in cui pesci pregiati gelatinati in bella vista, grandi crostacei e frutti di mare sono spesso gli ingredienti preferiti. Proponiamo con questi un calice di bollicine come Signature di Le Vigne di Alice. Si tratta di un Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Millesimato che differisce da altri vini della stessa denominazione in quanto anziché essere spumantizzato, come di norma, con il Metodo Charmat, ossia in autoclave, la presa di spuma avviene in bottiglia secondo il Metodo Classico con permanenza sui lieviti di oltre 48 mesi. Una scelta lungimirante che negli anni ha conquistato l’approvazione della stampa spacializzata e dei consumatori. L’uva glera, l’anima del Prosecco, possiede grande versatilità in quanto è adatta a dar vita a vini spensierati da bere giovani, ma anche a generare etichette capaci di sfidare il tempo. E che Signature sia uno di questi vini lo si evince non solo dal lungo affinamento in bottiglia, ma anche degustandolo quando, lasciandolo evolvere nel calice, cogliamo quei sentori terziari, propri dei vini lungamente affinati con note minerali che virano all’idrocarburo. Caratteristiche che ampliano l’impatto olfattivo di ricordi di mela, di crosta di pane, di mandorla, di noce verde. Ancora, al palato ricordi minerali di grafite che si intessono a cremosità, verticalità, e note sapide. E poi le bollicine, dopo un sontuoso antipasto, preparano il palato alla portata successiva.
Il repertorio, dei primi piatti è decisamente ampio: dalle delicate trenette al pesto alle saporite lasagne alla bolognese, passando per tortelli di erbette e ricotta, risotti di varia natura e via elencando. Abbiamo quindi scelto un vino bianco versatile che, pur non essendo “rafforzato” da passaggi in legno, grazie al lungo affinamento esprime carattere e si abbina non solo a piatti vegetariani e di pesce, ma anche a carni delicate. Lo abbiamo selezionato inoltre per la rarità dell’uva da cui nasce. Recina Colli Maceratesi Bianco DOC dei Conti degli Azzoni è prodotto con uve ribona (note anche come maceratino perché originarie della provincia di Macerata). Si tratta di un vitigno autoctono un tempo assimilato al greco, che si è poi scoperto geneticamente più vicino al verdicchio. Per produrre Recina le uve sono sottoposte a pressatura soffice, segue la fermentane in acciaio quindi il vino matura 10-12 mesi ancora in acciaio per poi affinare in bottiglia per circa 10 mesi. L’assenza di passaggi in legno valorizza freschezza e tipicità varietale. La piacevolezza di questa referenza è data dai profumi di frutta gialla dalle note agrumate; ma anche da sentori floreali di acacia e di erbe aromatiche, in particolare di salvia. In bocca è secco, succoso, fresco con ricordi salini.
Passiamo ai secondi piatti con una portata importante di pesce come ricciola al forno o scorfano in casseruola. La scelta, in questi casi, cade quasi esclusivamente su un vino bianco che di fatto si presta perfettamente ad accompagnare preparazioni ittiche. Abbiamo però qui voluto suggerire un vino diverso ossia un rosato di grande carattere che nasce da un vitigno potente. E’ il Cannonau di Sardegna Nudo, Doc Rosato prodotto da Siddùra. La lavorazione prevede l’utilizzo del grappolo intero per meglio garantire l’integrità dell’uva. La pressatura è soffice e la successiva macerazione è breve, il tempo necessario perché il mosto acquisisca la coloritura desiderata quindi, privato delle parti solide, è travasato in serbatoi di acciaio inox. Qui decanta a bassa temperatura giorni prima di avviare la fase fermentativa che si protrae per circa 2 settimane. Il vino ottenuto sosta in vasche di acciaio sui lieviti fini sino all’inverno dell’anno successivo a quello della vendemmia per poi essere affinato in bottiglia. Alla degustazione si riconoscono note fruttate che comprendono sentori agrumati, ricordi di frutta tropicale, di piccoli frutti oltre a sentori balsamici. Caratteristiche queste che ne fanno un felice accompagnatore delle portate di pesce più importanti, grazie al sapore pieno, avvolgente, di carattere che unisce freschezza, complessità e persistenza.
È il momento del piatto forte. La stagione invernale è associata ai piatti di carne segnatamente saporiti, dagli arrosti fumanti ai brasati. L’abbinamento è gioco forza con un vino rosso. Abbiamo scelto in tal senso un’etichetta che differisce dalle altre sin qui proposte, ovviamente per le uve, ma anche perché è l’unico vini della nostra selezione che anziché nascere da uve autoctone impiega vitigni internazionali. Si chiama Tassinaia Toscana Rosso IGT prodotto dal Castello del Terriccio. È un vino suadente che nasce da uve merlot e cabernet sauvignon vendemmiate separatamente. La vinificazione, anch’essa separata, si articola in più fasi: selezione delle uve; diraspamento; pressatura. Il pigiato fermenta e macera in vasche di acciaio per circa 12 giorni (9-12 il merlot, 12-15 il cabernet). I vini ottenuti sono elevati in tonneau di rovere francese per circa 16 mesi; seguono l’assemblaggio e l’affinamento in bottiglia per 12 mesi. Tassinaia si apprezza con piatti saporiti. I profumi primari di frutti di bosco e i sentori balsamici e speziati anticipano un sorso caldo, con tannini maturi ben integrati, ritorni fruttati, così da abbinarsi alle carni completandole come farebbe una salsa intensa e avvolgente.
Il dessert è in genere associato alla pasticceria, ma anche i formaggi ne fanno parte a pieno titolo. Per questo è necessario scegliere un vino capace di accompagnare i dolci più diversi, dal bavarese alle crostate di frutta, dai cantucci ai semifreddi, così come i formaggi più intensi, stagionati o erborinati. Abbiamo scelto quindi un vino eclettico dotato di personalità solare, e lo abbiamo trovato nelle isole del Mezzogiorno, a Salina. Nûrah Malvasia delle Lipari Naturale DOC prodotto da Colosi. Le uve, ossia malvasia completate da corinto nero (5%) sono raccolte tardivamente e pressate sofficemente; il mosto fermenta per 20-25 giorni in vasche di acciaio. Successivamente il vino matura ancora in vasche di acciaio per un anno per poi affinare in bottiglia quattro mesi. La piacevolezza di questo vino è data non solo dai dall’effluvio di profumi intensi di frutta come albicocca matura ed essiccata, di miele, di note balsamiche, ma dal perfetto equilibrio tra dolcezza e acidità che danno scorrevolezza al sorso lungo e avvolgente reso ancora più intrigante da un tocco salino.
In un percorso gastronomico articolato come quello delle grandi occasioni, il vino diventa il filo conduttore che accompagna e valorizza ogni piatto. La selezione qui proposta — cinque etichette diverse per stile, territorio e personalità — dimostra come l’abbinamento possa trasformarsi in un vero racconto di gusto, dall’eleganza raffinata delle bollicine iniziali fino alla dolce e luminosa intensità del finale. Scegliere un vino non significa solo accostarlo al cibo, ma creare un’esperienza: armonica, emozionante, memorabile. Cinque calici, cinque momenti, un unico grande menu pensato per celebrare la convivialità e il piacere della tavola.
Abbiamo pubblicato lo scorso anno una proposta di vini rossi natalizi al link:
Foto di apertura di Story Taler da Pixabay

