il Teatro Franco Parenti di Milano ospita la quinta edizione della manifestazione. Al centro del dibattito, il superamento dei “lamenti” di settore per costruire soluzioni concrete.

Il titolo scelto per quest’anno suona come una sfida intellettuale e pratica: “È ora! L’ottimismo e la ragione”. Con un richiamo quasi speculare alla celebre massima gramsciana, il Gastronomika Festival torna a Milano il 17 e 18 maggio per cercare una via d’uscita dal pessimismo che spesso attanaglia il comparto enogastronomico italiano.

L’appuntamento al Teatro Franco Parenti non sarà la solita rassegna di assaggi, ma un laboratorio di pensiero che riunisce le giovani generazioni di professionisti: chef, sommelier, esperti di hôtellerie e comunicatori under 40.

Analizzare il presente per progettare il futuro

Dopo quattro edizioni dedicate a sviscerare le criticità di un sistema messo a dura prova, il festival diretto da Anna Prandoni cambia marcia. L’obiettivo è trasformare la consapevolezza dei problemi in “metodo”: non più slogan, ma analisi critica per individuare opportunità reali di evoluzione.

Nel cibo, il gusto non è mai un atto neutro. Produrre e raccontare un ingrediente significa compiere una scelta politica e sociale. L’“ottimismo e ragione” proposto dal festival risiede proprio in questo: la capacità di non crogiolarsi nello status quo, ma di utilizzare la conoscenza per migliorare il sistema.

Giovani al Gastronomika Festival dello scorso anno / foto Gaia Menchicchi

Il programma e l’Hackathon

Il festival si articolerà su due giornate: la domenica dedicata ai talk e alle Masterclass, e il lunedì focalizzato sull’hackathon, il cuore pulsante dove i giovani rappresentanti del settore redigeranno un manifesto condiviso di tendenze e prospettive.

Giovani cuochi al Gastronomika Festival dello scorso anno / foto Gaia Menchicchi

Una riflessione necessaria

Tuttavia, mentre l’organizzazione invita a lasciarsi guidare di fatto da  un ottimismo della ragione, formula che richiama e insieme rovescia il celebrato “pessimismo della ragione” di Antonio Gramsci, il tema solleva una questione tutt’altro che risolta: può davvero la sola ragione generare slancio?
Il rischio è che l’ottimismo, proprio della volontà, resti più dichiarato che effettivo, confinato nella dimensione dell’analisi. In questo senso, il richiamo al pensiero gramsciano apre una frizione interessante. L’ottimismo, sia pur mediato dalla ragione, rischia di restare un’intenzione più che un metodo: è qui che torna attuale la massima gramsciana. Piuttosto che una sintesi compiuta, allora, quella proposta si configura come una formula che resta da dimostrare.

 

Abbiamo menzionato il Teatro Parenti quando ha ospitato un importante evento sulla difesa del mare.

 

 

 

 

Foto di apertura la sala del  Teatro Parenti / foto Facebook Teatro Parenti

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