A pochi passi dal Parco della Rimembranza, il Rosenbar rappresenta da oltre quarant’anni uno degli indirizzi più autorevoli della ristorazione goriziana.
Nato dall’intuizione di Michela Fabbro e Piero Loviscek, il locale ha saputo costruire nel tempo una propria identità fondata sulla valorizzazione del territorio, sulla qualità delle materie prime e su una cucina che interpreta con sensibilità le molteplici influenze culturali di una terra di confine.
L’impegno di Michela Fabbro nella promozione della cultura gastronomica locale e la lunga collaborazione con il mondo Slow Food trovano concreta espressione in una proposta culinaria che mette al centro produttori, stagionalità e tradizioni. Un approccio evidente già dalla carta, volutamente essenziale ma solida, dove accanto agli ingredienti compaiono i nomi dei fornitori. Una scelta non comune che testimonia quanto il risultato finale dipenda tanto dalla mano del cuoco quanto dall’eccellenza delle materie prime.
Scorrendo il menu stagionale emerge un legame profondo con il territorio. Tra i prodotti utilizzati figurano presìdi Slow Food come il carciofo spinoso di Menfi, il fagiolo di San Quirino e la Rosa di Gorizia, accanto a ortaggi provenienti da coltivazioni biologiche, polenta di grani antichi e specialità come il prosciutto crudo della famiglia D’Osvaldo di Cormons.
La proposta gastronomica del Rosenbar a Gorizia
La cucina guarda soprattutto al mare, pur senza dimenticare alcuni classici dell’entroterra come il gulasch. Lo stile di Michela Fabbro è dato da una mano leggera, precisa e mai invasiva, capace di esaltare gli ingredienti senza sovrapposizioni inutili.
Ne è un esempio l’Insalata russa di asparagi con maionese della casa e uova mimosa, piatto fresco e armonioso nel quale le note erbacee degli asparagi trovano equilibrio nella morbidezza della salsa.
Tra gli antipasti merita attenzione anche la Degustazione di pesce e verdura, composta da seppie locali con sedano e limone e da un sorprendente saor di orata e branzino servito in insalata. Le preparazioni dialogano con equilibrio, sostenute da salse misurate che accompagnano senza mai coprire e da giochi di consistenze (dalla cedevole tenacia delle seppie, alla morbidezza dei filetti di pesce).
Spaghetti alle vongole Fritto di mare
Di impeccabile esecuzione gli Spaghetti di Gragnano alle vongole, piatto apparentemente semplice ma spesso rivelatore della qualità di una cucina. Qui la pasta è perfettamente amalgamata ai profumi e alla sapidità delle vongole, raggiungendo quella profondità di gusto che distingue una buona preparazione da una grande interpretazione.
Convince anche il Fritto di pesce, che nella versione degustata comprendeva seppie, calamari, triglie, sardoni barcolani e asparagi. La frittura risulta asciutta, leggera, “aerea”; gli asparagi, già protagonisti di altri piatti del menu, confermano la loro capacità di integrarsi con naturalezza agli ingredienti ittici.
A completare l’esperienza contribuisce una carta dei vini curata e coerente, con circa cinquanta etichette regionali e nazionali confermando come questa terra sia da sempre legata alla cultura del calice, come abbiamo raccontato anche in occasione del Festival dell’Enosatira a Gorizia. Particolarmente riuscito l’abbinamento con il Terre Alte di Livio Felluga, vino di grande personalità che accompagna con eleganza una cucina altrettanto ricca di sfumature.
Rosenbar continua così a essere un punto di riferimento per chi desidera conoscere la gastronomia goriziana attraverso una lettura attuale, colta ma mai distante, dove tradizione, territorio e sensibilità culinaria convivono in un equilibrio raro e convincente.



