Cinzia Canzian, alla guida di Le Vigne di Alice, non è solo una competente produttrice di spumanti, in particolare di Valdobbiadene Prosecco, ma anche una vera e propria esploratrice delle potenzialità delle uve del suo territorio.
La sua filosofia produttiva va oltre il semplice lavoro di vigna e cantina, dove le uve vengono trattate con rispetto e senza forzature. Cinzia Canzian si distingue per una visione innovativa che porta avanti con un approccio sperimentale. La sua profonda fiducia nel vitigno glera, e la volontà di esplorarne ogni sfumatura, l’hanno portata a creare vini fortemente caratterizzati.
A testimonianza di questo percorso di ricerca, Cinzia Canzian è stata tra le prime a introdurre il Prosecco Metodo Classico, e al tempo stesso ha allungato di mesi la spumantizzazione del Metodo Charmat-Martinotti per conferire maggiore ampiezza al vino.
E tra i primi ha cominciato a produrre spumanti Brut e non solo Extra Dry, quando la consuetudine era limitata all’Extra Dry, esaltando così la glera con un’espressività più netta e raffinata.
Non si è fermata qui: ha utilizzato il metodo ancestrale, che consente al vino di fermentare direttamente in bottiglia, senza aggiunta di solfiti e in forma non filtrata, mostrando un volto autentico e spontaneo del vitigno.
Ha prolungato i tempi di maturazione sui lieviti prima della spumantizzazione di alcuni vini, trasformandone il carattere che da immediato e floreale si evolve, acquisendo complessità e caratteristiche che emergono con l’invecchiamento. In controtendenza rispetto a chi considera questi vini da consumare giovani, ha mostrato come la glera possa dare origine a vini che vengono fuori nel tempo.
Dopo aver esplorato la glera in tutti i modi che uno spumante concede, Cinzia presenta oggi una nuova espressione di questo vitigno.
Durante un viaggio nelle colline di Conegliano Valdobbiadene, abbiamo percorso una zona definita da scoscesi pendii che arrivavano a oltre 400 metri di altitudine, talvolta vere e proprie pareti, cesellati da terrazzamenti segno di una forte antropizzazione, per una volta sapiente e saggia, del paesaggio. Qui, ci dissero, da questa viticoltura eroica, nascono grazie al suolo, altitudine, esposizione, uve di più che elevata qualità. Quest’area, nota come Rive, è costituita da 43 microzone che, pur condividendo tratti comuni, manifestano identità distintive. È in una di queste, a Collalbrigo, dimora la glera che dà vita al nuovo Col Albi Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG Brut Rive di Collalbrigo 2022 Vigne di Alice, firmato Cinzia Canzian dotto di una personalità inconfondibile. E anche questa è ricerca, con la scelta di coltivare la glera nelle zone più impervie, per valorizzarne ogni sfaccettatura.
Ecco allora una bolla elegante spumantizzata con il Metodo Charmat lungo. Il mosto ottenuto dalla pressatura soffice, fermenta in vasche di acciaio, quindi il vino matura per mesi sui lieviti perché il vino riproduca le caratteristiche più nobili del vitigno. La spumantizzazione in autoclave viene prolungata fino a un anno, conferendo al vino finezza ed eleganza rara. Col Albi affina poi in bottiglia qualche mese prima della commercializzazione.
Note sensoriali
Nel calice, Col Albi presenta colore paglierino tenue, percorso da minute quanto esuberanti bollicine: se ne coglie la piacevole sonorità data dal caratteristico fruscio della carbonica che si libera.
Appena versato nel calice, il profumo di mela è impattante, mela renetta matura; dopo qualche minuto si colgono nuance di pera, quindi una nota agrumata che va dal limone al cedro.
In bocca è secco e il sorso è inizialmente vellutato e ripropone tenui sensazioni agrumate, ed è strutturato, verticale, netto, con piacevole salinità. È un sorso elegante, pulito con un’acidità che comunica freschezza e bevibilità.
Lo abbineremmo a cappelli di porcini impanati e fritti nel burro (chiarificato, of corse).