Genevitis, progetto di Mack & Schüle Italia, unisce cooperative regionali in cui ognuna di esse ha creato una nuova gamma dedicata, valorizzando anche la filiera creativa e il design italiano, come spiegheremo in seguito, oltre all’identità culturale. Alla sua presentazione introdotta da Fedele Angelillo, Amministratore Unico, e da Cristina Mercuri, loro Brand Ambassador, abbiamo delle sei regioni coinvolte scelto di approfondire, presentando un vino per ognuna delle cooperative coinvolte, quelle dell’Abruzzo, del Lazio e della Sardegna. Precede il racconto delle tre etichette, un report sulle scelte dei designer delle tre regioni che abbiamo scelto, seguito dal racconto delle scelte sostenibili che accompagnano ogni bottiglia e ogni packaging, in un discorso a tutto tondo

Mack & Schühle Italia – azienda privata specializzata nella produzione e distribuzione di vini italiani nel mondo – presenta l’ambizioso progetto Genevitis, nato nel cuore dei territori vitivinicoli italiani per la valorizzazione delle eccellenze enologiche regionali attraverso un modello integrato di filiera sostenibile. Questi vini nascono da un percorso condiviso che, al momento, coinvolge in modo armonico sei regioni: Abruzzo, Campania, Lazio, Piemonte, Puglia e Sardegna. Per ognuna è presente una cantina cooperativa storica, in rappresentanza di centinaia di famiglie di viticoltori, in abbinamento a sei designer locali e partner tecnici specializzati, a garanzia di una filiera completa, trasparente e responsabile.

Il nome stesso del progetto ne sintetizza la visione: GENE è la genesi, l’origine e il ciclo vitale della vite e del vino; mentre VITIS sta a significare il profondo legame con la terra e la tradizione agricola, esprimendo così il ritorno all’essenza del vino come patrimonio culturale, umano e identitario.

La filosofia del progetto – dichiara Fedele Angelillosi fonda su tre pilastri: la valorizzazione delle risorse locali, poiché ogni vino racconta il territorio da cui proviene; l’etica e la responsabilità sociale, in quanto le persone che lavorano nei vigneti e nelle cantine sono al centro del progetto; la sostenibilità economica e produttiva, dato che il fine è costruire un modello sostenibile, stabile e duraturo, che protegga e promuova la continuità agricola. Questo approccio consente di garantire, da un lato, stabilità e sicurezza ai produttori, dall’altro, qualità costante e posizionamento corretto dei vini al consumo”.

Fedele Angelillo  Photo @ Mack & Schüle

Cristina Mercuri Photo @ Mack & Schüle

Cristina Mercuri alla presentazione dell’intera linea ha introdotto ognuna delle sei regioni. “Genevitis commenta Cristinaè un progetto che mette al centro il lavoro delle cooperative e delle comunità agricole. Il suo valore è nella capacità di trasformare competenza, territorio e sostenibilità in un modello concreto e replicabile. L’obiettivo è chiaro: dare visibilità alle produzioni locali, mostrando quanto qualità, dedizione e responsabilità possano diventare un vantaggio competitivo per tutto il sistema. Ogni vino racconta questo processo: non una narrazione ma un percorso di identità, metodo e trasparenza che merita di essere riconosciuto anche fuori dai confini nazionali“.

Come accennavamo nel sommario così si valorizza anche la filiera creativa, l’identità culturale e il design italiano. Ogni regione coinvolta nel progetto, infatti, ha lavorato con un designer locale scelto da Mack & Schüle Italia e incaricato di interpretare e tradurre in immagini l’anima del territorio da cui prende forma la produzione all’interno di cantine cooperative storiche, autentiche custodi del sapere vitivinicolo locale. In Abruzzo, Cantina Tollo ha lavorato con D’Aroma Studio, con il progetto Chiore, dedicato ai cammini e alla luce dei tratturi appenninici, ha trasformato la luce e i tratturi (sentiero erboso assai largo dedicato alla trascumanza) in un racconto visivo del cammino e delle radici abruzzesi.

Nel Lazio, Gotto d’Oro con il progetto Mitreo, ispirato ai luoghi di culto sotterranei e al legame con la terra, si è affiancata alla sensibilità di Federica Cecchi, che ha interpretato l’eredità storica dei Castelli Romani attraverso un design elegante e simbolico. In Sardegna, infine, Santa Maria La Palma ha collaborato con Redfish Adv, per il progetto Maèntu, il soffio del vento che modella l’identità sarda, che ha trasformato il vento e il mare, elementi indomabili dell’isola, in un’identità visiva dal respiro autentico e contemporaneo.

La qualità del risultato finale è garantita anche dal contributo di partner tecnici d’eccellenza, che affiancano la filiera nella realizzazione dei vini Genevitis con competenza e spirito innovativo. UPM Adhesive Materials cura la fornitura delle etichette, realizzate con materiali sostenibili e tecnologie all’avanguardia. Smurfit Westrock garantisce soluzioni di packaging eco-compatibile e performante, ottimizzando logistica e impatto ambientale. Crealis sviluppa capsule dal design funzionale in polilaminato con polietilene riciclato al 60%, perfettamente integrate con l’identità del progetto. Genevitis è tra i primi progetti in Italia ad usare “Symbiosis”, l’innovativo capsulone paper-based completamente plastic-free composto primariamente da carta, combinata con alluminio. Luxoro firma le finiture di pregio, donando eleganza e riconoscibilità a ogni etichetta. O-I realizza bottiglie in vetro pienamente riciclabili, sintesi di design tecnico, attenzione al peso del vetro e alla riduzione dei gas serra – previsti in calo del 46% entro il 2030. Tutta l’energia elettrica utilizzata nel processo produttivo è al 100% certificata da fonte rinnovabile. Amorim, leader mondiale nella produzione di tappi in sughero, contribuisce al progetto con chiusure tecniche dedicate di altissima qualità, espressione di tradizione, innovazione e sostenibilità al tempo stesso. Tutte le chiusure hanno impronta di carbonio negativa (cradle-to-gate).

È grazie a questo lavoro corale — che unisce territorio, creatività e innovazione industriale — che ogni vino Genevitis diventa un ambasciatore autentico della sua regione, espressione fedele di paesaggi, tradizioni e comunità.

La degustazione

Abruzzo – Coccociola Spumante Brut s. a. – Chiore

11% vol.

Dall’autoctono abruzzese ha nel calice una bollicina fine e numerosa, poi al naso è caratterizzato da profumi di agrumi, mela verde, fiori bianchi, con sul finire una delicata nota minerale. Al palato è vivace, secco, fresco, cremoso, leggermente sapido, con un finale pulito e dissetante.

 

Lazio – Roma Doc Malvasia puntinata 2024 – Mitreo

12% vol.

Ottenuto da Malvasia del Lazio Puntinata ha alla degustazione olfattiva profumi di fiori d’arancio, poi di pera e pesca gialla, con un finale leggero di miele. Al palato è vellutato, fresco, aromatico, equilibrato, con una buona persistenza, un finale fruttato e aromatico.

 

Sardegna – Cannonau di Sardegna Doc 2024 – Maèntu

13,5% vol.

Ottenuto da Cannonau sprigiona al naso profumi intensi di frutti rossi maturi, macchia mediterranea, mirto, spezie e leggere note di liquirizia. Al palato è strutturato, con tannini presenti e rotondi, freschezza a equilibrare, un finale lunghissimo che richiama terra, sole e vento di maestrale.

 

Foto di apertura Facebook/Mack & Schüle

Editing grafico: CityLightsNews

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