La Cantina Cooperativa Vinchio Vaglio ha contribuito alla trasformazione della Barbera da vino da quantità a vino di prestigio internazionale. Fondata nel 1959 da 19 viticoltori astigiani, oggi conta oltre 192 soci e 550 ettari di vigneti nel Monferrato. In questo articolo raccontiamo la sua evoluzione, i progetti di qualità e una degustazione delle sue Barbera d’Asti DOCG.
Abbiamo partecipato a un press lunch organizzato dalla Cantina Sociale monferrina Vinchio Vaglio all’Osteria del Treno a Milano. Il presidente Lorenzo Giordano, il direttore generale Marco Giordano e l’enologo Matteo Laiolo hanno presentato la cantina, la storia e alcune etichette, guidando poi una degustazione dei vini.
Vinchio e Vaglio sono due comuni astigiani confinanti a nord di Nizza Monferrato. Alla fine degli anni cinquanta la consapevolezza del valore comune della Barbera portò 19 viticoltori dei due paesi a fondare una cantina cooperativa con l’obiettivo di produrre un vino all’altezza del loro sapere. La cantina sorse simbolicamente al confine tra i due comuni.
Negli anni ’80, quando la cantina constatò che le proprie vigne producevano poco a causa delle colline particolarmente difficili da lavorare — quasi tutte ancora coltivate manualmente — divenne evidente che molte vigne non potevano essere sfruttate con mezzi meccanici e che il reddito era molto basso. La cantina produceva vini di qualità, tanto da essere considerata una sorta di “boutique del vino sfuso”: tutte le aziende e i produttori che imbottigliavano la Barbera si rifornivano lì. Questi produttori ricevevano premi importanti per i loro vini mentre alla cantina rimaneva poco o nulla, al di là del prezzo delle uve.
Intervista all’enologo Matteo Laiolo
La speculazione, infatti, non era più sulle uve, ma sul vino stesso, lasciando alla cantina margini molto ridotti. Fu così che si decise di intraprendere un percorso diverso, orientato alla commercializzazione. La cantina si rivolse all’enologo Giuliano Noè, considerato il massimo esperto di Barbera. Noè aveva rivoluzionato il gusto della Barbera, trasformando il vino da prodotto tradizionalmente consumato in grandi quantità senza particolare attenzione alla qualità, in un vino apprezzato dagli intenditori e dagli amanti della cultura enologica.
La cantina ha saputo trasformare la Barbera in un vino di grande prestigio, capace di competere con i migliori vini rossi. Questo primo passo ha segnato l’inizio di un percorso fondato su una filosofia chiara: valorizzare ogni uva attraverso equilibrio tra il lavoro in vigna e le tecniche di cantina. Ogni grappolo esprime il massimo del suo potenziale, senza sprechi dalla raccolta all’imbottigliamento.
Fin dall’inizio, la cantina ha adottato un approccio innovativo, separando le vigne, le uve e le vinificazioni per valorizzare le caratteristiche di ciascun vigneto. Il progetto Vigne Vecchie ha permesso di individuare le vigne più remote e le esposizioni migliori, coinvolgendo i soci maggiormente motivati e sensibili alla qualità.
Oggi la cantina conta 192 soci, 550 ettari di vigneti e una produzione di oltre 35.000 ettolitri, interamente destinata al consumatore finale, sia in bottiglia, sia in bag‑in‑box. La Barbera, fiore all’occhiello della produzione, è distribuita principalmente nella zona di origine, valorizzando il territorio e la sua identità. La salvaguardia del paesaggio e la promozione del territorio sono valori centrali. La cantina offre percorsi attrezzati, gazebo e tavoli per picnic, e collabora attivamente con strutture ricettive e istituzioni locali per promuovere il turismo enogastronomico. L’obiettivo è semplice ma impegnativo: sostenere un reddito che permetta di preservare il paesaggio e la cultura vitivinicola della zona.
La commercializzazione della Barbera è curata direttamente dalla cantina, con una strategia precisa già in vigneto. I soci ricevono indicazioni su quali vigneti destinare alla produzione di Barbera d’Asti e quali al Nizza: per quest’ultimo la resa è di circa 70 quintali per ettaro, mentre per la Barbera d’Asti è di 90 quintali per ettaro, anche se la resa media è di molto inferiore. Le vigne meno vocate o più produttive contribuiscono alla denominazione Piemonte DOC, con rese fino a 120 quintali per ettaro, dando vita a vini più accessibili, spesso destinati al bag‑in‑box. La denominazione Piemonte DOC corrisponde alle IGT di altre regioni, garantendo flessibilità senza rinunciare alla qualità.
Le Barbera d’Asti in degustazione
Le etichette proposte in degustazione
Sorì Dei Mori Barbera D’Asti DOCG 2024
Come già ricordato, nel 2024 c’è stato un quantitativo di pioggia spaventoso e, oltre alla pioggia, il clima non ha aiutato: non ha fatto né il caldo giusto né il freddo intenso. È piovuto sia nel periodo prevendemmia sia durante la vendemmia. La cantina ha anticipato la raccolta, ma chi ha aspettato ha rischiato di non portare a casa più nulla.
Si è potuto pertanto produrre un vino dotato di buona freschezza e buona acidità, non però con una grande struttura, perché le condizioni non erano ideali. La vinificazione del Sorì si svolge utilizzando vinificatori verticali, con macerazione di circa 5-6 giorni. La fermentazione avviene a temperature piuttosto basse, circa 23-24°C, per esaltare al massimo freschezza e frutto propri della varietà. Il vino matura per 5-6 mesi, parte in acciaio, parte in cemento, quindi affina un anno in bottiglia. È fruttato, fresco, di fine beva.
I Tre Vescovi Barbera d’Asti Superiore DOCG 2023
La vinificazione è simile a quella del Sorì dei Mori, con macerazione di circa 5-6 giorni in vinificatori verticali. È il vino più rappresentativo della cantina, con una produzione di circa 200.000 bottiglie l’anno. L’elevazione avviene in botti grandi da 75 ettolitri, in parte di rovere francese e in parte di rovere di Slavonia. Le botti utilizzate vanno da quelle più datate, del 2010, fino alle più recenti del 2022. Dopo circa un anno di affinamento in legno, il vino riposa per due mesi in vasche di cemento prima dell’imbottigliamento. In degustazione emerge chiaramente una personalità diversa, legata alla variabilità dei vigneti e soprattutto all’andamento dell’annata, con una struttura ben delineata.
Vigne Vecchie 50 Barbera D’Asti DOCG 2021
A metà degli anni ottanta, mentre molti produttori rinnovavano i vigneti eradicando quelli più vecchi, la cantina fece la scelta opposta: individuò tra i soci le vigne con almeno 50 anni e avviò, nel 1987, la produzione della Barbera Vigne Vecchie. La vendemmia è manuale e le uve vengono raccolte in cassette, evitando l’uso di rimorchi e qualsiasi forma di ammostamento, così da preservare l’integrità dei grappoli. I vigneti hanno spesso oltre 50-60 anni e presentano naturalmente rese molto basse: il diradamento non è necessario perché è quasi spontaneo.
I grappoli, piccoli e piuttosto spargoli — caratteristica non comune per la Barbera — garantiscono un rapporto buccia-polpa ideale per ottenere vini di grande struttura e longevità. I terreni sabbiosi contribuiscono inoltre a dare vini strutturati e persistenti, con un grado alcolico elevato ma equilibrati da freschezza e bevibilità. In questo vino emerge con particolare evidenza il frutto tipico della Barbera.
La fermentazione avviene in vinificatori orizzontali, il vino matura per circa un anno in vasche di cemento e viene imbottigliato tra giugno e luglio, prima della vendemmia successiva. Segue un affinamento in bottiglia di oltre un anno. Nel bicchiere si ritrovano con chiarezza le caratteristiche varietali: il frutto della Barbera si esprime in modo diretto e riconoscibile.
Laudana Nizza DOCG 2022
Il Disciplinare di produzione stabilisce, come anticipato, che la resa massima delle uve per ettaro della Barbera d’Asti sia di 90 quintali, mentre per la denominazione Nizza la resa massima è di 70 quintali. La denominazione Nizza era una sottozona della Barbera d’Asti DOCG e nel 2014 si stacca creando una propria DOCG.
Per produrre Laudana sino al 2020, la cantina elevava il vino in barrique; oggi utilizza botti grandi da circa 75 ettolitri. Laudana è il nome di un cru, un appezzamento di circa 2,5-3 ettari. Il vinificatore utilizzato è orizzontale e il vino è elevato circa 13-14 mesi in botti grandi; la barrique è stata abbandonata perché non permetteva al vino di esprimere le caratteristiche desiderate.
Come sottolinea l’enologo Matteo Laiolo: “È importante sempre sentire le caratteristiche intrinseche della varietà: le proprietà organolettiche del vitigno Barbera devono comunque percepirsi”. Laudana presenta buona struttura, buona persistenza, e l’uso della botte grande conferisce rotondità mai invadente.
Vecchie Vigne Barbera D’Asti Superiore DOCG Superiore
Abbiamo già introdotto Vecchie Vigne 50, la versione fermentata in acciaio e cemento. Questa, invece, rappresenta la versione originale, più vicina allo stile autentico degli anni ’90.
I vigneti hanno 50 e più anni e le uve sono raccolte in piccole cassette per poter portare i grappoli in cantina allo stato ottimale. Dopo la pigia-diraspatura, il mosto è travasato in vinificatori orizzontali e la fermentazione alcolica con macerazione si svolge in 10 giorni.
Il vino è elevato in barrique e, in misura minore, in tonneau da 500 litri per circa 16 mesi. Successivamente viene assemblato in vasche di cemento, dove riposa un mese, prima di essere imbottigliato e affinato in bottiglia per circa 18 mesi. Note fruttate di prugna e ciliegia mature, leggero boisé, struttura importante e freschezza marcata.
Sei Vigne Insynthesis Nizza Riserva DOCG 2019
Il progetto, avviato nel 2001, puntava a una selezione rigorosa dei vigneti, scegliendo quelli più idonei a produrre uve di qualità superiore. Si privilegiavano vigne mature, ben esposte al sole, a bassa resa per via dell’età e radicate in terreni dai profili geologici differenti. La 2019 è stata un’annata equilibrata, senza essere superlativa, ma il vino mostra ottimo equilibrio.
Nasce dalle uve barbera di due vigne di circa 60 anni di età, di cui la cantina ha anticipato molto la vendemmia di una perché era in sofferenza: aveva uve spettacolari, grappoli piccoli e spargoli. La fermentazione alcolica con macerazione si è svolta in vinificatori orizzontali per circa 10 giorni.
Il vino è stato elevato totalmente in legno nuovo, 70% barrique e 30% tonneau, per circa 20 mesi, poi ha riposato un mese in vasche di cemento e ha affinato in bottiglia per un anno. È elegante, con sentori di frutta secca e boisé, note speziate, struttura imponente e importante alcolicità (15% vol.). Il legno è percepibile ma equilibrato, con un leggero sentore di liquirizia
Alla fine della degustazioni sono state proposte Vecchie Vigne 2008 e Sei Vigne Insynthesis 2016, a dimostrazione della longevità delle Barbera della cantina
La storia di Vinchio Vaglio Serra dimostra come la cooperazione possa trasformare le sfide di un territorio difficile in eccellenza riconosciuta. La Barbera qui non è solo un vino, ma un’espressione concreta del legame tra persone, paesaggio e cultura enologica, capace di evolvere senza perdere la propria identità.
Approfondimenti e Degustazioni
Se vuoi scoprire di più sulle etichette e sui singoli vigneti della cantina, leggi anche:
Le 6 Barbera di Vinchio Vaglio Serra: Analisi e note di degustazione delle principali etichette
Degustazione Orizzontale: Il confronto tra i diversi cru per capire l’influenza del terreno e dell’esposizione



