L’opportunità di degustare il Montepulciano d’Abruzzo Riserva San Martino, alla presenza della produttrice, ci ha fatto fare uno speciale viaggio nel tempo con 12 annate, dal 2021 al 1999, essendo senza dubbio un’occasione unica e speciale. L’evento, svoltosi presso la sede di AIS Monza e Brianza, ha visto la conduzione di Alessandra Marras, relatrice, degustatrice ufficiale AIS, Donna del Vino, dove per ogni annata abbiamo trovato interessante la sua introduzione dei fatti salienti accaduti nei rispettivi anni. Dopo una breve presentazione di Masciarelli Tenute Agricole, passiamo al contesto climatico di ogni annata corredate da brevi note degustative.
Volendo introdurre Masciarelli Tenute Agricole esordiamo con la nascita di questa realtà nel 1981, grazie all’intuito imprenditoriale di Gianni Masciarelli, vignaiolo di talento e protagonista dell’affermazione della vitivinicoltura abruzzese moderna. Allora sfidando lo scetticismo di molti, il poco più che ventenne Gianni decide di intraprendere la sua avventura partendo da 2 ettari e mezzo di vigneti in provincia di Chieti.
In meno di un trentennio, grazie all’impegno e alla dedizione assoluta sua e poi dal 2008 della moglie Marina Cvetic Masciarelli (ne abbiano parlato qui), l’azienda si è affermata come leader nella produzione del Montepulciano d’Abruzzo e di altre varietà autoctone regionali e internazionali. Dai 2,5 ettari iniziali Masciarelli Tenute Agricole è cresciuta sino a disporre di circa 60 appezzamenti dislocati nelle quattro province d’Abruzzo – Chieti, Teramo, Pescara, L’Aquila -, che le consentono di esprimere appieno la straordinaria ricchezza in biodiversità e terroir della regione, caratterizzata da un paesaggio aspro, talvolta selvatico, che digrada rapidamente dalla montagna alle fertili colline sino all’Adriatico. Marina, compagna di vita e di vigne, donna del vino dallo stile inconfondibile, conduce l’azienda con le figlie Miriam Lee e Chiara Ludovica.
Marina Cvetic, nella foto a sinistra con l’enologo Attilio Alfino
Marina è stata accompagnata, in questo viaggio nel tempo, dall’enologo Attilio Alfino. Nel corso della serata Attilio ha presentato il contesto climatico di ogni annata che noi integreremo con i nostri commenti per ogni millesimo. Quello che ci ha stupito è stato la coerenza nel colore dei primi 9 vini, trovando un’unghia aranciata solo nelle ultime tre annate, peraltro proposte in grandi formati. Gli impianti delle viti di Montepulciano, in provincia di Chieti, hanno un’età dai 18 ai 27 anni.
A chiusura della descrizione delle dodici annate trovate un nostro commento finale.
La grande verticale
Montepulciano d’Abruzzo DOC Riserva S. Martino Rosso 2021 – A un inverno secco, una gelata in aprile, dai danni limitati in Abruzzo, è seguita un’estate arida a cui le viti hanno resistito bene, con in vendemmia uve sane. Quest’annata presentata in anteprima, aveva un naso sfaccettato dove la frutta rossa era accompagnata da una nota d’arancia rossa, floreale, speziata, poi da un tocco mentolato. Al palato aveva tannini non ancora del tutto morbidi, freschezza, già un buon equilibrio, persistente, con un finale dalla croccate frutta rossa. Decisamente interessante e in prospettiva
Montepulciano d’Abruzzo DOC Riserva S. Martino Rosso 2019 – Dopo un inverno mite e secco, poi freddo e piogge in primavera, con fase vegetativa rallentata, un’estate equilibrata. Vendemmia con uve di qualità eccellente. Spezie poi frutta rossa piccola, arancia rossa, sottobosco, nota mentolata. Tannini morbidi, freschezza, equilibrio, persistenza, finale mentolato, chiodo di garofano, liquirizia.
Montepulciano d’Abruzzo DOC Riserva S. Martino Rosso 2018 – Dopo un imverno regolare, primavera ideale, poi piogge abbondanti da maggio a luglio. Da lì clima asciutto, annata generosa e vendemmia qualitativa. Frutta piccola, arancia rossa, fiori di campo, eucalipto finale. Più esile al palato, tannini morbidi, freschezza, persistente, bella bevibilità, con finale più mentolato.
Montepulciano d’Abruzzo DOC Riserva S. Martino Rosso 2017 – Dopo un inverno freddo, con gelate, un’estate molto calda, la vendemmia è stata anticipata di 20 giorni, uve di qualità eccellente. Dopo una nota di cioccolato, mora di rovo, frutta rossa surmatura, poi rabarbaro, tamarindo, liquirizia. I tannini sono ancora leggermente spigolosi, è fresco, meno lungo, con liquirizia e un tocco sapido.
Montepulciano d’Abruzzo DOC Riserva S. Martino Rosso 2014 – Dopo una nevicata eccezionale a novembre 2013, sono seguite piogge frequenti e temperature miti, un’estate fresca. Comunque la produzione è stata equilibrata in quantità e qualità. Dopo un fiore macerato, ciliegia come frutta, agrumi, troviamo rosmarino e un finale balsamico. Al palato ha tannini setosi e saporiti, freschezza, un finale lungo e balsamico, dalla grande eleganza, interessante come molti altri vini ottenuti dalla stessa annata.
Montepulciano d’Abruzzo DOC Riserva S. Martino Rosso 2013 – Un clima insolito ma favorevole, con una primavera fredda e piovosa, ha poi avuto un caldo intenso, con buone escursioni termiche. Una vendemmia in ritardo ha dato ottime uve. Esordio con rosa canina, zenzero, agrumi, nocciola, tabacco. I tannini presenti anche se levigati, freschezza, danno un assaggio lungo ed emozionante, con un retrogusto giocato su note di rabarbaro. Abbiamo trovato quest’annata in uno stato di grazia, ci è piaciuta maggiormente rispetto alle 2019, 2018, 2017.
Montepulciano d’Abruzzo DOC Riserva S. Martino Rosso 2011 – Dopo una primavera fredda e piovosa, estate con grandinate, con difficoltà fitosanitarie (peronospora e oidio), la vendemmia è stata fatta con uve sane. Il naso era più chiuso dove abbiamo comunque trovato spezie, frutta con melograno, agrumi. Al palato i tannini erano ravvivati da freschezza, un accenno sapido, persistente con un finale agrumato, poi con melograno.
Montepulciano d’Abruzzo DOC Riserva S. Martino Rosso 2010 – Qui un clima instabile, con variazioni termiche e grandinate, un buon sviluppo vegetativo, con difesa fitosanitaria semplice, una vendemmia regolare. Dapprima fiori tra cui la violetta, poi cipria, frutta piccola, le erbe della menta e cioccolato, I tannini setosi erano equilibrati da freschezza, persistenza, finale tra menta e cioccolato.
Montepulciano d’Abruzzo DOC Riserva S. Martino Rosso 2009 – Piogge intense in inverno e primavera, attacchi fitosanitari difficili in primavera, sono state seguite da un’estate calda. La vendemmia si è protratta fino a novembre. IL primo naso evoluto ha dato sensazioni di cognac, mela cotogna, oliva in salamoia, poi alloro e bacca di ginepro. I tannini presenti, meno freschezza dei precedenti, un finale abbastanza lungo, con una nota di ginepro. L’unico vino della verticale con sentori terziari più evidenti.
Montepulciano d’Abruzzo DOC Riserva S. Martino Rosso 2005 – Qui c’è stato il clima più fresco e umido del decennio, con precipitazioni abbondanti, estate piovosa, una vendemmia in ritardo fino a fine ottobre. Proposto in magnum dopo note di iris, agrume con bergamotto, passava a note ferrose, ematiche. Al palato i tannini sono integrati nella pulizia di bocca, ancora persistente con un finale di eucalipto. Lo riteniamo il migliore sin qui, complice senza dubbio il formato magnum.
Montepulciano d’Abruzzo DOC Riserva S. Martino Rosso 2000 – Una stagione calda e siccitosa, con stress idrico tra maggio e agosto, qualche grandinata e temporale. Nonostante la siccità, la vendemmia è stata regolare e di qualità. Servito in doppio magnum, aveva un naso di arancia sanguinella, frutta surmatura, cioccolato, poi menta. Al palato i tannini sono levigati, ancora freschezza, lunghezza e un finale da cioccolatino after-eight. Una bella lotta sul valore di quest’assaggio rispetto al precedente, eccelso anche questo.
Montepulciano d’Abruzzo DOC Riserva S. Martino Rosso 1999 – Primavera nella norma, ma giugno e luglio piovosi con grandinate, problemi fitosanitari e maturazione ritardata, una vendemmia umida. Proposto anch’esso in magnum dopo un inizio di caffè, aveva sottobosco, balsamicità, timo limonato, poi erbe e agrumi. Al palato è stato il nostro preferito con i suoi tannini levigati, ancora un po’ di freschezza, molto lungo, è balsamico, poi ha erbe e rabarbaro.
Speriamo con i nostri commenti di avervi fatto almeno immaginare alcuni di tutti questi assaggi, di questo viaggio nel tempo. Marina e i suoi consulenti hanno, senza dubbio, nei decenni, saputo gestire le criticità in vigna, dove lei, con temperamento, ha saputo aspettare, in qualche annata difficile, a fare raccogliere, esaltando poi in cantina le pregiate uve del Montepulciano d’Abruzzo. Man mano che ci addentravamo nelle annate più datate, sorgeva in noi un atteggiamento di stupore, d’ammirazione per la tenuta nel tempo dei vini, dovuta a nostro avviso in parte alle scelte enologiche, alla gestione agronomica dei vigneti, senza trascurare il contesto territoriale e climatico di questa regione.
Photo @ Masciarelli Tenute Agricole


