Non solo degustazione, ma un racconto da toccare e ascoltare. Quattro eccellenze del territorio guidano la rivoluzione che abbatte le barriere sensoriali grazie a Braille e tecnologia NFC.
Il vino è da sempre condivisione, ma per chi convive con disabilità visive, l’approccio alla bottiglia è spesso limitato. Oggi, grazie a un’eccellenza tutta lombarda, questa barriera viene abbattuta. Il progetto ‘Senza 1 Senso’, ideato da AIS Lombardia, trasforma il packaging in un ponte tecnologico e umano, rendendo l’esperienza del calice realmente accessibile a tutti.
Le etichette “Senza 1 Senso” con i caratteri Braille
Tecnologia al servizio del tatto
Nata per celebrare i vent’anni della Guida ViniPlus, questa speciale etichetta in edizione limitata sfida il concetto tradizionale di design vinicolo. Il sistema integra caratteri Braille per il riconoscimento tattile e un chip NFC: avvicinando lo smartphone, si attiva una narrazione audio che svela l’anima del vitigno e i segreti della cantina.
“Abbiamo scelto di investire in questo cammino di comunicazione perché crediamo che la conoscenza sia il primo passo per l’inclusione,” ha dichiarato Hosam Eldin Abou Eleyoun Presidente di AIS Lombardia. Un impegno ribadito con forza da Rossella Ronzoni, Vicepresidente, che ha curato il progetto fin dai supi albori: “Il nostro obiettivo è rendere ogni bottiglia un racconto da ascoltare, partendo dalla base produttiva della nostra regione per arrivare a un modello nazionale.”
I protagonisti: le quattro cantine “pioniere”
Il cuore di ‘Senza 1 Senso’ batte grazie a quattro realtà lombarde che hanno interpretato la sostenibilità nel suo senso più ampio: quello della responsabilità sociale.
Conte Vistarino (Oltrepò Pavese): Ottavia Vistarino, alla guida della storica tenuta di Rocca de’ Giorgi, ha aderito con entusiasmo vedendo nel progetto un’estensione naturale dei valori di inclusività che segnano la storia dell’azienda. Qui, dove il Pinot Nero è sovrano, l’etichetta diventa uno strumento per affermare che l’eccellenza deve essere un patrimonio di tutti.
La Genisia (Oltrepò Pavese): Per il Presidente Matteo Ghiara, la partecipazione al progetto riflette i principi cardine dell’azienda: l’attenzione alla comunità e l’impatto positivo sul territorio. “La sostenibilità non è solo ambientale, ma sociale”, spiega Ghiara, sottolineando come rendere i vini accessibili sia un passo concreto verso un modo di fare impresa più consapevole.
Nove Lune (Bergamo): L’enologo e titolare Alessandro Sala porta nel progetto la sua visione artigianale e orgogliosa. La scelta di Nove Lune di aderire immediatamente dimostra come anche le realtà più focalizzate sulla ricerca e sul vitigno possano essere in prima linea nel sociale, rispecchiando valori di profonda appartenenza umana.
Perla del Garda (Garda Bresciano): Spostandosi sulle rive del Benaco, Alessia Prandini (Responsabile Comunicazione) ribadisce che per Perla del Garda il vino è, prima di tutto, relazione. “Deve essere accessibile senza barriere“, commenta Prandini, vedendo in ‘Senza 1 Senso’ non solo un’innovazione tecnica, ma una vera evoluzione culturale che rende il linguaggio del vino universale. Di questa azienda abbiamo scritto in merito al progetto Raccolta Prodigiosa.
Le etichette prime etichette “Senza 1 Senso”
Un impegno sociale concreto
Oltre al valore tecnologico, il progetto ha un fine solidale immediato: il sovrapprezzo applicato a queste bottiglie speciali viene interamente devoluto all’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti (UICI) di Milano. Un’iniziativa che ha già raccolto il plauso delle istituzioni, confermando che il futuro del settore vitivinicolo passa dalla capacità di saper raccontare (e far ascoltare) le proprie storie a chiunque.
Foto di apetura Da sinistra: il Presidente di AIS Lombardia Hosam Eldin Abou Eleyoun, insieme ai partner del progetto e alla Vicepresidente Rossella Ronzoni (ultima a destra), ideatrice dell’iniziativa “Senza 1 Senso”.



