Un pranzo di lavoro che accompagna una conquista professionale, una tavolata di sconosciuti destinati a diventare amici, l’intesa che passa attraverso un piatto. Per Ro Corradin anche situazioni apparentemente ordinarie possono contenere una loro piccola dimensione epica.
Da questa idea nasce Piccole epiche per cuochi e altri apprendisti, libro nel quale l’autrice torna a osservare il mondo della cucina non tanto attraverso ricette e tecniche, quanto attraverso le persone, le relazioni e le storie che si sviluppano intorno al cibo.
«In ogni pasto condiviso c’è un momento epico», scrive Corradin, individuando nel rapporto fra chi prepara il cibo e chi lo assapora una forma di relazione che supera il semplice atto del mangiare.
Le piccole epiche della cucina
I protagonisti sono cuochi e cuoche, ma anche chi coltiva, alleva, affina, progetta e serve il cibo. A ciascuno l’autrice dedica brevi ritratti costruiti intorno a un momento capace di assumere, almeno per un istante, una dimensione fuori dall’ordinario.
La scelta della brevità è parte della struttura del libro. Le storie cercano di concentrare personaggi e situazioni in poche pagine, utilizzando un linguaggio che tiene conto anche dell’abitudine contemporanea a forme di narrazione sempre più rapide.
Il riferimento agli “apprendisti” del titolo allarga però il campo oltre la cucina: sono tutti coloro che continuano a considerare curiosità e capacità di imparare come parte della propria esperienza.
Quando il mito greco entra in cucina
A legare questi racconti è anche la passione di Corradin per la mitologia greca. Personaggi e vicende dell’antichità vengono trasferiti nel linguaggio gastronomico contemporaneo, con un procedimento dichiaratamente ironico.
Euriloco, che nell’Odissea partecipa all’uccisione delle vacche sacre del Sole, può così diventare idealmente l’autore di un Perfect BBQ Book. Persefone — Proserpina nella tradizione romana — mangiando i chicchi di melagrana nell’Ade dà invece origine a un immaginario “melagrana gate”, mentre Prometeo, dopo aver consegnato il fuoco agli uomini, apre inevitabilmente la strada alla cucina.
Il mito non viene quindi utilizzato come apparato colto sovrapposto alle storie, ma come materiale narrativo da manipolare e riportare nel presente. Amore, morte, trasformazione, convivialità e conflitto diventano punti di contatto fra racconti antichi e cultura del cibo contemporanea.
Ro Corradin, scrivere di cucina e di vita
Ro Corradin, a lungo pubblicata con il nome Roberta Corradin, ha dedicato una parte consistente del proprio lavoro al rapporto tra cucina, esperienza personale e società.
Tra i suoi libri figurano Ho fatto un pan pepato – ricette di cucina emotiva (Zelig, 1995), Le cuoche che volevo diventare (Einaudi, 2008), La repubblica del maiale (Chiarelettere, 2013), Piovono mandorle (Piemme, 2019), Cannoli siciliani (Giunti, 2023) e Ma i libri lo sanno (Giunti, 2024).
In Cannoli siciliani ha raccontato in forma narrativa anche la propria esperienza di ristoratrice in Sicilia. Per Cook, mensile del Corriere della Sera, firma la rubrica “Le cuoche che vogliamo diventare”. I suoi libri sono stati tradotti in diverse lingue, tra cui tedesco, francese e spagnolo.
Con Piccole epiche per cuochi e altri apprendisti torna dunque su un terreno che attraversa buona parte del suo lavoro: il cibo come strumento per parlare di ciò che accade tra le persone, questa volta mettendolo in dialogo con personaggi e archetipi che arrivano dalla mitologia.
autore: Ro Corradin
illustrazioni: Emma Dal Falco
collana: Le Farfalle
formato: 12×21 cm
pagine: 176
ISBN: 979-12-81615-38-0
prezzo: 18 euro
editore: Cinquesensi

