Ad ascoltare il 26enne Vittorio Marcon, sembra proprio che l’azienda Valpanera era in attesa di qualche acquirente che avesse voglia di rilanciarla. L’attesa è finita tre anni fa, quando la famiglia Marcon di Oderzo e la famiglia Cigana di Pasiano di Pordenone, legate da una lunga amicizia, hanno acquistato Valpanera.
Fondata negli anni Settanta a Fiumicello Villa Vicentina, la cantina è una delle 19 attive nella Doc Friuli Aquileia. Le due famiglie ne hanno affidato la guida ai figli Vittorio Marcon e Luca Cigana, con l’obiettivo di rilanciarla.
“Così, fui costretto a cambiare i miei programmi appena finito un master a San Francisco e mi preparavo ad andare in Australia”, dice Vittorio che a Milano, presso Il Retrobottega, il nuovo locale che arricchisce l’offerta dell’elegante ristorante Il Liberty, ha presentato i nuovi vini firmati Valpanera e curati da uno dei migliori enologi, Nicola Biasi, che abbiamo recentemente intervistato, al quale avevano affidato la direzione tecnica. “È stato come avviare una start up, con il coinvolgimento di uno dei migliori enologi italiani, che ci ha permesso di rimettere a fuoco il prodotto ma nel rispetto della tradizione, con vini corposi, di sostanza e carattere, che però vanno incontro al mercato moderno, che cerca vini facili da bere”, dice Vittorio.
E, aggiunge Biasi “dobbiamo lavorare meglio e tenere presente di come cambiano i tempi così, tanto per fare un esempio, abbiamo scelto di vendemmiare tra le 2 e le 5 del mattino per lavorare le uve ancora fredde” e i risultati li abbiamo visto nel corso della degustazione.
Intanto, mentre Biasi pensava ai vini, i due nei viticoltori Vittorio e Luca erano impegnati a studiare l’etichetta, ispirandosi ai mosaici della Basilica di Aquileia, alle certificazioni, agli investimenti tra cui il fotovoltaico che oggi copre gran parte del fabbisogno energetico aziendale, alla promozione dei vini, all’apertura di nuovi mercati nonché alla ricerca di tappi che sono interamente riciclabili. Tutto sistemato nell’arco di due anni, anche con il raggiungimento di mercati non proprio tradizionali per i vini italiani, cominciando con Brasile, Cina e Giappone per poi raggiungere il Nord Europa, i Balcani oltre a Svizzera e Germania.
Valpanera possiede 60 ettari vitati, che permettono di produrre oltre 300.000 bottiglie tra Refosco dal Peduncolo Rosso – vino di punta dell’azienda –, Cabernet Sauvignon, Pinot Nero e i bianchi Malvasia, Ribolla Gialla, Pinot Grigio e Traminer Aromatico, oltre a una linea di spumanti, divisi tra la linea classica, la linea riserva e la linea spumanti.
I vini degustati
Flaminius Metodo Classico Brut 2020
Uve chardonnay in purezza sottoposte a fermentazione primaria in vasche d’acciaio inox con un periodo di affinamento sui lieviti. L’imbottigliamento avviene i primi di marzo con tiraggio minimo di 30 mesi. Dopo la sboccatura segue un affinamento in bottiglia prima della commercializzazione. Il colore è giallo con note ambrate e un perlage fine e persistente. Il profumo è fruttato con intense note di croste di pane. In bocca è vivace, pieno, persistente con una nota finale di mandorla.
Malvasia doc Friuli Aquilea 2025
Malvasia istriana in purezza vinificata in criomacerazione seguita da fermentazione in vasche di acciaio inox. Il colore è giallo paglierino con profumi agrumati di cedro e lime sostenuta da grande mineralità e salinità. In bocca è pieno e vellutato, caratteristiche tipiche della Malvasia Istriana.
Sauvignon doc Friuli Aquilea 2025
Uve sauvignon in purezza sottoposte a fermentazione in vasche di acciaio inox a cui segue un periodo di affinamento sulle fecce fini che permette di preservare le caratteristiche aromatiche del vitigno. Il colore è giallo paglierino brillante, con un bouquet piacevolmente aromatico che ricorda fiori di sambuco e pesca matura. In bocca, insieme all’ottima struttura, esplode la sapidità e la freschezza che ne fanno un gran bel vino. Insomma, un vino bianco avvolgente e vellutato che pur conservandosi nel tempo, è preferibile consumarlo entro i 5 anni dalla data di produzione.
Numen Pinot nero Friuli doc 2024
100% uve pinot nero con fermentazione in serbatoi d’acciaio e affinamento sui propri lieviti. Il colore è rosso intenso, con profumi di piccoli frutti rossi sostenuti da note speziate. In bocca è un vino ricco, perfettamente equilibrato tra sapori fruttati e tannini piacevolmente morbidi. Il nome, numen, in latino è il cenno del divino e, quindi, scelto perché è il vino che più di ogni altro appartiene al mistero visto che il Pinot nero è un vitigno capriccioso ed enigmatico.
Refosco dal Peduncolo Rosso Superiore doc Friuli Aquilea 2022
Uve refosco dal peduncolo rosso vendemmiate all’alba e immediatamente portate in cantina per la fermentazione in vasche d’acciaio e successivo affinamento in barriques di rovere a cui segue un ulteriore affinamento una volta imbottigliato. Così nel calice arriva un vino rosso intenso e inebriante che profuma di mora e lampone nonché di confettura di fragole e una delicata nota di rovere tostato. In bocca è caldo, persistente oltre che di grande beva. E’ un vino avvolgente e di grande eleganza che evolve molto bene nel tempo.
Nella foto di apertura i vini degustati



