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La storia di Badia di Morrona  risale al 1089 epoca in cui già esisteva l’abbazia attorno alla quale fu successivamente costruito il convento. Alla fine dell’Ottocento la chiesa vendette la Badia, che venne divisa in due parti, per poi essere riunificata nel 1983 dall’attuale famiglia proprietaria con un’estensione di 200 ettari di terreno. Attualmente l’azienda dispone di 600 ettari dei quali 110 vitati.

 

Abbiamo scritto qui della Tenuta e dei suoi vini in occasione di una call web con Filippo Gaslini Alberti owner della cantina.

A quasi due anni di distanza abbiamo degustato tre etichette, rappresentative espressioni della poliedricità dell’enologia toscana, con produzione di vini in stile sia tradizionale, sia internazionale ossia Vigna Alta, Terre di Pisa Sangiovese DOC 2017, N’Antia, Toscana Rosso IGT 2017 e 2013.

 

 

I vini degustati

 

 

Vigna Alta Terre di Pisa Sangiovese 2017 (foto 1)

 

Il vino trova i suoi albori negli anni novanta da uve sangiovese e svolge un processo di vinificazione e affinamento in linea con la tradizione toscana. Si tratta del cru aziendale la cui denominazione non è casuale in quanto è prodotto con le uve della vigna della Tenuta più alta, ossia posta a 220 metri sul livello del mare. Il 2017 ha sofferto la siccità che ne ha dimezzato la produzione. Il vino fermenta in acciaio, è elevato in botti di rovere francese da 25 ettolitri per 24 mesi, poi sosta in cemento per 3-4 mesi e affina circa un anno in bottiglia.

In occasione della web call la degustazione comprendeva anche il 2017 in anteprima. Degustiamo nuovamente il vino che ha completato l’affinamento in bottiglia ed è già in commercio l’annata successiva. Sostanzialmente ritroviamo le stesse note caratteristiche, colore rosso rubino intenso, il profumo è fruttato ma con un’evoluzione evidente, con note balsamiche più nitide e piacevole corredo speziato. Il sorso rivela maggiore scorrevolezza grazie a una trama tannica sempre ben sviluppata, ma più levigata e bene bilanciata sia dalla freschezza, sia dall’alcolicità, e con una presenza minerale maggiormente accentuata.

 

N’Antia, Toscana Rosso IGT (foto 2 e 3)
Nasce da un taglio bordolese, ossia una cuvée di Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Merlot. Il merlot è vendemmiato quasi un mese prima dei cabernet. Dopo la pigiatura la vinificazione ha luogo in vasche di acciaio. Successivamente il vino è elevato in barrique per 15 mesi, e dopo un passaggio in cemento affina 10 mesi in bottiglia.

 

N’Antia 2017
Alla degustazione possiede colore rosso rubino intenso. L’impatto olfattivo fruttato di ribes nero e di mirtillo nero accompagna ben espressi ricordi floreali, con nota balsamica marcata. In bocca si ritrovano gli stessi frutti avvertiti al naso, oltre a una nota di liquirizia e poi una nuance salina di grande piacevolezza. L’acidità contribuisce a conferire eleganza al vino con tannini ben amalgamati e altrettanto ben integrata alcolicità così che i 14,5 gradi non appesantiscono il gusto.

 

N’Antia 2013
È suadente, di carattere, complesso. Da un lato un’annata felice, dall’altro un’evoluzione di 9 anni, permettono di cogliere questo vino al meglio. Alla degustazione, rispetto al 2017 ha colore rubino più intensamente granato. Al naso avvertiamo una maggiormente marcata nota balsamica e un garbato sentore speziato, ma è in bocca che si esprime al meglio. I tannini comunicano finezza grazie all’eleganza acquisita in seguito al prolungato affinamento. La salinità, la mineralità contribuiscono a marcarne la complessità e una piacevole nota fresca concorre a rendere piacevole la bevibilità conferendo una intrigante nota giovanile. Il finale è decisamente lungo.

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