Il Consorzio Vino Nobile di Montepulciano ha nel corso del 2025 presentato l’uscita della prima annata la 2021 delle Pievi. A una conferenza stampa dal titolo “Le Pievi, Genesi e Futuro del Progetto” introdotta dal Presidente Andrea Rossi, ci è stato narrato la storia che ha portato a questo progetto, alla modifica del disciplinare, alla sostenibilità che contraddistingue da decenni il vino Nobile. Oltre a metterci a conoscenza di qualche dato numerico del valore economico della denominazione. A seguire, dopo la conferenza stampa, abbiamo degustato in anteprima la nuova annata 2022, condotta dal co-curatore della Guida Vini d’Italia del Gambero Rosso Giuseppe Carrus, di 5 etichette selezionate dal Consorzio

Il Comitato Nazionale Vini del 10 ottobre 2024 ha dato l’ok definitivo al decreto con annesso disciplinare, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 05 febbraio 2025, della nuova tipologia della prima Docg d’Italia, uscita in commercio a febbraio 2025 con l’annata 2021. La previsione produttiva delle Pievi, secondo una prima stima, riguarderà circa il 10% del totale di produzione del Vino Nobile di Montepulciano con circa 600 mila bottiglie all’anno. L’idea di far nascere il Vino Nobile di Montepulciano menzione “Pieve” (che andrà ad affiancare il Vino Nobile di Montepulciano e Vino Nobile di Montepulciano Riserva), nasce da un percorso metodologico che ha visto il consenso e la partecipazione di tutte le aziende produttrici. Un percorso di studio all’interno della denominazione stessa, che grazie a momenti di incontro, confronto e di analisi collettiva, ha portato alla nascita di una ‘visione’ univoca di Vino Nobile di Montepulciano, supportata dalla ricerca anche di esperti. Il tutto è partito da una ricerca dal punto di vista geologico e pedologico, tema che il Consorzio ha a cuore dagli anni ’90, (tra i primi in Italia a ‘zonare’ il territorio di produzione e successivamente a riportarlo in una mappa realizzata da Enogea). L’approfondimento è stato fatto anche nelle biblioteche e archivi storici, fino ad arrivare al Catasto Leopoldino del 1765.

Il Consorzio Vino Nobile di Montepulciano ha nel corso del 2025 presentato l’uscita della prima annata la 2021 delle Pievi. A una conferenza stampa dal titolo “Le Pievi, Genesi e Futuro del Progetto” introdotta dal Presidente Andrea Rossi, ci è stato narrato la storia che ha portato a questo progetto, alla modifica del disciplinare, alla sostenibilità che contraddistingue da decenni il vino Nobile. Oltre a metterci a conoscenza di qualche dato numerico del valore economico della denominazione. A seguire, dopo la conferenza stampa, abbiamo degustato in anteprima la nuova annata 2022, condotta dal co-curatore della Guida Vini d’Italia del Gambero Rosso Giuseppe Carrus, di 5 etichette selezionate dal Consorzio

Il Comitato Nazionale Vini del 10 ottobre 2024 ha dato l’ok definitivo al decreto con annesso disciplinare, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 05 febbraio 2025, della nuova tipologia della prima Docg d’Italia, uscita in commercio a febbraio 2025 con l’annata 2021. La previsione produttiva delle Pievi, secondo una prima stima, riguarderà circa il 10% del totale di produzione del Vino Nobile di Montepulciano con circa 600 mila bottiglie all’anno. L’idea di far nascere il Vino Nobile di Montepulciano menzione “Pieve” (che andrà ad affiancare il Vino Nobile di Montepulciano e Vino Nobile di Montepulciano Riserva), nasce da un percorso metodologico che ha visto il consenso e la partecipazione di tutte le aziende produttrici. Un percorso di studio all’interno della denominazione stessa, che grazie a momenti di incontro, confronto e di analisi collettiva, ha portato alla nascita di una ‘visione’ univoca di Vino Nobile di Montepulciano, supportata dalla ricerca anche di esperti. Il tutto è partito da una ricerca dal punto di vista geologico e pedologico, tema che il Consorzio ha a cuore dagli anni ’90, (tra i primi in Italia a ‘zonare’ il territorio di produzione e successivamente a riportarlo in una mappa realizzata da Enogea). L’approfondimento è stato fatto anche nelle biblioteche e archivi storici, fino ad arrivare al Catasto Leopoldino del 1765.

Come accennavamo nel sommario è stato modificato il disciplinare basato su vigneti longevi, vitigni autoctoni e invecchiamento. Le Pievi rappresenta quindi un vino che ha e avrà come caratteristiche il territorio (con le sottozone), l’uvaggio che sarà legato al Sangiovese e ai soli vitigni autoctoni complementari ammessi dal disciplinare, con uve esclusivamente prodotte dall’azienda imbottigliatrice. L’altra novità è stata istituita una commissione interna al Consorzio composta da enologi e tecnici la quale avrà il compito di valutare, prima dei passaggi previsti dalla normativa, che le caratteristiche corrispondano al disciplinare stesso.

Lo studio storico della geologia e della geografia del territorio ha portato alla individuazione di 12 zone, definite nel disciplinare di produzione UGA (Unità Geografiche Aggiuntive), che sono anteposte dalla menzione ‘Pieve’ in etichetta. Questo aspetto rappresenta l’identità del Vino Nobile di Montepulciano che guarda appunto al passato. La scelta di utilizzare i toponimi territoriali riferibili a quelli delle antiche Pievi in cui era suddiviso il territorio già dall’epoca tardo romana e longobarda, nasce da un approfondimento di tipo storico, paesaggistico e produttivo vitivinicolo. In particolare la volontà del Consorzio è quella di ribadire e codificare una realtà fisica con l’antica radice storica, che ha caratterizzato il territorio poliziano fino all’epoca moderna e che trova la sua eco anche nel catasto Leopoldino dei primi decenni del XIX secolo, che suddivideva il territorio in sottozone definite con il toponimo.

I vini del 2021, prima annata delle Pievi, ottenuti per lo più da Sangiovese, localmente chiamato Prugnolo gentile, sono a livello degustativo, dopo le fermentazioni malolattiche, presentavano colori da decisi a molto decisi, profumi intensi dominati da sentori di frutta matura e una notevole struttura caratterizzata da abbondante tannicità e buona acidità. A livello analitico presentano valori elevati di intensità e tonalità di colore, di alcool, di estratti e di polifenoli totali e livelli medi di acidità e pH.

Accennavamo nel sommario della sostenibilità. La denominazione Vino Nobile di Montepulciano è la prima ad avere la certificazione sulla base dello standard Equalitas. La visione di sostenibilità del Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano nasce in tempi non sospetti. Negli anni ‘80 i vigneti di Vino Nobile di Montepulciano, grazie all’intervento del Consorzio, furono i primi in Italia a sperimentare il concetto di lotta integrata. Nei primi anni ’90 il Consorzio fu tra i primi a studiare i terreni produttivi, grazie a un progetto di zonazione ai tempi innovativo. Intorno al 2006, in collaborazione con l’Amministrazione Comunale, è nato un progetto per lo smaltimento di scarti biologici dalle vigne per la realizzazione di biomassa da combustione per il sostegno energetico a plessi scolastici e amministrativi. I produttori hanno all’epoca prontamente compreso la portata rivoluzionaria di collaborare a una iniziativa che rendesse chiaro il consumo di CO2 per la produzione di Vino Nobile di Montepulciano, esprimendo convincimento ed entusiasmo. Il progetto, che ha avuto anche la media partnership del network Gambero Rosso, è stato premiato nel 2015 alla Smau di Milano come ‘Smart Communities’. A oggi, oltre il 70% delle imprese ha già investito in progetti sostenibili, mentre il 90% ha in corso progetti di realizzazione di impianti. Entrando nel dettaglio, oltre il 70% delle aziende di Vino Nobile di Montepulciano ha un impianto fotovoltaico e il 35% si è dotato di solare termico per la produzione di calore. Il 20% ha sistemi di recupero delle acque reflue, mentre un 10% delle imprese ha investito nella geotermia. Negli ultimi anni circa la metà delle aziende ha sviluppato pratiche naturali, come la fertilizzazione, l’inerbimento, l’utilizzo di metodi di coltivazione meno impattanti. Questo si lega al concetto di biodiversità che vede gran parte delle aziende di Vino Nobile praticare una agricoltura sotto il regime del biologico, alcune biodinamiche. Tutto questo ha portato tutta la denominazione a intraprendere un percorso sostenibile fino a giungere alla certificazione Equalitas di territorio, (Denominazione per la Sostenibilità), arrivata a maggio 2022. Il Consorzio ha portato avanti progetti volti alla sostenibilità, quali la produzione, insieme con il Comune di Montepulciano, delle doggy e wine bag, contenitori distribuiti agli esercenti di Montepulciano contro lo spreco. Un altro importante passo volto alla salvaguardia del territorio è quello della piantumazione, svolta in tre anni, di un parco, adiacente il Presidio Ospedaliero di Nottola, con sole piante autoctone.

A livello economico ci sembra importante sottolineare che il patrimonio “Nobile” vale un miliardo di euro circa, cifra che quantifica il Vino Nobile di Montepulciano tra valori patrimoniali, fatturato e produzione. Circa 65 milioni di euro è il valore medio annuo della produzione vitivinicola, senza contare che circa il 70% dell’economia locale è indotto diretto del vino. Una cifra importante per un territorio nel quale su 16.500 ettari di superficie comunale circa 2.000 ettari sono vitati, quindi con il 16% circa del paesaggio comunale caratterizzato dalla vite. Di questi circa 1.200 sono gli ettari iscritti a Vino Nobile di Montepulciano Docg, mentre circa 390 quelli iscritti a Rosso di Montepulciano Doc.

La masterclass, di cui segue il racconto, ha dimostrato con le cinque Pievi propostoci dal Consorzio, quanto la denominazione ci creda, quale ottimo livello produttivo è stato raggiunto.

 

La degustazione di cinque Pievi dell’annata 2022

Tenuta Trerose – Pieve Valiano Vino Nobile di Montepulciano Docg – Le uve di Sangiovese provengono dalla zona più a Est della denominazione, a destra della Valdichiana, su suoli argillosi calcarei, a 380 metri d’altitudine. In vinificazione dopo una fermentazione per 30 giorni, una macerazione con estrazione delicata, entrambe a temperatura controllata in acciaio, matura in botti di rovere di Slavonia da 50 ettolitri per 12 mesi. Dopo un colore rubino chiaro, ha un naso di frutta rossa matura, di spezie poi vira sul floreale. Al palato ha tannini morbidi freschezza, poi è sapido, con una buona persistenza.

 

Della Seta – Pieve Gracciano Vino Nobile di Montepulciano Docg – Le uve di Sangiovese provengono dalla zona al centro della denominazione e a sinistra della Val di Chiana, su suoli limosi e argillosi, a 300 metri d’altitudine. In vinificazione vede una fermentazione in acciaio a temperatura controllata con lieviti indigeni per circa 20-25 giorni, una macerazione sulle bucce con rimontaggi giornalieri, poi maturare per 18 mesi di cui i primi 12 in tonneaux di rovere francese da 5 ettolitri e altri 6 mesi in botte di rovere da 15 ettolitri. In bottiglia riposa altri 12. Dopo un rosso rubino leggermente più denso del precedente, al naso è complesso, passando dalla viola, alla frutta di prugna matura e piccoli frutti rossi tra cui la marasca, poi da note balsamiche a spezie. Al palato ha tannini vellutati, poi è sapido, equilibrato, elegante, con un lungo finale.

 

Tenuta Calimaia Frescobaldi – Pieve Cervignano Vino Nobile di Montepulciano Docg – Le uve di Sangiovese provengono da una zona leggermente più a Sud di quella Gracciano, al centro della denominazione e a sinistra della Val di Chiana. Prodotto da un vigneto a 300 metri d’altitudine, vede in vinificazione una fermentazione in acciaio a temperatura controllata per 25 giorni, una macerazione sulle bucce con rimontaggi giornalieri, che ha consentito una perfetta estrazione delle sostanze polifenoliche, poi maturare per 24 mesi in tonneaux di rovere francese da 50 ettolitri di rovere francese. In bottiglia riposa altri 12. Dopo un rosso rubino come il precedente, ha un naso intensi tra spezie in primo piano, seguite da note floreali e di frutta matura. Al palato ha tannini presenti e morbidi al tempo stesso, freschezza, è già elegante, con una bella persistenza,

 

Cantina del Redi – Pieve Sant’Ilario Vino Nobile di Montepulciano Docg – Le uve di Sangiovese al 90%, con un 10% tra Canaiolo e Mammolo, provengono da una zona sottostante a quella di Cervognano e a sinistra della Val di Chiana. Prodotto da un vigneto a 380 metri d’altitudine, vede in vinificazione una maturazione per minimo 18 mesi in botti di legno, poi in bottiglia minimo per altri 12. Dopo un colore rubino chiaro, ha un naso complesso con la frutta in primo piano, seguito da un tocco agrumato, poi da spezie e china, trasmettendo rispetto agli altri calici una maggiore austerità. Al palato ha tannini austeri e setosi, equilibrati da freschezza, poi troviamo una nota sapida, una buona lunghezza.

 

Talosa – Pieve Le Grazie Vigna Chiusino Vino Nobile di Montepulciano Docg – Le uve di Sangiovese provengono da una zona sul lato occidentale della denominazione. Prodotto da un vigneto a 370 metri d’altitudine, su suoli argillosi e sabbiosi, in vinificazione vede una fermentazione in acciaio a temperatura controllata con lieviti selezionati per circa 12 giorni, una macerazione per circa 10 giorni, poi matura per 24 mesi in botte grande, in bottiglia per altri 12. Dopo un rosso rubino luminoso, ha un naso complesso tra note speziate, frutta rossa matura anche piccola, poi troviamo una nota ematica, seguita da note di erbe tra cui la menta. Al palato ha tannini fini e morbidi, freschezza, eleganza per poi chiudere con una buona lunghezza.

 

Leggi anche l’articolo dedicato alla Presentazione del Progetto Pieve:  Il Consorzio del Vino Nobile di Montepulciano presenta il Progetto Pieve

 

Photo @ Consorzio Vino Nobile di Montepulciano

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